Il mondo della riscossione sta cambiando. Con le nuove regole introdotte dalla “Legge di Bilancio 2026” (Legge n.199/2025), l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà uno strumento in più per recuperare i tributi: ossia i dati delle fatture elettroniche emesse dalle imprese.
Fino a oggi, per il Fisco non era sempre facile individuare “dove” recuperare i soldi del contribuente debitore.
Con la nuova norma, l’Agenzia delle Entrate passerà direttamente all’Agenzia Entrate-Riscossione l’elenco dei clienti che hanno ricevuto fatture dal debitore negli ultimi sei mesi per poi procedere con la riscossione coattiva del credito.
In parole povere, il Fisco saprà chi sono i clienti abituali dei contribuenti e potrà pignorare i crediti che devono ancora incassare direttamente presso di loro.
Nello specifico l’art.1, comma 117 della predetta “Legge di Bilancio”, ha introdotto all’art. 1, del D.Lgs. n. 127/2015 il comma 5 b-ter, il quale recita “…I file delle fatture elettroniche acquisiti ai sensi del comma 3 sono memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione … al fine di essere utilizzati: “…dall’Agenzia delle entrate per mettere a disposizione dell’Agente della Riscossione i dati relativi alla somma dei corrispettivi delle fatture emesse da debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso soggetto nei sei mesi precedenti a quello in cui i medesimi dati sono messi a disposizione, per le attivita’ di analisi mirate all’avvio di procedure esecutive presso terzi…”.
Queste novità dovrebbero diventare operative concretamente dopo l’adozione di un decreto attuativo atteso per la fine di marzo. In pratica cosa accadrà dopo il decreto attuativo?
L’agenzia delle Entrate metterà a disposizione del concessionario i dati della somma dei corrispettivi delle fatture, emesse nel semestre precedente dai debitori iscritti a ruolo (tra i quali sono compresi i debitori di somme derivanti da accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati in riscossione ad agenzia delle entrate Riscossione) ma anche dei loro coobbligati.
Nonostante questi poteri sempre più invasivi, si suggerisce di VERIFICARE SEMPRE l’azione del Fisco.
Ad esempio, si segnala la recente sentenza del Tribunale di Lecce n.730/2025 che ha annullato un pignoramento esattoriale da mezzo milione di euro poiché i tributi richiesti erano illegittimi (si veda sentenza su www.centrostudisances.it – sez. Documenti).
