Forte fine anno per l’eurozona, con la crescita del manifatturiero che compensa il rallentamento del terziario

 Forte fine anno per l’eurozona, con la crescita del manifatturiero che compensa il rallentamento del terziario

A fine del 2016 e dalla lettura dei dati PMI®, l’economia dell’eurozona ha mantenuto un forte tasso di espansione, registrando il trimestre col migliore risultato dell’anno. Allo stesso tempo, la pressione sui prezzi ha continuato a crescere.

La stima flash dell’Indice Markit PMI sull’eurozona di dicembre, calcolata sull’85% circa del totale finale delle risposte mensili, si è mantenuta stabile su 53.9, indicando che l’attività economica è cresciuta allo stesso tasso di novembre, mese in cui ha toccato un record su 11 mesi.

Il flusso di nuovi ordini, il livello occupazionale e le commesse inevase sono tutti aumentati a tassi simili a novembre, suggerendo che le aziende hanno continuato ad espandere le proprie capacità produttive in linea con la maggiore domanda, specialmente nel manifatturiero.

Una crescita guidata dal settore manifatturiero

A dicembre si assiste ad un’accelerazione della crescita del settore manifatturiero, collegata in parte all’indebolimento dell’euro. Tale valore ha controbilanciato un indebolimento dell’espansione del terziario.

L’indice PMI del manifatturiero è aumentato fino a toccare il record da aprile 2011, indicando il maggior aumento mensile della produzione da aprile 2014 e facendo accelerare la crescita dei nuovi ordini e dell’occupazione.

Secondo il parere delle aziende monitorate, gli ordini sono stati stimolati dall’aumento della competitività dovuto alla svalutazione dell’euro. Nel complesso, la crescita sia dei nuovi ordini interni che esteri (incluso il commercio intra eurozona) ha toccato un record in più di cinque anni e mezzo.

Anche l’attività d’acquisto ha indicato un incremento, visto che il settore manifatturiero ha reagito al rialzo della domanda. Ciò fa intendere che le aziende si aspettano che la produzione aumenti con l’arrivo del 2017.

Se l’attività del terziario ha continuato a crescere, il tasso d’incremento è diminuito, misurando un indebolimento analogo sia per i livelli occupazionali che per l’entrata di nuovi ordini. Tuttavia l’espansione è rimasta in linea con la media a cui abbiamo assistito nel 2016 e, viste le aspettative per il prossimo anno del settore servizi al record su otto mesi, le aziende prevedono un nuovo slancio di crescita per il 2017.

Si intensifica la pressione sui prezzi

Un elemento chiave evidenziato dall’indagine di dicembre è stato l’ulteriore intensificazione delle pressioni inflazionistiche. La combinazione di costi d’importazione più alti, dovuti alla svalutazione dell’euro, e l’aumento dei prezzi dei beni globali, ha causato l’aumento dei prezzi medi d’acquisto al tasso più netto in cinque anni e mezzo, soprattutto nel manifatturiero che ha indicato il salto più significativo da maggio 2011. Tuttavia, anche il settore terziario ha assistito al maggiore incremento dei costi in quattro anni, dovuto in parte dai maggiori costi di carburante e petrolio.

I prezzi medi di vendita di beni e servizi sono aumentati al tasso più netto in quasi cinque anni e mezzo, con le aziende che hanno trasferito l’incremento dei costi sul cliente.

I dati indicano quanto la capacità produttiva sia stata messa a dura prova dal recente aumento della domanda, mostrando che i ritardi sulla catena di distribuzione hanno toccato un record di diffusione da giugno 2011, e la crescita delle commesse inevase ha misurato un record in cinque anni e mezzo negli ultimi mesi del 2016. Tale carenza della capacità produttiva può tradursi nei mesi a venire in un aumento dei prezzi.

La Germania alla guida della ripresa

La stima preliminare dei dati PMI di dicembre ha mostrato che la crescita è ancora guidata dalla Germania, nonostante il tasso di espansione sia scivolato ai minimi in tre mesi. Nel frattempo, l’espansione francese è accelerata al valore più rapido in un anno e mezzo, segnando il secondo migliore risultato da metà 2011, anche se continua a restare indietro rispetto alla Germania.

Nel resto dell’eurozona la crescita è rallentata leggermente rispetto al record su nove mesi di novembre, visto l’incremento più lento del settore terziario.

In Germania, Francia e nel resto dei paesi dell’eurozona, la crescita è stata motivata dall’espansione accelerata della produzione manifatturiera e supportata dalla continua crescita dell’attività terziaria.

Commentando i dati PMI Flash, Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha detto: «Chiusura fortemente positiva del 2016 per l’economia dell’eurozona, con il relativo PMI che ha indicato come, durante il quarto trimestre, l’attività sia aumentata al tasso più veloce dell’anno, segnalando una crescita del PIL dello 0.4%. Migliorano al tasso maggiore in cinque anni e mezzo le condizioni operative del settore manifatturiero a causa della debolezza dell’euro che ha stimolato le esportazioni. Allo stesso tempo, è aumentato al valore più alto in otto mesi l’ottimismo del settore dei servizi circa l’anno prossimo. Ciò suggerisce come le aziende stiano ignorando largamente, almeno per il momento, le attuali incertezze politiche. Ad ogni modo, nonostante il PMI di dicembre mette l’economia dell’eurozona sulla giusta direzione all’inizio del 2017, la potenziale incertezza politica, per via delle incombenti elezioni nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania e per l’inizio delle discussioni sul Brexit, potrebbe rallentare la crescita. Tuttavia, lo sviluppo più significativo di dicembre è stato il rafforzamento delle pressioni inflazionistiche. L’aumento dei prezzi globali per parecchie materie prime, incluse petrolio e metalli, aggravati dalla debolezza dell’euro, hanno fatto balzare i prezzi al tasso più alto in cinque anni e mezzo. Quindi, se le indagini PMI hanno indicato che l’economia sta acquisendo vigore, la ripresa è accompagnata dall’incremento dell’inflazione, scenario questo che renderà i responsabili delle politiche della BCE contenti. La Germania, con una solida espansione del PMI dello 0.5% nell’ultimo trimestre del 2016, sta guidando la crescita. Anche la Francia sta prendendo forza con una relativa crescita del PMI dello 0.3%».

Redazione

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