Formazione per le PMI 4.0: il successo delle imprese italiane passa dal capitale umano

 Formazione per le PMI 4.0: il successo delle imprese italiane passa dal capitale umano

Per arrivare all’Industria 4.0 occorre formare i lavoratori delle imprese italiane, specie delle piccole e medie, attraverso una formazione innovativa che li prepari ad affrontare le nuove sfide del mercato, una formazione 4.0. Ma ancora troppo poche aziende vi fanno ricorso.  Si è partiti da questa riflessione nel corso del primo convegno organizzato da Fapi – Fondo Formazione PMI a Roma dal titolo Coltivare il Talento Fapi 4.0, che ha visto la partecipazione di importanti key opinion leader e operatori del settore.

«La cosiddetta quarta rivoluzione industriale impone una sfida epocale alle PMI che rappresentano il 98% delle imprese italiane e impiegano il 50% dei lavoratori – ha sottolineato Salvatore Barone, Vice Presidente Fapi -. È perciò necessario che il patrimonio di competenze delle PMI si adegui alle nuove sfide, così come richiede e incentiva a fare il piano nazionale Industria 4.0 con le dotazioni tecnologiche».

Fapi ha sviluppato in 15 anni di attività esperienze e competenze per rispondere a questa necessità, basti pensare che sono stati erogati più di 50 milioni di euro in formazione negli ultimi 4 anni – 16 mln di euro solo nel 2017, e sono stati coinvolti complessivamente 37.000 aziende e 360.000 lavoratori in tutta Italia. Ma non basta.

«Solo l’8,3% dei lavoratori italiani è impegnato in programmi di formazione permanente mentre, paradossalmente, aumentano i posti vacanti per mancanza di personale specializzato e di nuove professionalità – ha aggiunto Francesco Lippi, Presidente Fapi -. C’è quindi ancora molto da fare e questo è il momento giusto per rilanciare in modo serio e importante la formazione continua e le politiche per il lavoro. I fondi interprofessionali sono pronti e in prima linea per fare sempre di più, ma soprattutto per fare rete con gli altri enti e istituzioni impegnati su questo fronte».

Sulla necessità di maggiori sinergie tra tutti gli enti coinvolti nella formazione dei lavoratori e di linee guida chiare su quali competenze occorre sviluppare per rispondere alle nuove esigenze del mercato, i rappresentanti Fapi si sono confrontati in una tavola rotonda con Maurizio Drezzadore del Ministero del Lavoro, Alessandra Tomai Dirigente Formazione, Ricerca e Innovazione Regione Lazio e Francesco Seghezzi Direttore Generale di Fondazione ADAPT.

Roberto Giovannini, giornalista economico del quotidiano La Stampa, ha poi intervistato l’economista e dirigente di ricerca ISTAT Leonello Tronti sulle prospettive dell’economia italiana nel 2018.

Tronti ha sottolineato che, in presenza di una ripresa economica in Italia ancora più debole della zona euro, se con il piano Industria 4.0 si potrà avere un aumento di produttività, grazie ai nuovi macchinari e tecnologie, non è detto che cresca la domanda interna se non riprenderanno gli investimenti pubblici e privati. L’economista ha ribadito quindi ciò che ha già chiesto all’Unione Europea con una petizione firmata da altri 44 economisti: che si superi il fiscal compact che include anche gli investimenti, e non solo la spesa ordinari, nel computo per il pareggio di bilancio degli Stati membri.

Sul fronte delle imprese private, in particolare, gli investimenti devono andare nella formazione del capitale umano e nello sviluppo della partecipazione cognitiva dei lavoratori al processo produttivo, necessarie per favorire i miglioramenti dei processi, dei prodotti, dell’organizzazione e delle relazioni, in definitiva per il successo delle imprese.

Temi centrali che si tornerà ad affrontare nelle altre 6 tappe del roadshow di eventi Fapi dedicati a imprenditori, direttori del personale e consulenti del lavoro, che si terranno nel primo semestre del 2018 in aree ad alta densità di PMI, quali Bologna, Parma, Rimini, Vicenza, Verona e Treviso.

Redazione

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