Erasmus “House of Brains” per una maggiore integrazione tra istruzione e mondo del lavoro

 Erasmus “House of Brains” per una maggiore integrazione tra istruzione e mondo del lavoro

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[dropcap]U[/dropcap]nioncamere Veneto, in collaborazione con il Consorzio 609, ha ricevuto l’approvazione da parte della Education, Audiovisual and Culture Executive Agency (EACEA) e dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE), del progetto House of Brains nell’ambito del Programma Erasmus Plus – Partenariati Strategici per l’Istruzione Superiore.

House of Brains – letteralmente “Casa dei cervelli” – vedrà lo sviluppo di un innovativo sistema accademico il cui catalogo formativo sarà il risultato della cooperazione tra Università, centri di ricerca di primaria importanza a livello europeo ed organizzazioni di rappresentanza o aggregazione dei sistemi di imprese. La didattica, completamente fruibile online, avrà come protagonisti non solo docenti universitari, ma anche imprenditori di successo di tutta Europa. Al termine o durante il percorso di studi, gli studenti potranno beneficare di periodi di tirocinio o internship in uno dei Paesi europei presso le aziende o istituti di ricerca che più si addicono ai loro percorsi di studio. In un’ottica di reale preparazione per il mondo del lavoro favorendo scambi e reti di relazioni transnazionali per il trasferimento di conoscenze e innovazioni.

«Il progetto House of Brains individua come luogo di sviluppo dei saperi e delle conoscenze non solo il mondo accademico, ma soprattutto il mondo delle imprese commenta Fernando Zilio, presidente Unioncamere Veneto –. L’iniziativa rappresenta dunque una sfida di grande interesse ed un’importante innovazione all’interno del sistema dell’istruzione e della formazione, in cui il mondo delle imprese va a ricoprire un ruolo primario».

House of Brains, che su 64 proposte progettuali presentate si è distinto per essere l’unico progetto non presentato da un Lead Partner accademico ed è entrato fra gli 8 progetti approvati, partirà (kick-off Meeting il 24-25 novembre presso Unioncamere Veneto) in un momento in cui nell’Ue quasi 6 milioni di giovani sono disoccupati, con livelli che in taluni Paesi superano il 50%. Nello stesso tempo si registrano oltre 2 milioni di posti di lavoro vacanti e un terzo dei datori di lavoro segnala difficoltà ad assumere personale qualificato. Questa situazione dimostra che, nonostante un decennio di ripetuti richiami dell’Ue sottolineando l’importanza del dialogo tra Università, mondo dell’istruzione in generale e numerosi soggetti del mondo del lavoro, ancora molto rimane da fare. È evidente che purtroppo le capacità professionali fornite dai sistemi universitari non sempre sono in grado di dare un pieno sostegno a un’economia veramente trainata dall’innovazione.

Redazione

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