ELITE accompagna le pmi nel loro percorso di crescita

 ELITE accompagna le pmi nel loro percorso di crescita

Per affrontare le sfide di un mondo globalizzato le nostre pmi devono crescere, prevedendo anche di affrontare dei cambiamenti. Il progetto ELITE – iniziativa di Borsa Italiana tutta dedicata alle pmi e lanciata nel 2012 -, attraverso una piattaforma di servizi integrati, accompagna le aziende in questo percorso, migliorando la capacità di finanziare la propria attività e i propri investimenti. Del progetto ELITE abbiamo parlato con Barbara Lunghi, responsabile dei mercati dedicati alle pmi di Borsa Italiana.

Barbara Lunghi, responsabile dei mercati dedicati alle pmi di Borsa Italiana
Barbara Lunghi, responsabile dei mercati dedicati alle pmi di Borsa Italiana

In cosa consiste e qual è l’obiettivo del Progetto ELITE?
«ELITE è il programma di Borsa Italiana, che a oggi conta 131 società, nato per supportare le pmi italiane non quotate nella crescita, internazionalizzazione e avvicinamento al mercato dei capitali. Il programma è strutturato come un percorso in tre fasi che punta a favorire il cambiamento all’interno delle aziende e offre una piattaforma di servizi integrati a supporto della crescita. La quotazione in Borsa è solo una delle opzioni previste al termine del percorso ELITE che si affianca a tutta una serie di altri strumenti/opportunità che ogni azienda può valutare in completa autonomia tra cui per esempio il private equity e l’emissione di strumenti di debito (i cosiddetti mini-bond). Siamo convinti che questo programma possa davvero aiutare le pmi a effettuare un salto dimensionale, raggiungendo livelli di efficienza, managerialità e trasparenza comparabili a quella delle società quotate. Una vetrina importante per ottenere visibilità all’interno della comunità finanziaria».

Quali sono i requisiti per accedere a ELITE?
«I requisiti di accesso fanno riferimento a un fatturato superiore a 10 milioni di euro, ultimo bilancio in utile, marginalità operativa netta superiore al 5% e basso livello di indebitamento. Accanto a questi requisiti “tecnici” vengono valutati il progetto di crescita, l’ambizione di voler competere sui mercati internazionali e la motivazione del management a intraprendere un percorso di cambiamento».

Che tipo di società sono state ammesse al programma?
«Le società ammesse fino a oggi a ELITE sono eterogenee per provenienza geografica e settore di appartenenza ma con il comune denominatore di essere società sane e in crescita: ci inorgoglisce il fatto di essere riusciti a realizzare attraverso questo programma una fotografia dell’economia italiana, dove il nostro Paese è rappresentato attraverso le sue eccellenze. Tutte le società ELITE sono infatti storie imprenditoriali straordinarie che vanno dai settori più tradizionali a quelli fortemente innovativi».

ELITE è strutturato in tre blocchi. Può illustrarceli?
«Sì, ELITE è strutturato in tre fasi denominate Get Ready, Get Fit e Get Value. La prima fase, dedicata alla formazione, consiste in una preparazione attraverso un percorso innovativo che stimola il cambiamento culturale e organizzativo necessario per creare valore nel medio e lungo periodo. Favoriamo l’avvicinamento degli imprenditori a fonti di finanziamento alternative come per esempio la quotazione in Borsa, i fondi di private equity e i corporate bond. Questa prima parte del programma si svolge in otto giornate coordinate da Academy di Borsa Italiana e Università Bocconi. Nella seconda fase, chiamata Get Fit, l’azienda mette in pratica i suggerimenti e le linee guida appresi nella prima fase di formazione. Attraverso un check up verifichiamo lo stato della società e delineiamo insieme il percorso per raggiungere gli obiettivi prefissati, per sviluppare il proprio progetto di crescita e internazionalizzazione e continuare il processo di creazione di valore. Alla fine della seconda fase la società ottiene il Certificato ELITE. L’ultima fase, Get Fit, è in realtà in atto per tutta la durata del progetto. Fin dal loro ingresso le società ELITE sono supportate a livello marketing e comunicazione e hanno accesso a una selezionata community finanziaria, composta fra gli altri da private equity, investitori istituzionali, imprenditori di società quotate, avendo quindi la possibilità di ottenere visibilità e di cogliere opportunità di business, networking e accesso a risorse finanziarie».

A quasi due anni dal lancio del progetto, qual è il consuntivo dell’iniziativa?
«È molto positivo, direi oltre ogni nostra aspettativa iniziale: nato in un momento tutt’altro che semplice conta già la partecipazione di 131 società eccellenti che raccontano di uno spaccato del nostro Paese fatto da aziende dinamiche, estremamente capaci e con voglia di fare. L’obiettivo di ELITE è quello di fare sistema e accorciare le distanze fra le società e gli investitori. I primi risultati sono già arrivati: tra le società che partecipano al programma alcune hanno deciso, come Iacobucci e Alessandro Rosso Group, di emettere dei minibond, altre hanno allo studio operazioni di private equity mentre altre ancora stanno valutando joint venture o occasioni di M&A (come quella che ha portato la quotata Interpump ad acquisire la società ELITE IMM) e operazioni di quotazione in Borsa. Inoltre, gli accordi sottoscritti nell’ambito del progetto con partner importanti come Simest e Sace hanno permesso iniziative di partecipazione al capitale e ben 20 milioni di euro impegnati per assicurare l’export alle società».

In presenza di una drastica riduzione dei crediti bancari verso le industrie e in particolare verso le piccole e medie imprese, la Borsa può essere, anche per le pmi, una valida alternativa e il 2014 sarà finalmente l’anno del boom del finanziamento extra-bancario alle piccole e medie imprese?
«Per le imprese italiane trovare fonti alternative al finanziamento bancario è diventata una questione di sopravvivenza. Borsa Italiana, da sempre attenta alle esigenze delle pmi, ha sviluppato oltre a ELITE di cui abbiamo appena parlato, un altro importante progetto per le piccole e medie imprese. Si tratta di AIM Italia, il mercato dedicato espressamente alle società di piccola e media capitalizzazione che si contraddistingue per il suo approccio regolamentare tarato sulle esigenze delle pmi e degli investitori interessati a questo comparto, per un’elevata visibilità a livello internazionale e per un processo di ammissione estremamente snello. Proprio su questo mercato già nel 2013 abbiamo avuto ben 15 debutti su un totale di 18 ammissioni in Borsa. Questo risultato è stato possibile grazie al circolo virtuoso che si è venuto a creare attraverso l’esperienza positiva di chi si è quotato e che ha attirato e sta continuando ad attirare sul mercato altre aziende. Per il 2014 ci aspettiamo altrettanto fermento: già a gennaio ci sono state due operazioni e ce ne aspettiamo altre nei prossimi mesi. Molte aziende guardano a questo listino come a un’alternativa valida per finanziare i propri progetti di crescita, aumentare visibilità e credibilità dell’azienda, attrarre talenti e investitori diversificati. Basti pensare che dei 167 milioni che le 15 matricole AIM del 2013 hanno raccolto, 150 sono andati proprio a irrobustire le aziende con aumenti di capitale».

Dario Vascellaro

Direttore responsabile de Il Giornale delle PMI

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