Fare business online: 3 modelli di successo per le pmi

 Fare business online: 3 modelli di successo per le pmi

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[dropcap]N[/dropcap]ovità importanti per le pmi che vogliono andare online. La settimana passata Google ha lanciato una nuova piattaforma per la registrazione dei domini, che si chiama appunto Google Domains. Un passo importante, che assicura a Google di essere protagonista fin dal primissimo passo che un’impresa deve fare per andare online, e cioè l’acquisto del “nome” del proprio sito. Per capirci, stiamo parlando di quel mercato che ad oggi è ben presidiato da GoDaddy, che guarda caso proprio negli stessi giorni ha annunciato il suo sbarco a Wall Street con una IPO programmata dal lontano 2006.

Sarà una coincidenza, ma questi annunci sono anche un’occasione per capire molto bene quanto il mondo delle pmi sia importante nelle strategie dei big dell’online. Infatti, è evidente che il mercato potenziale dell’acquisto dei domini è fatto per la quasi totalità da piccole e medie imprese. Sia nel mondo, dove 1 azienda su 2 non ho ancora un sito online, che soprattutto in Italia, dove la percentuale delle imprese che deve ancora realizzare un proprio sito internet sale al 75% (su questo si veda anche l’articolo del 16 Giugno).

In questo post abbiamo quindi deciso di presentare in maniera schematica quelli che sono da considerarsi i principali modelli per fare business online per le pmi. Si tratta di modelli molto schematici, che si possono utilizzare per darsi 1 obiettivo chiaro ancora prima di partire. Sono quindi utili fin dal momento della pianificazione dei vostri investimenti, cioè ancora prima di realizzare un sito e quindi anche prima di comprare un dominio. Sono anche modelli sufficientemente flessibili da poter essere replicati da tutte le aziende di tutti i settori del mondo delle pmi.

Di seguito trovate allora 3 modelli di business online per la vostra impresa.

(1) Branding con un sitovetrina. Se volete conquistare una audience più ampia per i vostri prodotti, la potete ovviamente trovare online. E se il sito che avete in mente deve (a) parlare della vostra azienda (b) mostrare i vostri prodotti (c) dire dove siete e dare i vostri contatti, se cioè non siete alla ricerca di nulla più di questo, allora il branding è il modello di business che avete in mente e grazie al vostro sito avrete una vetrina in più. E più aumenteranno le visite al vostro sito, più la vostra strategia di branding avrà funzionato. La metrica per giudicare al meglio il vostro successo online sarà quindi quella dei volumi di visitatori che vi raggiungeranno online. In fatto di pmi, questo è da considerarsi un modello di business che si adatta a quasi tutti i settori.

(2) Generazione di contatti. Ovviamente online ci sono molti potenziali clienti ed avere un loro contatto diretto può essere molto importante per alcuni tipi business. Si tratta di quei business per i quali la transazione finale necessità di numerosi contatti preliminari, oppure anche di appuntamenti da farsi di persona dopo un primo contatto telefonico o via mail. Queste sono per esempio peculiarità tipiche di tutti i mercati del BtoB, oppure di quei mercati che richiedono dei preventivi (ad esempio i mercati assicurativi, ma possiamo anche pensare all’installazione di pannelli solari o di condizionatori). Se quindi l’obiettivo del vostro business e raccogliere contatti qualificati (completi ad esempio di mail e numero telefonico) per poi procedere a ricontattare le persone che vi hanno dato i loro riferimenti, allora il modello in questione è quello della generazione di contatti. I contatti vengono di solito raccolti con un form appositamente predisposto sul vostro sito. Oltre all’esempio del BtoB, è facile vedere come il modello delle generazione di leads funzioni anche per una nuova azienda del BtoC che si affaccia al mercato (es. una startup).

(3) eCommerce. Il modello dell’eCommerce rappresenta l’area di opportunità più grande che la distribuzione abbia visto negli ultimi anni. In tutti i post precedenti abbiamo parlato per il commercio online di crescite enormi. Se quindi volete vendere online, probabilmente non c’è stato un momento migliore di questo. Naturalmente, un sito di eCommerce ha delle complessità sia di creazione che di management quotidiano molto superiori a quelle di un sitovetrina. Pensate anche soltanto alla gestione delle singole schede prodotto, e a quello che deve essere fatto in termini di manutenzione continua dell’assortimento. Pensate inoltre alla logistica, sia essa intesa come gestione del magazzino o delle consegne. Detto questo, nessun investimento online può avere un ritorno più tangibile. Online, oggi, si vende ormai tutto. L’eCommerce è però naturalmente adatto ad alcuni settori, ed in Italia è molto forte sui verticali dei viaggi e dell’abbigliamento. Pensate che i dati dell’Osservatorio dell’eCommerce del Politecnico di Milano dicono che questi 2 settori fanno assieme ben più della metà del totale mercato delle vendite online.

Nessuno di questi modelli è giusto indipendentemente dal settore e dal contesto del mercato in cui l’azienda che lo deve adottare è impegnata a competere. L’obiettivo di presentarli assieme ad alcuni esempi concreti serve unicamente a descriverne meglio le peculiarità. Inoltre, è naturale che un sito creato per fare eCommerce abbia anche dei ritorni in termini di branding e raccolga in automatico i contatti di chiunque faccia un ordine su di esso.

Tuttavia, avere un singolo e chiaro obiettivo di business non solo è un approccio efficiente che evita inutili frustrazioni da scarse performance, ma permette alle imprese che vanno online di avere dei sistemi di monitoraggio chiaro dei propri investimenti. Scegliere bene il vostro modello di business è quindi in ultima analisi l’unico modo per monitorare in maniera stringente il vostro ritorno sugli investimenti nella rete.

2 Comments

  • Federico, lo stato tutto sommato embrionale del business on line in Italia e la copertura di rete veloce che impatto possono avere sullo sviluppo web delle pmi? la famos agenda digitale degli ultimi 3 governi e ancora solo su carta…
    grazie

  • Ciao Davide,

    grazie per il tuo commento.

    Io la penso così: lo stato embrionale del business online in Italia è una grande opportunità per le nostre aziende. E il tessuto economico di cui parliamo è fatto per il 99% da pmi (99% delle imprese italiane; 97% del valore aggiunto al netto dei fattori produttivi, cioè la ricchezza che produciamo). Quindi, in attesa che l’agenda digitale governativa abbia una implementazione di fatto, non resta al mondo dei nostri piccoli e medi imprenditori che agire d’anticipo.

    Perché partire subito? E’ nelle cose che essere tra i primi attori del mercato costituisca di per se stesso un valore aggiunto importante per un’impresa. Pensiamo ad esempio alla natura fluida di un mercato meno affollato e meno competitivo. Ma partire oggi nel mercato dell’online in Italia ha anche benefici in termini di puro know-how: l’esperienza che si può acquisire nelle fasi di sviluppo di un mercato che va creandosi avrà un impatto diretto sui processi, sulla R&S e sulla curva di apprendimento di tutto il personale. A mercato maturo, la pmi che prima ha iniziato sarà in grado di affrontare il contesto competitivo con un valore aggiunto importante rispetto ai nuovi entranti.

    Spero di aver risposto alla tua domanda.

    Per favore, continua a seguire i nostri post e a contribuire con i tuoi commenti.

    A lunedì prossimo
    Federico Corradini

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