Falsi dirigenti e accertamenti fiscali: ancora novità

 Falsi dirigenti e accertamenti fiscali: ancora novità

falsi dirigenti

A seguito delle precedenti pronunce relative agli accertamenti fiscali sottoscritti dai cosiddetti “falsi” dirigenti dell’Agenzia delle Entrate (per via della nomina a dirigenti senza il conseguimento di adeguato concorso pubblico) e del vizio di “delega di firma”, è opportuno segnalare una recentissima sentenza della Corte di Cassazione.

Affinché la delega di firma sia legittima è necessario che essa indichi espressamente il nominativo della persona delegata, non essendo ammesse deleghe impersonali che specificano solo la qualifica professionale del soggetto delegato.

È questo il principio stabilito dalla Suprema Corte che, in data 11 dicembre 2015, ha accolto l’impugnazione presentata da un contribuente avverso una sentenza pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia con la quale veniva riconosciuta la legittimità di un avviso di accertamento sottoscritto da un Capo Team dell’Agenzia delle Entrate che era stato delegato da un suo superiore in maniera generica (sentenza n.25017/2015, Presidente Dott. Mario CICALA, depositata in cancelleria l’11 dicembre 2015 e liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – sezione Documenti).

Secondo gli ermellini, in aderenza al dettato dell’art.42 del D.P.R. 600/73, “l’avviso di accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Tale delega deve essere conferita o con atto proprio o con ordine di servizio purché venga indicato, unitamente alle ragioni della delega (ossia le cause che ne hanno resa necessaria l’adozione, quali carenza di personale, assenza, vacanza, malattia, etc.) il termine di validità ed il nominativo del soggetto delegato. E non è sufficiente sia in caso di delega di firma sia in caso di delega di funzione l’indicazione della sola qualifica professionale del destinatario della delega, senza alcun riferimento nominativo alle generalità di chi effettivamente rivesta la qualifica richiesta”.

Nel caso specifico, la delega di firma era stata rilasciata impersonalmente ad un Capo Team dell’Agenzia delle Entrate senza fare alcun riferimento al suo nominativo.

Per i giudici, quindi, sono “illegittime le deleghe impersonali … prive di indicazione nominativa del soggetto delegato” e “tale illegittimità si riflette sulla nullità dell’atto impositivo.

Alla luce di quanto sopra detto, dunque, ci si augura che in futuro l’Agenzia delle Entrate rispetti tale orientamento sancito dalla Suprema Corte evitando così di emettere atti palesemente nulli.

Avv. Matteo Sances
Dott. Hiroshi Pisanello
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

Matteo Sances e Hiroshi Pisanello

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