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Equitalia si costituisce in ritardo nel processo? Documenti inutilizzabili

Nel processo Tributario l’art. 23 del D. Lgs. n. 546/1992 prevede espressamente che la costituzione in giudizio del resistente (Equitalia o Agenzia delle Entrate) debba avvenire entro sessanta giorni dalla notifica del ricorso e l’art. 32 del summenzionato Decreto prevede che le parti possano depositare documenti fino a venti giorni prima della data dell’udienza finale di trattazione.

Molto spesso però l’Agente delle riscossione non solo non si costituisce in giudizio nel termine di 60 giorni, in quanto trattasi “purtroppo” di termine ordinatorio, ma addirittura non rispetta neanche il termine previsto dall’art. 32 del D. Lgs 546/92 per il deposito di documenti costituendosi in giudizio qualche giorno prima dell’udienza fissata per il merito o addirittura il giorno stesso. 

Si tratta di una grave lesione del diritto di difesa, in quanto non consente al contribuente di replicare tempestivamente a quanto prodotto e dedotto dalla controparte.

Ebbene, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano con sentenza nr. 9446/35/2016, depositata il 13/12/2016 (giudice relatore e Presidente Marcello Giucastro), in un caso particolare di impugnazione di una cartella di pagamento riferita a tributi anno d’imposta 2000 –  presuntivamente notificata il 15/03/2006 ma mai ricevuta dalla contribuente che ne è venuta a conoscenza solo con l’intimazione di pagamento (atto successivo alla presunta notifica della cartella di pagamento) –  ha ritenuto i documenti prodotti da Equitalia  a prova della notifica, prodotti oltre il termine di cui all’art. 32 del D. Lgs. 546/92 di venti giorni liberi prima dell’udienza di trattazione finale fossero inutilizzabili ai fini della decisione in quanto tardivi (tale pronuncia riprende altre sentenza come la Cass. N. 26741/2013, Cass. 11929/2011; CTP Reggio Calabria sentenza n. 482/07/13).

Nel caso di specie la costituzione di Equitalia era avvenuta appena 9 giorni liberi prima dell’udienza di trattazione.

In questo modo la Giurisprudenza a tutela del contribuente ammonisce l’Agente della riscossione che non di rado abusa dei termini di costituzione previsti dalle norme costituendosi e producendo documenti anche fino all’ultimo momento a discapito e in danno del cittadino ed in violazione al proprio diritto di difesa. La speranza è che sempre più spesso le Commissioni Tributarie rilevino tale abuso in modo da evitare comportamenti scorretti.

Dott.ssa Donatella Dragone
Avv. Matteo Sances
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Donatella Dragone e Matteo Sances

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