Eurozona: netto aumento dell’occupazione con la crescita della produzione al record su quattro anni

 Eurozona: netto aumento dell’occupazione con la crescita della produzione al record su quattro anni

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[dropcap]L'[/dropcap]economia dell’eurozona di agosto resiste agli attuali venti contrari, toccando il più rapido tasso d’aumento dell’attività in più di quattro anni. Anche se più lento, è stato netto anche il ritmo di crescita delle commesse in entrata, facendo da supporto al secondo tasso più rapido di aumento degli organici da maggio 2011.

L’Indice finale Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona del mese di agosto è salito a 54.3, in rialzo da 53.9 di luglio, con una moderata accelerazione della crescita della produzione sia nel settore manifatturiero che terziario.

Tra le quattro principali nazioni dell’eurozona, la Spagna ha registrato l’incremento più netto dell’attività, con un’espansione che ha toccato il secondo valore più forte degli ultimi otto anni e mezzo. Si è rilevata una crescita forte e accelerata anche in Germania e Italia, con tassi di incremento che hanno toccato il record su cinque e cinquantatré mesi rispettivamente.

Il tasso di crescita francese ha continuato a deludere, rallentando fino alla stagnazione vista la più debole espansione dell’attività terziaria ed il secondo mese di contrazione della produzione manifatturiera. Ciononostante, i risultati combinati hanno registrato un incremento per il settimo mese consecutivo. L’Irlanda intanto ha indicato un altro sostanziale aumento della produzione economica.

Nazioni in ordine di crescita della produzione composita (agosto)
Irlanda 59.7 minimo su 4 mesi
Spagna 58.8 massimo su 4 mesi
Italia 55.0 massimo su 53 mesi
Germania 55.0 (flash: 54.0) massimo su 5 mesi
Francia 50.2 (flash: 51.3) minimo su 7 mesi

Il tasso di creazione di posti di lavoro dell’eurozona è accelerato, fino a risultare uno dei più rapidi in quattro anni, superato in tale lasso temporale soltanto da quello segnalato a maggio. Quest’ultimo aumento dell’occupazione è stato il riflesso di un ulteriore accumulo di commesse inevase, così come del netto incremento della produzione e dei nuovi ordini. Gli ordini in giacenza sono aumentati al tasso più rapido da maggio 2011.

Germania, Italia, Spagna e Irlanda hanno incrementato gli organici, ma solo la Germania ha indicato un incremento più rapido (record su 44 mesi). Il tasso occupazionale francese è rimasto invariato, dopo il calo modesto di luglio.

I prezzi medi d’acquisto di agosto sono aumentati per il settimo mese consecutivo. L’ulteriore rialzo dei costi del terziario, dovuto principalmente ai maggiori costi salariali, è stato in parte controbilanciato dal calo dei prezzi d’acquisto del manifatturiero, il primo da febbraio e legato ai costi minori del petrolio.

Trascurabile è stato l’aumento dei prezzi medi di vendita di agosto, il primo da marzo 2012, con incrementi in Germania, Spagna e Irlanda e tagli in Francia e Italia.

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L’Indice delle Attività Terziarie dell’Eurozona di agosto è salito a 54.4, eguagliando il record su quattro anni dello scorso giugno e segnando un valore leggermente più alto rispetto alla precedente stima flash di 54.3. L’indice del terziario ha così indicato un’espansione in ciascuno dei 25 mesi scorsi.

Tra le nazioni monitorate, Irlanda e Spagna hanno registrato la crescita dell’attività più netta, anche se i tassi corrispondenti sono calati in ambedue le nazioni. Germania e Italia hanno riportato record di crescita rispettivamente su cinque e sessantacinque mesi.

In Francia si è registrato un aumento della produzione per il settimo mese consecutivo, sebbene il tasso di incremento sia stato solo moderato e il più debole della sequenza.

I maggiori volumi produttivi dell’eurozona sono dovuti ad un altro aumento dei nuovi ordini e all’accumulo di commesse inevase. Tuttavia il tasso di espansione delle commesse in entrata è leggermente rallentato fino a toccare i minimi su sei mesi. Viceversa, il tasso di occupazione è accelerato segnando il secondo valore più rapido in più di quattro anni, con organici in aumento nei settori terziari delle quattro economie principali ed in Irlanda.

L’ottimismo di agosto ha segnato un rialzo, in ripresa dai minimi su sette mesi toccati a luglio. Il livello di fiducia è migliorato in Germania (massimo su quattro mesi), Francia (record su 41 mesi) e Irlanda (massimo su tre mesi).

L’indagine di agosto ha evidenziato un indebolimento delle pressioni inflazionistiche sui costi nel terziario dell’eurozona, con prezzi d’acquisto che hanno indicato il più lento aumento mensile da febbraio.

L’attuale sequenza di calo dei prezzi di vendita ha raggiunto i 45 mesi, con le ridotte tariffe delle aziende francesi e italiane in testa alla lista.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «Nonostante le preoccupazioni per le condizioni economiche globali si siano intensificate nelle scorse settimane, la distensione dei timori relativi a Grexit ha migliorato il clima economico dell’eurozona, portando il tasso di crescita economica di agosto ad un livello record su più di quattro anni. Il PMI sta indicando una crescita del PIL dell’eurozona nel terzo trimestre vicina allo 0.4%, un tasso di espansione forte anche se non spettacolare. L’incremento è stato maggiore di quello rilevato nella lettura flash, grazie principalmente alla maggiore crescita tedesca e alla migliore prestazione in più di quattro anni registrata in Italia, con indici PMI che per entrambi i paesi stanno indicando una crescita del PIL del terzo trimestre dello 0.5%. Ma tra le principali economie dell’eurozona, la Spagna resta la protagonista assoluta, con un PMI che suggerisce nel terzo trimestre un’altra ondata di crescita del PIL dell’1.0%. La maggiore preoccupazione deriva dall’allarmante peggioramento dell’indice di crescita francese, con un PMI inferiore alla lettura flash ad indicare un’economia vicino alla stagnazione nel terzo trimestre. Ma la BCE sarà rassicurata dalle capacità di resistenza dell’intera economia dell’eurozona ai recenti venti contrari. I responsabili delle politiche monetarie hanno comunque poco su cui crogiolarsi, visto che la crescita più lenta dei mercati emergenti e la recente volatilità registrata nel mercato finanziario, così come l’euro più forte, potrebbero colpire l’economia nei prossimi mesi».

Redazione

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