“Employer branding”: il fattore strategico di successo per le PMI nel New Normal – parte 1

 “Employer branding”: il fattore strategico di successo per le PMI nel New Normal – parte 1

Le PMI rappresentano la spina dorsale del nostro sistema economico e “il Made in Italy” è un marchio di eccellenza in tutto il mondo, in terza posizione dopo Coca Cola e VISA, grazie alle competenze, al know-how, alla qualità delle nostre produzioni e creatività dei nostri servizi.

Nel “new normal”, cioè i nuovi modi di affrontare il business imposti dalla pandemia, LA TUA AZIENDA HA UNA IMMAGINE RICONOSCIBILE SUL MERCATO? RIESCE AD ATTRARRE E TRATTENERE LE PERSONE PIÙ QUALIFICATE?

Competenze, Know How sono “risorse scarse e pregiate” e quindi vanno cercate, formate, coltivate e trattenute. Le persone sono da considerare il vero fattore strategico del futuro. Lo abbiamo spesso dichiarato, ma lo facciamo? E come le PMI posso competere con il canto delle “Sirene” che le grandi aziende rappresentano per i giovani di talento?

Allora, come le PMI possono essere interessanti e attrarre “talenti”, giovani e adulti, che per livello di preparazione, cultura e specializzazione sono essenziali per garantire la “business continuity” e dare prospettive di lungo termine?

L’EMPLOYER BRANDING

La direzione delle risorse umane di Hub Spot (azienda USA leader nello sviluppo software) lo definisce il modo in cui proponi la tua azienda a chi cerca un impiego e ciò che i dipendenti dicono della tua impresa come luogo di lavoro”.

Si tratta di una tecnica di marketing che permette di attrarre per assumere e fidelizzare le persone più preparate, più qualificate ad operare in modo digitale, in contesti internazionali. Si tratta di far leva in modo esplicito sulle caratteristiche della PMI, dove il dipendente sviluppa relazioni più personali e dirette con il vertice, dove si cresce più velocemente e c’è la possibilità di fare un lavoro meno parcellizzato. E acquisire quelle Soft Skill, le competenze meno “tecniche”, che sempre più faranno la differenza per essere attrattivi e competitivi sul mercato.

L’employer branding facilita la generazione di quel mix di fattori tangibili e intangibili che rendono il marchio di un’azienda un vero e proprio riferimento e contribuiscono a favorire il formarsi e l’aggregarsi di Community composte sia da dipendenti che da clienti. Queste generano quel prezioso “senso di appartenenza” che stabilizza l’organizzazione e aumenta il valore dell’azienda sul mercato.

Le opinioni comunicate dai dipendenti sui social network hanno più valore di qualunque investimento in pubblicità: Questi prodotti li facciamo noi, ne siamo orgogliosi, lavoriamo in un ambiente sereno e che ci valorizza, siamo i migliori sul mercato”.

PIANO DI AZIONE

Un programma di EMPLOYER BRANDING richiede l’elaborazione di un Piano d’Azione che si sviluppa sui tre TARGET:

  • i potenziali nuovi assunti (ATTRACTION);
  • gli attuali dipendenti per aumentare la RETENTION e ridurre le uscite di persone e competenze;
  • i clienti per diventare un REFERRAL e aumentare la propria quota di mercato.

Essere un best employer è un obiettivo cui le nostre PMI devono lavorare, velocemente.

Richard Branson, il fondatore di Virgin Group, sostiene: “Non vengono prima i clienti. Sono i dipendenti che vengono prima. Se ti prendi cura dei dipendenti, loro si prenderanno cura dei clienti”. 

Employer Branding significa dare più Valore al proprio Brand. Per le PMI questo è e sarà un fattore strategico di successo.

Nella PARTE 2 in uscita la prossima settimana:

Quali leve e strumenti è possibile adottare per costruire un Progetto di Employer Branding efficace e come realizzare un progetto utile e sostenibile con vantaggi fiscali e contributivi, anche per l’imprenditore, attraverso l’adozione di soluzioni welfare.

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