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Frodi creditizie: nel I semestre dell’anno sono cresciute del +36,7% sfiorando i 16.700 casi totali (oltre 90 al giorno) e un danno stimato pari a 77 milioni di euro

Le frodi creditizie mediante furto di identità – con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano a crescere e ad avere un peso rilevante sull’industria del credito, in particolare sul credito al consumo. A questo riguardo, l’aggiornamento relativo al I semestre 2019 dell’Osservatorio CRIF sulle Frodi Creditizie segnala quasi 16.700 casi, con una crescita del +36,7% rispetto al medesimo periodo del 2018 (a titolo di paragone, le rapine in banca sono meno di 300 l’anno).

Questo dato è oltremodo preoccupante in quanto tradizionalmente la quota più rilevante dei casi si concentra ad agosto e nel periodo natalizio, ormai alle porte.

Al contempo, l’importo medio riscontrato risulta pari a € 4.662 euro, in flessione del -21,4%, a confermare come i malintenzionati si stiano orientando su importi sempre più modesti rispetto al passato.

Relativamente alla sola prima metà dell’anno il danno stimato supera complessivamente i 77 milioni di Euro.

“In Italia il furto di identità è un fenomeno sempre più diffuso, che coinvolge persone e aziende. Mentre ampie fasce di popolazione si stanno velocemente aprendo al mondo digitale, organizzazioni criminali si stanno specializzando sulle frodi online – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF –La vulnerabilità alle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è accresciuta anche dal fatto che sul web spesso vengono pubblicati dati anagrafici e identificativi, come il codice fiscale, o i recapiti personali, come l’email o il numero di cellulare. L’incremento dei casi rilevati nella prima metà dell’anno è assolutamente impressionante ma dovrebbe preoccupare ancor di più considerando che tipicamente il picco si registra proprio in questo periodo di feste e shopping natalizio, quando il livello di attenzione è più basso. Per difenderci dai ladri possiamo dotare le nostre abitazioni di un cancello o installare un allarme ma per ridurre il rischio di subire una frode creditizia dobbiamo essere noi ad attivarci per proteggere adeguatamente i nostri dati, ad esempio attivando un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito o sistemi che avvisano se i nostri dati vengono utilizzati per chiedere un prestito o se stanno circolando sul web”.

Il profilo delle vittime

La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (64,9%) sono uomini. Rispetto al primo semestre 2018 la distribuzione dei casi per genere vede una diminuzione delle donne (-4,3%).

Osservando la distribuzione delle frodi per classi di età, invece, si inverte la tendenza evidenziata nella prima metà dell’anno scorso: la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento dei casi è, infatti, quella dei 18-30enni (+23,2%) e dei 31-40enni (+6,4%) mentre diminuiscono i 51-60enni (-11,0%) e gli over 60 (-15,7%).

Fonte: Osservatorio CRIF MisterCredit sui furti di identità e le frodi creditizie

La ripartizione delle frodi per regione mostra una maggiore incidenza in Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia, seguite da Piemonte e Puglia.

Si tratta delle stesse regioni che anche nel I semestre 2018 occupavano i primi posti di questa poco invidiabile classifica, anche se la Lombardia ha sorpassato la Campania.

Il maggior incremento dei casi rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno si registra invece in Molise (+66,7%), seppur con numeri assoluti ancora modesti, seguita da Liguria (+13,9%), Lombardia (+11,2%) e Sicilia (+9,8%).

Rapportando il numero delle frodi sul credito erogato, in alcune regioni emergono dei cambiamenti significativi, con la Calabria che, ad esempio, scala la classifica passando dalla nona posizione alla terza.

La tipologia di finanziamento oggetto di frode

Coerentemente con quanto rilevato nel 2018, anche nel primo semestre 2019 l’acquisto di elettrodomestici con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia maggiormente diffusa (30,5% dei casi totali). Al secondo posto, in aumento del +0,7%, si piazza la categoria auto-moto (che arriva al 13,7%), seguita dagli articoli di arredamento (con il 7,9%).

Da sottolineare come continuino ad aumentare i casi che hanno come oggetto articoli di abbigliamento e prodotti di lusso che arrivano al 6,9% a fronte di una crescita del +55,3%, nonché quelle per prodotti di elettronica-informatica-telefonia (al 7,6%), con un +29,6%, e quelle per trattamenti estetici/medici (+8,8% anche se si fermano al 6,0% del totale).

Fonte: Osservatorio CRIF MisterCredit sui furti di identità e le frodi creditizie

Per quanto riguarda il tipo di bene in rapporto all’erogato, le categorie più colpite per cui si evidenzia una maggiore incidenza sono consumi/abbigliamento/lusso, travel/entertainment, spese per immobili/ristrutturazione e trattamento estetico / medico.

La tipologia di finanziamento oggetto di frode

Il prestito finalizzato, seppur continui ad essere la tipologia di prodotto maggiormente coivolto nei casi di frode (con il 52,4% del totale), seppur in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Al contempo raddoppiano i casi di frode che interessano le carte di credito, che arrivano a rappresentare oltre un quarto del totale dei casi registrati nel periodo (il 25,8%, per la precisione). L’11% dei casi, infine, interessa i prestiti personali in virtù di un incremento del +55,1% rispetto al primo semestre del 2018.

Fonte: Osservatorio CRIF MisterCredit sui furti di identità e le frodi creditizie

L’importo medio delle frodi

Relativamente all’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento nel I semestre 2019 la fascia compresa tra i 1.500 e 3.000 euro rappresenta il 23,4% del totale dei casi (in crescita del +12,1% rispetto al primo semestre del 2018), mentre calano di quasi il 40% i casi di frode con importi tra i 3.000 e 5.000 euro.

Si registra invece un incremento di oltre il +10% dei casi con importo tra i 5 e 10.000 euro.

I tempi di scoperta delle frodi creditizie

Sempre di più i tempi di scoperta sono caratterizzati principalmente da due macro categorie: da un lato quasi il 56% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura 5 anni prima (con un aumento del 30% rispetto al I semestre 2018).

Fonte: Osservatorio CRIF MisterCredit sui furti di identità e le frodi creditizie

I tentativi di frode intercettati dalle banche dati del sistema SCIPAFI

Relativamente agli alert sui documenti identificativi emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con anche la tramitazione delle banche dati SCIPAFI emerge, come anche negli anni precedenti, l’utilizzo della carta di identità come documento identificativo principale (oltre l’80% del campione totale). Nello specifico, circa il 2% dei documenti presentati in fase di identificazione anagrafica è una carta di identità contraffatta oppure valida ma non riconducibile al soggetto.

Un altro dato interessante riguarda l’utilizzo del codice fiscale: nello 0,2% dei casi (in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) risulta inesistente, quindi mai rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Nel caso delle patenti, circa lo 0,6% risultano inesistenti mentre per i passaporti i casi di documento inesistente rappresentano lo 0,4% del totale.

Redazione

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