Fisco: nessuna sanzione per l’impresa se la crisi dipende dalla P.A.

 Fisco: nessuna sanzione per l’impresa se la crisi dipende dalla P.A.

Il contribuente non è sanzionabile dal Fisco se il mancato pagamento delle imposte deriva da una crisi di liquidità oggettiva, generata dalla mancata riscossione dei crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione. In tale ipotesi, infatti, risulta applicabile la causa di giustificazione della “forza maggiore”, prevista dal comma 5 dell’art.6 del D.lgs. n.472 del 1997, in quanto non è possibile ravvisare alcun dolo da parte del contribuente.

Ciò è quanto sancito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Roma che, con recente sentenza, ha accolto il ricorso presentato da una Società avverso una cartella esattoriale, intimante il pagamento di sanzioni relative al tardivo versamento di Iva ed Irpef.

Secondo i giudici romani, infatti, “… nel comportamento della Società non è assolutamente ravvisabile il dolo, ma seppure una colpa attenuata dalla dimostrata situazione finanziaria per lo più causata dal tardivo pagamento di ingenti crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni sebbene diverse dall’Amministrazione Finanziaria” (Sentenza n.2021/16/2017 depositata in segreteria il 30/01/2017, Presidente Dott. Agostino QUISTELLI, liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – sezione Documenti).

Nel caso in questione, ad una società romana veniva notificato un avviso bonario attraverso il quale l’Agenzia delle Entrate contestava il tardivo versamento di Iva ed Irap per l’anno di imposta 2012.

A seguito di ciò, la contribuente non definiva l’atto nei successivi 30 giorni e, quindi, non si avvaleva della relativa possibilità di pagare le sanzioni in misura ridotta al 30% ritenendo che le sanzioni fossero comunque illegittime.

Per tale motivo, dunque, Equitalia le notificava una cartella esattoriale, con la quale intimava il pagamento integrale delle sanzioni dovute a causa del tardivo versamento delle imposte.

La contribuente, quindi, impugnava la predetta cartella di pagamento dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma, eccependo l’illegittimità di tali sanzioni.

Nello specifico, la società evidenziava come il suo comportamento fosse dovuto ad una forte crisi di liquidità che aveva colpito l’azienda, causata dalla mancata riscossione di alcuni crediti vantati dalla stessa contribuente nei confronti della Pubblica Amministrazione. Per tale motivo, dunque, la ricorrente chiedeva che venisse riconosciuta la sussistenza della causa di forza maggiore, sottolineando come la stessa non avesse agito con dolo.

Il ricorso veniva accolto dalla Commissione Tributaria Provinciale adita, la quale con la sentenza n.2021/16/2017 ha ritenuto “… doversi applicare alla fattispecie il comma 5 dell’art.6 del D.lgs. del 18/12/97 n.472 “non è punibile chi ha commesso il fatto per forza maggiore”. Per forza maggiore, come nel caso di cui si discute, è da intendersi la mancanza di liquidità dovuta a ingenti crediti contabilizzati nei confronti di pubbliche amministrazioni. Questo fatto legittima l’esclusione delle sanzioni per l’assenza del requisito della colpevolezza.”.

Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, ne deriva che in caso di tardivo e/o omesso versamento di imposte, il contribuente non è sanzionabile se all’origine di tale comportamento vi è l’impossibilità oggettiva causata dall’inerzia della Pubblica Amministrazione.

Avv. Matteo Sances
Dott. Hiroshi Pisanello
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

Matteo Sances e Hiroshi Pisanello

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.