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Equitalia non può difendersi in giudizio con avvocati esterni

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Nel processo tributario è illegittima la costituzione in giudizio del concessionario della riscossione attraverso legali  “esterni”.

È questo il principio ribadito dalla Commissione Tributaria Regionale Calabria con la sentenza n. 2284/2018 del 28/02/2018 (sentenza visibile su www.studiolegalesances.it- sez. Documenti), la quale dispone che : “…Non può … considerarsi regolare la costituzione da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, subentrata nei compiti ricoperti da Equitalia, è autorizzata ad avvalersi dell’Avvocatura dello Stato competente per territorio e può, altresì, avvalersi davanti al Tribunale e al Giudice di Pace di avvocati del libero foro, ma per il patrocinio davanti alla Commissione Tributaria continua ad applicarsi l’art. 11, comma 2 del Decreto Legislativo 31/12/1992 n. 546 in forma del quale l’agente di riscossione nei cui confronti è proposto il ricorso deve stare in giudizio dinnanzi alla Commissione Tributaria solo attraverso propri funzionari, con la conseguenza dell’inutilizzabilità delle difese affidate ad avvocati esterni...

Nel caso in questione l’agenzia delle Entrate-Riscossione, a seguito dell’impugnazione della sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Catanzaro promossa dal contribuente, si costituiva in giudizio dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale a mezzo di un avvocato, iscritto al libero Foro, chiedendo il rigetto dell’appello.

Secondo i giudici d’appello, dunque, il principio affermato trae fondamento dal combinato disposto dell’art. 11, comma 2, del d.l.g. n. 193/2016, “Codice del processo tributario” – richiamato dall’art. 1, comma 8, del d.l. 193/2016 – in base al quale l’Ufficio dell’agenzia delle Entrate-Riscossione, nei giudizi davanti ai Giudici tributari, deve stare in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata.

L’agente della Riscossione, pertanto, può stare in giudizio facendosi rappresentare e difendere da legali del libero foro solo per i giudizi instaurati innanzi al Tribunale e al Giudice di pace.

Tale facoltà, invece, non è prevista nel processo tributario.

In tali ipotesi, infatti, l’agente deve avvalersi, per esperire le proprie difese, esclusivamente dei propri funzionari, a pena di inutilizzabilità delle stesse.

Tale pronuncia, inoltre, non è unica nel suo genere ma si inserisce in un filone giurisprudenziale ben consolidato. Si ricorda, ad esempio la sentenza n. 11055/01/2017 pronunciata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, già oggetto di trattazione (liberamente visibile su www.studiolegalesances.it- sez. Documenti).

Alla luce di tali pronunce, pertanto, il contribuente a seguito della costituzione in giudizio del concessionario, in violazione degli art. ex art. 11, comma 2, del d.l.g. n. 193/2016 e art. 1, comma 8, del d.l. 193/2016, davanti alla Commissione Tributaria, può eccepire l’illegittimità della stessa e chiedere, dunque, l’estromissione dal giudizio dell’agente della Riscossione.

Avv. Matteo Sances
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

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Matteo Sances

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO SANCES collabora con "Il giornale delle pmi" commentando sentenze in materia tributaria e bancaria.

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