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Doppia contribuzione Inps: per l’amministratore della srl è sempre dovuta

Desideriamo tornare sulla questione irrisolta della doppia contribuzione di previdenza per l’amministratore di SRL che è anche socio dello stesso soggetto.

Il precedente commento svolto dagli autori riguardava la decisione della Suprema Corte a sezioni unite – sentenza 20 gennaio 2017 nr. 1545, rivolta al rapporto sottostante tra amministratore e società di capitali e al novero o estraneità dalla qualifica di rapporto parasubordinato. Per la verità il quesito sottoposto allora alle sezioni unite, seppur di diverso contesto giuridico, faceva concludere agli Ermellini che l’amministratore di una società di capitali è legato all’ente da un rapporto di tipo societario, essenziale per il funzionamento dell’ente, dove risulta assente la coordinazione. La conseguenza diretta statuiva la natura autonoma distinta dalla para-subordinazione e – per conseguenza – che gli stessi compensi risultano pignorabili senza i limiti previsti dal quarto comma dell’art. 545 c.p.c.

L’odierno commento all’ordinanza in trattazione, risalente al 28 luglio 2017, entra nel vivo della questione sulla coesistenza di due forme di previdenza a carico dell’amministratore e socio, avendo accertato il giudizio di merito il carattere di abitualità e di preponderanza della componente lavorativa del socio e amministratore nel ciclo produttivo, rispetto agli altri fattori. Più precisamente, La Corte di legittimità ha ritenuto il decisum della Corte territoriale coerente con l’obbligo della doppia iscrizione INPS gestione separata e gestione commercianti, essendo stato accertato che si trattava di negozio di orto frutta gestito dallo stesso amministratore della SRL in via esclusiva, da solo, e con assoluta assenza di addetti alla vendita, dipendenti e collaboratori.

Nelle motivazioni a sostegno del rigetto del ricorso, viene richiamata in Ordinanza l’ingerenza dell’amministratore e Socio nel ciclo produttivo ed il fatto che egli si occupi in via esclusiva degli acquisti e delle vendite. Compiti che esulano da quelli propri dell’amministratore. Viene ritenuta pertanto legittima la doppia contribuzione per la coesistenza di due diversi rapporti tra i soggetti.

Per giustificare legittima la doppia contribuzione, l’ordinanza in commento fornisce quindi la necessità di una puntuale e rigorosa fase accertativa del giudice di merito, indispensabile essendo che l’onere probatorio, che grava sull’ente previdenziale, venga compiutamente assolto.

A giudizio di chi scrive, l’Ordinanza fornisce uno spartiacque all’obbligo di iscrizione alle due forme di previdenza, includendo i soggetti coinvolti nell’attività operativa, privi di organizzazione aziendale autonoma, reti di vendita e commerciale, struttura organizzata e dipendenti.

Sarebbero quindi da escludere, non iscrivere o cancellare dalla doppia posizione INPS, tutti gli amministratori e soci di aziende aventi una complessità della fase gestionale operativa, organizzata con addetti e risorse specifiche, che escludono l’abitualità e la prevalenza dell’apporto dell’amministratore e socio rispetto agli altri fattori produttivi.

Dott. Giuseppe Dragone

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Giuseppe Dragone

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