Fase 3: Unimpresa, buco da 8 miliardi sui bilanci dei comuni (-20%)

 Fase 3: Unimpresa, buco da 8 miliardi sui bilanci dei comuni (-20%)

L’emergenza Covid-19 potrebbe cagionare un buco di circa 8 miliardi di euro nei bilanci 2020 dei comuni italiani su un gettito stimato che sfiora i 40 miliardi, con una riduzione del 20% rispetto alle previsioni. Meno turismo, scuole e asili nido chiusi, trasporti fermi e stop alle multe: le casse degli enti locali stanno infatti subendo fortissime perdite e, tra 5,4 miliardi di mancati incassi sul fronte delle entrate tributarie e 2,5 miliardi sul versante delle entrate extratributarie, il “rosso” Coronavirus per i sindaci potrebbe arrivare, nel dettaglio, a 7,9 miliardi.

quanto segnala il Centro studi di Unimpresa secondo cui sono la Imu-Tasi (meno 1,5 miliardi) e la Tari (meno 2,2 miliardi), sul fronte tasse, assieme ai circa 900 milioni in meno in arrivo dal “capitolo” sanzioni amministrative (che verranno dimezzate) a contribuire in maniera significativa al buco nei conti dei comuni; il turismo in affanno farà crollare il gettito della tassa di soggiorno di quasi il 90% con minori entrate per 450 milioni. “È l’inevitabile effetto dell’emergenza economica in cui siamo piombati, uno dei tanti aspetti sottovalutati dal governo di Giuseppe Conte. Ora le imprese e i cittadini subiranno un ulteriore contraccolpo perché i comuni saranno costretti a ridurre i servizi, a tagliare spese importanti per la collettività, ma nessuno si preoccupa di questi problemi gravissimi a cui andremo incontro a stretto giro” commenta il presidente onorario di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Secondo i calcoli del Centro studi di Unimpresa, i comuni dovrebbero avere circa 7,9 miliardi di minori entrate nel 2020, a fronte di un gettito stiamo di 39,7 miliardi. Il conteggio prende in considerazione anzitutto le entrate tributarie: su 31,6 miliardi la previsione porta a indicare un minor incasso per 5,4 miliardi: Imu-Tasi in calo di 1,5 miliardi da 14,7 miliardi di gettito stimato, addizionale Irpef in discesa di 670 milioni da 4,8 miliardi, tassa di soggiorno in diminuzione di 450 milioni da 580 milioni, 2,2 miliardi in meno dalla Tari da 9 miliardi, 320 milioni in meno da Tosap-Cosap da 870 milioni, circa un terzo in meno dal versante “pubblicità” che provocherà un buco di 145 milioni da 430 milioni; altri tributi minori porteranno minori incassi per circa 200 milioni da 1,4 miliardi complessivi stimati.

Per quanto riguarda le entrate extra-tributarie, si va verso un buco di 2,5 miliardi. Ecco i capitoli principali dettagliati: per gli asili nido la stima è di 110 milioni in meno da 240 milioni, altri 340 milioni in meno sono riconducibili ai servizi della scuola (gettito previsionale a 910 milioni); il capitolo concessioni porterà un rosso poco inferiore al 10 per cento di 160 milioni da 1,8 miliardi; sfumerà un terzo degli incassi per trasporti e parcheggi (790 milioni) per circa 280 milioni e arriveranno 900 milioni in meno dalle sanzioni amministrative (stima previsionale a 1,8 miliardi), che saranno dimezzate.

“I problemi della finanza pubblica si ripercuoteranno su tutti noi. Ma il governo non sta facendo nulla si concreto se non avvalersi di stuoli di consulenti. Adesso si invocano gli Stati Generali: in Francia portarono alla rivoluzione, da noi siamo a un passo, a ottobre sarà un dramma” osserva ancora Longobardi.

Redazione

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