E-commerce: con la pandemia, donne e millennials italiani hanno aumentato gli acquisti di vino online

 E-commerce: con la pandemia, donne e millennials italiani hanno aumentato gli acquisti di vino online

La pandemia ha accelerato lo sviluppo delle vendite online di vino in Italia e sebbene presentino ancora un’incidenza ridotta rispetto, per esempio, a quelle della GDO (meno del 10% in confronto), è innegabile come l’e-commerce rappresenti ormai un canale dal quale i produttori vinicoli non possono più prescindere.

Un trend testimoniato anche dai dati della GDO, infatti dopo il “boom” del 2020 (necessariamente influenzato dal lockdown e dalle restrizioni sanitarie), anche nel 2021 le vendite di vino degli e-commerce dei generalisti (catene retail e Amazon) hanno continuato a crescere, mettendo a segno un +22% a valorie contro una media delle vendite off-line della Distribuzione Moderna del 5%.

La rilevanza del canale online per il vino, sia in Italia sia all’estero è diventata inequivocabile ed è sulla base di tale consapevolezza che abbiamo deciso di realizzare, in partnership con Vino.com, un osservatorio dedicato alla comprensione dei trend di consumo e dei profili di chi acquista vino tramite e-commerce” dichiara Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma.

Il primo focus dell’Osservatorio, realizzato su un campione di oltre 100.000 acquirenti di vino online in Italia per fascia di età nell’ultimo triennio mostra risultati di estremo interesse.

Quasi il 46% di tutte le bottiglie acquistate online fanno riferimento a consumatori della cosiddetta Generazione X (nati cioè tra il 1965 e il 1979), seguiti dai Baby Boomers (1946-1964) per il 30% e dai Millennials (1980 – 1995) con un altro 23%.

I giovanissimi (Generazione Z) pesano appena l’1,1%, ma evidenziano acquisti in crescita nel triennio considerato (pesavano per lo 0,6% del totale nel 2019), una tendenza in aumento anche nel caso dei Millennials (passati dal 19,9% al 22,8% nel 2021).

Nel 2021, la suddivisione per tipologia dei vini acquistati mette in luce ulteriori spunti di riflessione. Le bollicine rappresentano una categoria “trasversale”, nel senso che evidenziano incidenze più o meno analoghe sul totale degli acquisti per fascia generazionale (comprese cioè tra il 26% dei baby boomers e il 32% della Gen Z). I vini rossi invece denotano un peso più elevato nei consumi dei più giovani (rappresentando il 45% delle bottiglie acquistate dai Millennials contro il 41% dei baby boomers), al contrario dei vini bianchi che trovano una maggior collocazione nel paniere di acquisto dei consumatori over 55.

Infine, uno sguardo ai prezzi di vendita. Con la pandemia il prezzo medio delle bottiglie di vino acquistate online è diminuito di circa il 7% nel triennio 2019-2021, rispetto al periodo pre pandemico, una riduzione che ha riguardato principalmente i vini fermi mentre è risultata in controtendenza per le bollicine (+7%).

È interessante evidenziare come pur a fronte di un calo nel prezzo di acquisto delle bottiglie che ha riguardato trasversalmente tutte le fasce di età, Millennials e Gen Z mostrano in assoluto i prezzi medi di acquisto più alti per tutte le categorie di vini analizzate, a dimostrazione di quella premiumization dei consumi che trova una spinta propulsiva soprattutto negli under 40”, sottolinea Pantini. 

“L’analisi del triennio indica che se nel 2020 molte persone si sono rivolte all’e-commerce per la prima volta, guidate dalla necessità, ora lo shopping online di vino è una realtà in costante evoluzione tra i consumatori, attratti dalla comodità del servizio, dai contenuti che guidano nella scelta anche i meno esperti e dalla profondità del catalogo”, commenta Andrea Nardi Dei, CEO & founder di Vino.com. “L’esperienza-utente è sempre più fondamentale nel processo di vendita, tanto che si rispecchia anche nel fatturato. Vino.com, infatti, ha chiuso anche il 2021 in crescita, con un giro d’affari di 43 milioni di euro mettendo a segno un +45% sull’anno precedente. Il 75% del fatturato dell’enoteca online è stato realizzato in Italia, il restante 25% all’estero, soprattutto in Germania con il 15% di quota, dove il made in Italy enologico è molto apprezzato”.

Il programma dell’Osservatorio sull’e-commerce del vino di Nomisma Wine Monitor e Vino.com prevede ulteriori approfondimenti nel corso del 2022 che riguarderanno, tra gli altri, un focus sulle vendite delle principali denominazioni (vini Dop), sul profilo degli acquirenti online di mercati internazionali nonché sui consumi di spirits.

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