Equitalia deve conservare le cartelle per dieci anni

 Equitalia deve conservare le cartelle per dieci anni

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L’agente della riscossione ha l’obbligo di conservare le cartelle esattoriali per tutto il periodo decennale di prescrizione nonché di esibirle in caso di richiesta del contribuente.

È questo il principio sancito dal Consiglio di Stato che, con recente sentenza, ha accolto il ricorso presentato da una contribuente avverso una sentenza pronunciata dal T.A.R. di Napoli, con la quale veniva negata l’esibizione di alcune cartelle di pagamento (sentenza n.5410/4/2015, Presidente Dott. Riccardo VIRGILIO, depositata in segreteria il 30 novembre 2015 e liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – sezione Documenti).

Secondo i giudici, infatti «costituisce … precipuo interesse dell’esattore, nonché preciso onere improntato alla diligenza, conservare … la copia della cartella oltre i cinque anni, per tutto il periodo in cui il credito portato ad esecuzione non sia stato recuperato, in modo da conservarne prova documentale ostensibile, anche a richiesta dei soggetti legittimati, nelle varie fasi di definizione del rapporto, onde poter compiutamente esercitare le prerogative esattoriali».

Nel caso specifico, la ricorrente chiedeva l’esibizione di alcune cartelle di pagamento per poter verificare la legittimità della pretesa erariale ma in primo grado il T.A.R. campano respingeva tale domanda poiché sosteneva erroneamente la sussistenza per l’agente della riscossione dell’obbligo di conservare gli atti esattoriali solo per cinque anni.

Per i giudici del Consiglio di Stato, quindi, «permane … in capo ad Equitalia, l’obbligo di conservare gli atti relativi alle pretese esattoriali, tra i quali assume rilievo principale la cartella di pagamento, con conseguente obbligo di ostensione alla richiesta del contribuente, che solo in tal modo, non essendo trascorso il periodo decennale di prescrizione, potrà esercitare gli strumenti di tutela messi a disposizione dall’ordinamento».

Alla luce di quanto sopra, dunque, ci si augura che in futuro l’agente della riscossione rispetti tale pronuncia permettendo così al contribuente di verificare la legittimità delle pretese erariali.

Avv. Matteo Sances
Dott. Hiroshi Pisanello
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

Matteo Sances e Hiroshi Pisanello

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