FOCUS ROMANIA: Covid-19 mette a dura prova il tessuto produttivo del Paese

 FOCUS ROMANIA: Covid-19 mette a dura prova il tessuto produttivo del Paese

Dal 16 Marzo 2020, giorno in cui il Presidente della Repubblica Klaus Iohannis ha firmato il Decreto istituente lo Stato d’Emergenza Nazionale, in Romania si attende quella che in molti hanno battezzato la “tempesta perfetta”.

In un sistema sanitario che nell’ultimo decennio ha visto la fuga consistente di medici specializzati e di personale infermieristico, l’effetto temuto è quello di un contagio diffuso del Covid-19 presso le moltissime realtà rurali del Paese, abitate per lo più da over 60, e la cui notevole distanza dai centri ospedalieri dotati di terapie intensive, potrebbe aggravare la situazione.

L’auspicio è che le tempestive misure adottate dal Governo e dal Presidente della Repubblica, e una buona dose di “buona sorte”, possano evitare lo scenario descritto.

Misure, quelle suddette, a partire dal Decreto Presidenziale sullo Stato d’Emergenza Nazionale, che hanno avuto un impatto immediato sulle tante realtà produttive del Paese. E non si può pensare al tessuto produttivo, soprattutto manifatturiero, della Romania, se non si guarda all’Italia e alle circa 20.000 imprese attive (dato ICE 2019) nel Paese (si stima che dal 1991 ad oggi in Romania siano state costituite 47.841 imprese di capitale italiano). Questi numeri fanno dell’Italia il secondo partner commerciale della Romania, superata solo dalla Germania grazie alla spinta dell’automotive.

E se oggi le imprese italiane guardano alla Romania non più, o meglio, non solo, in una logica di contenimento dei costi della manodopera o per la fiscalità agevolata, bensì in un’ottica di internazionalizzazione “low cost”, le misure adottate dal Governo rumeno nella gestione dei lavoratori, in un momento così delicato, hanno dovuto tener conto di una realtà produttiva dove la sempre più diffusa deficienza di manodopera nazionale rischia di diventare un disincentivo all’investimento nel Paese. Basta visitare i siti produttivi delle più importanti multinazionali in Romania per rendersi conto delle migliaia di lavoratori Extra UE operanti presso gli stessi.

La parola d’ordine è stata, dunque, flessibilità! Si è quindi legiferato attraverso lo strumento dell’ordinanza d’urgenza, assimilabile al nostro decreto legge. Ed ecco di seguito le principali misure adottate:

  • Con l’Ordinanza d’Urgenza (“OUG) n. 30/2020 (modificata dalla successiva OUG n. 32/2020) è stata prevista un’indennità di cd. disoccupazione tecnica pari al 75% del salario base per tutti i dipendenti di quelle aziende che, a causa degli effetti dell’epidemia da Covid-19 hanno dovuto ridurre o interrompere temporaneamente, in tutto o in parte, la propria attività. Per velocizzare le procedure, si è sostanzialmente previsto in capo al datore di lavoro l’obbligo di autocertificare lo stato di sofferenza aziendale riconducibile al Covid-19. La misura può essere richiesta, ad oggi, esclusivamente durante la vigenza dell’emergenza nazionale dichiarata con Decreto Presidenziale. Peraltro, con una successiva modifica, e al fine di ampliare l’applicabilità della norma, si è eliminato un requisito precedentemente previsto, ovvero che la riduzione del fatturato aziendale dovesse essere pari al 25% rispetto al bimestre precedente. Ma non solo. Si è intervenuti sui tempi di rimborso dell’indennità di disoccupazione tecnica passati da 30 a 15 giorni.
  • Una delle primissime misure adottate nell’ambito del Decreto Presidenziale sullo Stato d’Emergenza è stata la chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado. Tale misura ha avuto un impatto evidente su tutte le famiglie con figli. Sul punto, la Legge n. 19/2020 (art. 1) prevede, a favore del lavoratore dipendente, il diritto di richiedere al datore di lavoro un congedo speciale. A tal fine, il lavoratore dipendente deve dimostrare la sussistenza cumulativa di taluni requisiti:
  1. avere figli di età fino a 12 anni oppure figli disabili fino a 18 anni;
  2. non potere svolgere il lavoro a domicilio o nella modalità smart-working (i.e. “telelavoro”, così definito dalla norma);
  3. l’insussistenza in capo all’altro coniuge della concessione di medesimo congedo. Nell’ipotesi di congedo suddetta, la retribuzione del lavoratore dipendente sarà pari al 75% dell’ammontare previsto per un giorno lavorativo.
  • Anche sul versante dei crediti bancari, con la OUG n. 37/2020, si è intervenuti con una serie di disposizioni volte a sostenere possibili situazioni di sofferenza. Si segnala, inter alia, la facoltà di richiedere ai creditori di sospendere l’obbligo di pagare le rate dovute relative a prestiti, ivi inclusi interessi e commissioni, per un periodo da 1 e 9 mesi, ma non oltre il 31.12.2020.

A fronte delle misure suddette, il Ministro del Lavoro rumeno ha oggi comunicato che, dalla pubblicazione del Decreto Presidenziale sullo stato d’emergenza nazionale (16 marzo 2020), sono 862.557 i contratti di lavoro tecnicamente “sospesi” e per i quali si è fatta richiesta di attivazione delle misure di protezione sociale, mentre 200.000 quelli cessati.

I numeri suddetti danno il segno di un impatto che comincia ad essere significativo sull’economia nazionale.

Con ogni probabilità il Governo dovrà ancora intervenire per snellire le procedure e far fronte alla diffusione del Covid-19 con strumenti incisivi e questo soprattutto nella gestione dell’emergenza sanitaria.

Le news che arrivano dalla capitale sono di una sempre maggiore irreperibilità dei dispositivi medici di protezione dal contagio (i.e. mascherine). Sul punto, il Ministero della Salute, per il tramite dell’Agenzia Nazionale per le Medicine ed i Dispositivi Medici, ha già avuto modo di chiarire che, data l’emergenza in corso, valuterà di volta in volta la richiesta di immissione in commercio ed utilizzo di mascherine prodotte in deroga alle norme vigenti e prive del marchio CE, come peraltro disciplinato dal nostro DM n. 18 del 17 marzo 2020.

L’auspicio è che la “tempesta perfetta” non arrivi e che le misure adottate, e in particolare il loro puntuale rispetto, riescano a contenere l’onda d’urto della pandemia. Il resto lo farà la sorte, o come si dice in Romania, “norocul”!!!

Pasquale Silvestro

Partner di Tonucci & Partners

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