Google presenta Inbox: più che un nuovo servizio email, una segreteria

 Google presenta Inbox: più che un nuovo servizio email, una segreteria

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[dropcap]D[/dropcap]a quando è nata, circa 30 anni fa, la posta elettronica ne ha fatta di strada. Così tanta che oggi è diventata un problema. Di quantità. Chi, infatti, ad oggi non ha un account di posta elettronica? Quale azienda, piccola o grande che sia, non usa l’email come uno dei suoi strumenti principali? Tutti hanno un account di posta personale, e usano un altro account al lavoro. Ogni impresa ha non solo gli account dei propri dipendenti, ma anche quelli dei suoi dipartimenti ‘marketing’ e ‘commerciale’ o almeno un account ‘info’.

Non solo: per ogni acquisto online che portiamo a termine, riceviamo sempre un messaggio di conferma, e poi seguiamo l’ordine in oggetto fino alla notifica di consegna. E se prenotiamo un albergo, una volta che ci abbiamo dormito siamo solo a metà del nostro tragitto attraverso le email relative: la conferma della prenotazione, il reminder del giorno fatidico che si avvicina, i ringraziamenti e la richiesta di review. Infine, la pubblicità che riceviamo per tornare a soggiornare nell’hotel in questione.

Quindi, la posta è diventata un problema appunto un problema di quantità. E quando i volumi diventano importanti, la loro gestione chiama di solito in aiuto la tecnologia. E infatti il mondo del hitech ha provato negli ultimi anni a facilitarci la vità attraverso software e/o apps che gestissero una casella di posta più organizzata. Senza successo: mettere ordine nelle nostre vite online è così difficile da essere quasi impossibile non solo per i noi i diretti interessati ma anche per le tecnologie più innovative.

Eppure, Google ha raccolto la sfida. Il 22 ottobre il gruppo di Mountain View ha infatti presentato ‘Inbox’. Che cos’e’? Innanzitutto bisogna dire cosa non è: Inbox non è la ‘nuova Gmail’. Piuttosto, si tratta di un sistema che permette di ‘organizzare’ la nostra casella Gmail al meglio. Come? Sfruttando la logica dell’algoritmo e una verità che è già a tutti noi più che evidente: molte delle email che riceviamo sono simili, o anche molto simili.

Continuiamo con l’esempio sopra. Pensiamo alla mail di conferma di una prenotazione. Pensiamo a quanto ‘disperse’ possono essere le mail della ‘logistica’ relative ad un semplice weekend in una capitale europea: acquisto di una guida, volo, treno per il centro città, albergo, ristorante, concerto, mostra. Le email sono tutte diverse, e vengono da indirizzi distinti. Ma riguardano una cosa sola. Perché non raccoglierle tutte in un punto? E perché non distinguerle in maniera graficamente e logicamente chiara dalle priorità lavorative da gestire in settimana?

Ecco allora cosa fa Inbox. Organizza la vostra posta per argomento e aree tematiche. Poi ve la lascia in una zona specifica sulla vostra scrivania virtuale, che poi è il vostro desktop. E infine aggiunge un promemoria nella vostra agenda, di modo che non vi dimentichiate di nulla.

Ricorda qualcosa? Proprio così: Google Inbox, con i suoi algoritmi e un’interfaccia grafica per aree innovativa e molto ‘usabile’ si candida a diventare, nel bene e nel male, la segretaria del vostro (prossimo) futuro.

Federico Corradini
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