Le recenti tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico e il blocco dello stretto di Hormuz – snodo strategico per il transito di una quota rilevante dell’energia mondiale – stanno producendo effetti significativi sull’economia globale, con ripercussioni anche sul sistema produttivo italiano.
Nel nuovo Comunica SVIMEZ, l’Associazione analizza l’impatto dello shock distinguendo tra Centro-Nord e Mezzogiorno e ipotizzando diversi scenari legati alla durata del conflitto. Le stime evidenziano una trasmissione articolata dello shock, che non si limita al rincaro dell’energia ma si estende ai prezzi dei beni intermedi e di consumo, incidendo in modo differenziato sui territori.
Nel 2026, l’industria del Centro-Nord risente maggiormente dell’aumento dei costi energetici e dei beni intermedi, mentre nel Mezzogiorno sono soprattutto i consumi delle famiglie a subire le conseguenze dell’inflazione.
Nel medio periodo, gli effetti tendono a prolungarsi soprattutto nel Sud, dove la maggiore rigidità dei prezzi e la struttura della domanda amplificano le conseguenze dello shock anche nel 2027.
