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Emergenza Coronavirus, le mosse “spuntate” della Bce (e perché ai mercati non sono piaciute affatto)

Photo by Maryna Yazbeck on Unsplash

Secondo la Banca Centrale europea la crisi generata dal Coronavirus porterà alla contrazione generalizzata della produzione nonché alla riduzione della domanda interna ed estera. Il nuovo pacchetto, il primo dell’era Lagarde, è finalizzato così a sostenere famiglie e imprese attraverso condizioni di finanziamento favorevoli per preservare la trasmissione del credito all’economia reale. Il nuovo set di misure annunciato, votato all’unanimità dal Consiglio direttivo della Bce, si articola in diversi punti.

1) Tassi di politica monetaria invariata. Si tratta di una decisione comprensibile, in un contesto in cui una riduzione ulteriore dei tassi a breve avrebbe avuto solo un effetto marginale sulle condizioni finanziarie e sul tasso di cambio. Le altre banche centrali hanno molto più spazio a disposizione per tagliare i tassi.

2) Condizioni più favorevoli sulle aste TLTRO. Una delle misure più importanti lanciata oggi dalla Bce a supporto della fascia produttiva più sensibile all’emergenza Coronavirus, cioè le piccole e medie imprese. Le nuove disposizioni prevedono per le aste tra giugno 2020 e giugno 2021 che: a) le banche potranno richiedere ora un ammontare massimo maggiore, fino al 50% dello stock di prestiti eligibili a febbraio 2019 (dal 30% precedente); b) un beneficio di 25 punti base sul tasso delle TLTRO III, che si traduce in -0.25% per le banche che non supereranno il target di finanziamento alle imprese, e fino a -0.75% per quelle che le supereranno; c) condizioni sul raggiungimento dei target più favorevoli (tasso di crescita del credito minimo allo 0% anziché al 2.5% precedente). Ciò si traduce per il settore bancario italiano nella possibilità di ottenere fino a 470 miliardi, con beneficio massimo per le banche di circa 3.3 miliardi a conto economico.

3) Aste LTROs settimanali fino a giugno 2020. Questa misura rappresenta “un’immediata iniezione di liquidità a supporto del sistema finanziario”, per dirla con la Lagarde. Il tasso di interesse delle LTROs sarà pari al tasso medio sui depositi (-0.50%), ottenibile senza raggiungimento di alcun target di finanziamento.

4) Incremento di 120 miliardi di euro del programma di acquisti fino alla fine dell’anno. Il Quantitative Easing continuerà finché “necessario” per rinforzare l’impatto accomodante sui tassi di interesse. L’ammontare di acquisti mensili aumenterebbe da 20 a 32 miliardi mensili, numeri inferiori alle attese degli analisti. La Bce non ha annunciato inoltre un adeguamento dei limiti di acquisti specifici agli emittenti, perché i nuovi acquisti dovrebbero essere concentrati principalmente su titoli del settore privato.

5) Allentamento dei requisiti prudenziali. Come detto è la prima volta che si assiste a un coordinamento tra misure di politica monetaria e prudenziali. L’SSM concede alle banche di usare pienamente i buffer di capitale (Capital Conservation buffer, Countercyclical capital buffer e Pillar 2 Guidance, P2G). Inoltre, per la composizione del Pillar 2 requirement (P2R) si anticipano le misure della CRD5, che sarebbero entrate in vigore a gennaio 2021, che consentono alle banche di soddisfare il requisito anche con strumenti di Additional Tier1 e di Tier2. Tutto questo consente, alle banche italiane “significative”, di liberare circa 43 miliardi di Risk Weighted Assets per allentare i vincoli di offerta e sostenere il credito a famiglie e imprese. In particolare, se questi volumi venissero destinati interamente per finanziare le imprese, si avrebbero circa 75 miliardi di nuovo credito (considerando un risk weight medio su queste esposizioni del 55%, in base ai dati del Transparency Exercise). Infine, la Bce concederà flessibilità operativa nell’implementazione delle misure prudenziali specifiche per ogni banca e ha posticipato l’esercizio di stress test al 2021.

Un maggiore contributo alla crescita del credito potrebbe provenire dall’introduzione di garanzie pubbliche, che consentirebbe un minore assorbimento di capitale del credito nei bilanci delle banche: iniziative che la Bce si augura possano essere introdotte su decisione dei governi.

I mercati hanno tuttavia reagito molto negativamente al pacchetto di misure. Ciò può essere in parte spiegato dal mancato taglio dei tassi o da un incremento del piano di acquisto titoli minore delle attese, certo. Ma ormai i mercati hanno compreso che le armi della politica monetaria sono “spuntate”, rendendo il coordinamento con la politica fiscale ancor più fondamentale. Il continuo appello di Christine Lagarde ai governi degli Stati membri ad attuare misure fiscali “immediate, ambiziose e coordinate” per sostenere l’economia dell’eurozona, al fine di rendere efficace la politica accomodante della banca centrale, ne è stato il plastico segnale. Che ha scatenato sul mercato uno dei sell-off più massicci di sempre.

Fonte: Prometeia, Market Insights Outlook

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Lea Zicchino e Lorenzo Prosperi

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