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E-commerce per 16,1 milioni di italiani (50,5% internauti) e nell’ultimo anno 1,3 milioni in più (+9,1%)

Nel 2016 è del 50,5% la quota di utilizzatori di internet che hanno effettuato ordini o acquisti online di beni e servizi, con un aumento di 1,8 punti rispetto alla quota dell’anno precedente. In valore assoluto gli acquisti online vengono effettuati da 16.123.000 utenti internet di 15 anni ed oltre e nell’ultimo anni gli acquirenti online sono saliti di 1.347.000 unità, pari al 9,1% in più.

In particolare il 28,7% ha ordinato o comprato merci o servizi negli ultimi tre mesi, il 12,0% nel corso dell’anno e il 9,7% più di un anno fa.

I prodotti – La maggiore presenza di acquirenti online si riferisce a Viaggi e trasporti (40,9%) e Abiti e articoli sportivi (40,2%), seguiti da Informatica e tecnologia (31,5%), Articoli per la casa (30,5%), Libri, giornali, riviste (inclusi e-book), materiale per la formazione a distanza (28,5%) e Film, musica, biglietti per spettacoli (25,8%). Quote più contenute di acquirenti online per Servizi di telecomunicazione (10,8%) e Prodotti alimentari (8,6%). Va peraltro segnalato che per i prodotti che maggiormente interessano l’offerta delle imprese artigiane si sono registrati i tassi di crescita a doppia cifra degli acquirenti online: quelli di Prodotti alimentari salgono del 31,9%, con una variazione di 1,3 punti della quota di 7,3% del 2015, gli acquirenti di Abbigliamento sono in aumento del 18,2% (+2,3 punti di quota), quelli di Articoli per la casa in aumento del 17,8% (+1,7 punti la quota). In questi tre comparti l’analisi dei dati dell’Osservatorio Acquisti CartaSi evidenzia che a fronte di uno acquisto medio di e-commerce con carta di credito di 64 euro, si registrano 92 euro per Beni per la casa, 63 euro per Abbigliamento e calzature e 58 euro per Alimentari.

Il genere – Gli acquirenti online sono maggiormente presenti tra gli uomini (31,5%) rispetto alle donne (25,7%). Per gli uomini registriamo una maggiore propensione all’acquisto di Informatica e tecnologia (42,0% vs. 17,5% delle donne) mentre le donne presentano una maggiore propensione all’acquisto online per Abbigliamento (46,4% vs. 35,6% degli uomini).

Il territorio – La regione con la più elevata propensione ad effettuare acquisti di e-commerce è la Valle d’Aosta con il 64,4%, Trento con 62,7%, Friuli-Venezia Giulia con 58,0%, Toscana con 57,7%, Veneto con 56,3%, Sardegna con 56,2%, Bolzano con 56,1% e Liguria con 56,0%.

A fronte dell’aumento di 1,8 punti sovra menzionato della quota di acquirenti online, si evidenzia un particolare dinamismo in Abruzzo dove nell’ultimo anno sale di 7,2 punti, seguito dal Veneto (+6,9 punti), Lazio (+4,6 punti), Sicilia (+4,2 punti), Trento (4,1 punti).

Sono 9 milioni 318mila, pari al 40,9% degli utenti di Internet negli ultimi tre mesi che “non-praticano” e-commerce, gli internauti che effettuano una ricerca online di informazioni su merci o servizi e/o usato il canale online per la vendita di beni. Queste attività di info-commerce possono svolgersi anche a ridosso dell’acquisto dato che il 42,1% degli utenti internet usa uno smartphone per connettersi fuori casa o lontano dal posto di lavoro.

Le imprese – Sul lato dell’offerta di e-commerce la quota di imprese che lo utilizzano è pari all’11% e inferiore al 20% della media UE. La quote più elevate di imprese che vendono online – e con valori superiori alla media Ue – si registrano in Valle d’Aosta (23,2%) e Bolzano (20,9%); seguono Trento (18,3%), Sardegna (17,0%), Liguria (13,5%), Campania (12,6%), Friuli-Venezia Giulia (12,5%) e Sicilia (12,0%).

Le criticità segnalate dalle imprese – L’ancora bassa propensione delle imprese italiane ad effettuare vendite mediante il commercio elettronico è determinata da barriere all’accesso alle vendite online. In particolare il 20,2% delle imprese attive nel commercio via web indica costi connessi all’avvio dell’e-commerce superiori ai benefici attesi; inoltre in un caso su dieci pesano la logistica (10,8%), il quadro legislativo di riferimento (10,3%) e i problemi dei pagamenti online (9,1%).

Le imprese che non hanno effettuato vendite via web nel corso dell’anno precedente – oltre a indicare l’inadeguatezza dei propri beni alla vendita via web (53,2%) – segnalano un ventaglio ampio di criticità: la logistica (trasporto, spedizione e consegna delle merci vendute via web) nel 29,4% dei casi, il rapporto costi/benefici nel 27,4%, i problemi relativi ai pagamenti online nel 21,9% dei casi, la sicurezza informatica e la protezione dei dati  nel 18,5% dei casi e il quadro legislativo di riferimento nel 17,9% dei casi.

Ed è proprio per superare le limitazioni su costi e logistica che le piccole imprese e l’artigianato utilizzano piattaforme di e-commerce come quella di Amazon.

Il quadro completo per regione degli internauti e delle imprese attivi nell’e-commerce e il trend nel 2016 nell’Appendice statistica. Clicca qui per scaricarla.

Redazione

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