Gli ostacoli alla competitività delle imprese

 Gli ostacoli alla competitività delle imprese

Mancanza di risorse finanziarie, scarsità della domanda e burocrazia i freni principali registrati durante il censimento generale dell’industria e dei servizi dell’Istat.

La ricerca di una maggiore competitività da parte delle imprese è frenata da ostacoli di diversa natura. Tra i fattori segnalati più diffusamente vi è innanzitutto la mancanza di risorse finanziarie (40,4% delle imprese); seguono, con valori simili, la scarsità o mancanza di domanda (36,8) e gli oneri amministrativi e burocratici (34,5); quindi un contesto socio-ambientale sfavorevole (23,2%). Viceversa, le imprese percepiscono come relativamente meno gravi la carenza di infrastrutture, la mancanza di risorse qualificate e la difficoltà nel reperire personale o fornitori, segnalati come significativi elementi di freno da meno del 4% delle imprese.

Se in generale le imprese di dimensione minore (micro e piccole) sono quelle che maggiormente risentono di ostacoli alla loro competitività, in particolare la mancanza di risorse finanziarie e gli oneri amministrativi e burocratici, il contesto socio-ambientale è segnalato come fonte di problemi soprattutto dalle grandi imprese (circa 30%).

I vincoli di tipo finanziario sono avvertiti dal 41,5% delle micro imprese, dal 37,3% delle piccole, dal 29,0% delle medie e dal 22,8% delle grandi. Le imprese che hanno indicato tra le modalità di finanziamento il credito bancario o il ricorso ad altri strumenti finanziari sono quelle che lamentano di più le difficoltà di tipo finanziario (circa 48 e 47% rispettivamente) mentre le imprese che si autofinanziano risentono di meno di questo tipo di vincolo (37%). Tuttavia, è importante rilevare che la mancanza di risorse finanziarie è segnalata da circa il 50% delle imprese come ostacolo all’introduzione di innovazioni, molto più di quanto incidano la mancanza di informazioni sui mercati, sulle tecnologie o l’assenza di personale qualificato, motivazioni dichiarate da meno del 10% delle imprese. Appare dunque evidente che i problemi di natura finanziaria, al di là della congiuntura sfavorevole, costituiscono un serio freno allo sviluppo di capacità competitive adeguate.

La scarsità o mancanza di domanda colpisce in modo uniforme tutte le classi dimensionali di impresa. A livello settoriale, la percentuale di imprese che segnalano questa difficoltà è più elevata nell’industria in senso stretto e nelle costruzioni (circa 44%), scende al 38,5% nelle commercio e al 29,3% negli altri servizi.

Le imprese del commercio e dei servizi soffrono di più i problemi derivanti dal contesto socio-ambientale in cui operano, coerentemente con il loro maggior legame con il territorio in cui è localizzata l’attività.

Scendendo a un maggior livello di dettaglio settoriale, nell’industria in senso stretto la mancanza di risorse finanziarie danneggia soprattutto la fabbricazione di mobili (51% delle imprese) e l’industria del legno (48,2%). Riguardo, invece, la mancanza o scarsità di domanda, sono la produzione di mobili e la stampa i settori in maggiore sofferenza, seguiti da quelli della fabbricazione di altre apparecchiature elettriche, della metallurgia e della fabbricazione di autoveicoli. Le difficoltà di tipo finanziario sono molto sentite anche in alcuni comparti del terziario, in particolare nei servizi di comunicazione e nelle attività di ricerca scientifica. Le attività commerciali (soprattutto al dettaglio) risentono di più del contesto socio-ambientale e quelle alberghiere di oneri amministrativi e burocratici.

Redazione

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