Federlazio, indagine congiunturale: ripresa trainata da export e innovazione

 Federlazio, indagine congiunturale: ripresa trainata da export e innovazione

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La Federlazio ha realizzato la consueta indagine congiunturale sullo stato di salute delle piccole e medie imprese del Lazio, effettuata su un campione di 450 imprese associate. Lo studio ha riguardato il secondo semestre 2017. L’indagine è stata presentata oggi presso la sede dell’Associazione dal Presidente della Federlazio Silvio Rossignoli e dal Direttore Generale Luciano Mocci. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore allo Sviluppo Economico e Attività produttive della Regione Lazio Guido Fabiani, il Presidente di Unioncamere Lazio Lorenzo Tagliavanti. Presente anche Raffaello Bronzini, Responsabile della Divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale della Banca d’Italia, sede di Roma.

La rilevazione del II semestre 2017 ci indica che una ripresa è in atto. Le speranze manifestate nel precedente semestre oggi cominciano ad avere conferma. Si tratta di una ripresa trainata dall’export e in particolare da quello indirizzato verso i paesi Extra-UE, ma anche dalle imprese che si muovo nell’ambito di innovazione e R&S.

Il saldo di opinioni sull’andamento degli ordinativi per quanto concerne il mercato nazionale cresce di ben 10 punti passando da +3,7 a +13,7 rispetto al primo semestre del 2017. Positivi anche i dati dai mercati internazionali: quelli dal mercato UE passano da +2,9 a +16,3, mentre quelli Extra-UE fanno un balzo da -9,4 a +12,5.

Il fatturato sul mercato domestico cresce da +4,4 a +11,2. Un andamento positivo riguarda il fatturato derivante del mercato UE con un saldo di +17,4 e in crescita di 8 punti rispetto al semestre precedente. Il fatturato proveniente dal mercato extra UE torna nettamente in attivo passando da -6,7 a +22,6.

Si consolida la positività sulla produzione anche se in misura ridotta rispetto al precedente semestre (da +26,5 a +12,1). Aumenta leggermente la percentuale di imprese che dichiarano di aver effettuatoinvestimenti e conferma un tred crescente nelle rilevazioni degli ultimi tre semestri: 36,9%, 38,1%, 38,9%. Di queste, il 23% ha dichiarato di aver effettuato investimenti per attività di ricerca e sviluppo, valore in netto aumento rispetto al precedente 18,6%.

In forte aumento anche la percentuale di imprese che ha incrementato l’occupazione: negli ultimi tre semestri il saldo è passato da 0,7 a 8 per arrivare a 13,9 di questa ultima rilevazione.

L’indagine ha anche affrontato il tema delle sviluppo delle risorse umane e degli investimenti in formazione. Solo il 18% delle imprese ha dichiarato di aver usufruito delle opportunità di finanziamento rappresentate dai fondi interprofessionali e degli altri fondi pubblici. Un dato decisamente basso anche se migliore rispetto al precedente semestre (12%).

Le previsioni espresse sul primo semestre 2018 hanno valore positivo su tutti i mercati e in decisa crescita rispetto all’indagine precedente. Per quanto riguarda il mercato interno gli imprenditori si attendono un aumento significativo sia degli ordinativi che del fatturato con saldi positivi (rispettivamente di +21,3 e +20,1). Aspettative ancor più ottimistiche sui mercati internazionali. Per quanto riguarda l’Unione Europea le aspettative sugli ordinativi passano da +19,2 a + 25,4 e quelle sul fatturato da +16,1 a +28,8. Infine dall’area Extra Unione Europea il saldo atteso per gli ordinativi fa un balzo in avanti di 15 punti (dal +12,5 al +28,3), mentre le attese sul fatturato guadagnano 10 punti (da +18,8 a +29,6).

Riguardo le previsioni sull’occupazione per il I semestre 2018, il saldo atteso è positivo (+5,8) e stabile rispetto alla scorsa indagine. Aumenta leggermente anche la percentuale di imprese che prevedono di effettuare investimenti, ora al 40,6% (era 39,6%).

Per quanto riguarda la formazione, nel prossimo semestre dovrebbe crescere l’utilizzo di fondi (pubblici e/o interprofessionali): si passa dal 18% delle aziende che hanno utilizzato fondi per la formazione nel secondo semestre 2017, al 33% di quelle che prevedono di utilizzarli.

Dallo scorso semestre la nostra indagine effettua un focus specifico sulla internazionalizzazione delle Pmi del Lazio. Da quanto emerge, il 57% dichiara di non operare sui mercati internazionali. Nello specifico, il 36% delle aziende internazionalizzate, dichiara di sviluppare un fatturato estero superiore al 30%. Viceversa, alle aziende non internazionalizzate è stato chiesto di indicare il motivo della loro non presenza sui mercati esteri: il 53% delle aziende ha dichiarato che la loro struttura aziendale non è sufficientemente attrezzata (risorse umane e finanziarie).

Altro dato molto significativo sulle potenzialità delle aziende internazionalizzate è quello sulla loro produzione: più le imprese sono orientate sui mercati esteri, più il loro livello di produzione cresce. Le imprese non internazionalizzate esprimono un saldo di +3 mentre quelle fortemente internazionalizzate di +30. Stesso discorso per l’occupazione: il saldo passa da +8,2 a +27.

I dati della nostra indagine sono inequivocabili: tra le imprese del Lazio c’è finalmente una ripresa in atto che conferma le positive aspettative del semestre precedente. Una ripresa trainata in particolare dall’export, ma anche da quelle aziende che hanno deciso di innovarsi investendo in R&S. Questo significa che molte imprese laziali hanno recuperato la propria competitività e si sono rimesse in corsa sullo scenario globale. Quello che però rimane ancora un elemento di debolezza è il modesto utilizzo dei fondi per la formazione del personale. Oggi l’investimento in formazione è diventato una delle leve strategiche per lo sviluppo aziendale perché innalza il contenuto qualitativo sia dei prodotti che dei processi. Purtroppo l’incertezza causata dai prossimi appuntamenti elettorali non aiuta. Ci auguriamo che la politica, sia nazionale che regionale, possa creare presto quelle precondizioni necessarie per sostenere ed accompagnare la ripresa, anche perché sui mercati globali i concorrenti sono più agguerriti, più organizzati, più determinati e soprattutto hanno alle spalle sistemi-paese più efficienti”.

Questa la dichiarazione del Presidente di Federlazio, Silvio Rossignoli.

L’indagine di Federlazio conferma che la ripresa in regione tende a consolidarsi, in linea con le altre evidenze disponibili. Ci sono molte opportunità d’investimento che le imprese potrebbero cogliere per rafforzarne la portata e rilanciare la loro performance, sfruttando gli incentivi e il basso livello dei tassi d’interesse”.

Questa la dichiarazione del Responsabile della Divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale della Banca d’Italia, sede di Roma, Raffaello Bronzini.

Redazione

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