HCOB PMI®: il settore manifatturiero italiano conclude l’anno in contrazione

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Il settore italiano manifatturiero, non essendo riuscito a ripetere la crescita di novembre, ha chiuso l’anno negativamente. Le contrazioni di dicembre sono state generali, anche se in gran parte si sono concentrate sull’ennesimo calo degli ordini ricevuti e sul volume della produzione. In risposta alla debolezza delle vendite, il numero di dipendenti è stato ridotto e le quantità degli acquisti sono state ridimensionate. Ciò ha tuttavia diminuito la pressione sui costi e le aziende hanno quindi offerto maggiori sconti. Sebbene le condizioni operative complessive siano peggiorate, i livelli di fiducia sono leggermente migliorati.

Attestandosi a dicembre a 47.9, l’Indice HCOB PMI® (Purchasing Managers’ IndexTM) sul Settore Manifatturiero Italiano, un valore composito a una cifra della performance manifatturiera derivato dagli indicatori relativi ai nuovi ordini, alla produzione, all’occupazione, ai tempi di consegna dei fornitori e alle scorte di acquisti, è tornato in territorio di contrazione.

In calo rispetto al 50.6 di novembre, l’ultimo dato rilevato è stato coerente con una moderata contrazione delle condizioni manifatturiere italiane e anche la più forte dal marzo dello scorso anno. Sebbene tutti e cinque i componenti PMI abbiano conferito influenze direzionali negative, i contributi forniti dalla produzione e dai nuovi ordini sono stati i più rilevanti.

Dei tre sottosettori manifatturieri monitorati, quello dei beni di consumo ha segnalato il peggioramento più elevato, mentre gli altri due hanno riportato contrazioni solo lievi.

La componente PMI che pesa maggiormente sul dato principale – i nuovi ordini – dopo la crescita di novembre, è tornata a contrarsi. L’aumento dell’incertezza e delle difficoltà in alcuni settori, in particolare acciaio e automobilistico, ha contribuito alla crisi. Anche la riduzione degli ordini esteri ha contribuito all’indebolimento della prestazione di vendita. Il tasso di contrazione delle vendite estere è stato tuttavia moderato rispetto a quelli registrati all’inizio dell’anno.

Le decisioni di produzione delle aziende manifatturiere in Italia sono state collegate ai nuovi ordini, provocando un calo di questo indice ricaduto in contrazione, al tasso più rapido degli ultimi nove mesi e complessivamente solido.

Nonostante questo calo, a dicembre le aziende si sono mostrate leggermente più sicure in riguardo alle aspettative annuali per la produzione. Gli investimenti nei lanci di nuovi prodotti e i piani per entrare in nuovi mercati esteri sono stati tra i motivi di ottimismo.

Le aziende manifatturiere italiane hanno effettuato ulteriori tagli al numero di dipendenti, segnalando un intero trimestre di perdita di posti di lavoro. I dati raccolti hanno evidenziato che ciò è stato possibile attraverso la mancata sostituzione del personale dimissionario. Il volume degli ordini in fase di lavorazione è ancora una volta diminuito e a un ritmo rapido, poiché le aziende hanno riportato di avere sufficiente capacità per ridurre i loro ordini in fase di lavorazione.

Poiché i requisiti di beni erano minori, le aziende hanno ridotto il loro livello di acquisto utilizzando spesso le scorte esistenti per sostenere eventuali esigenze di produzione. Sia le giacenze dei beni che la quantità di acquisti sono diminuiti a ritmi modesti nell’ultimo periodo dell’indagine.

Tuttavia, problemi di disponibilità di scorte presso i fornitori, ritardi doganali e proteste dei sindacati dei trasporti hanno fatto sì che, seppure in misura minore rispetto a novembre, i tempi medi di consegna degli acquisti di beni si allungassero nuovamente.

La riduzione della domanda di beni ha alleviato alcune pressioni sui costi, con un tasso di inflazione più debole rispetto al record su tre anni di novembre. L’inflazione registrata a dicembre è risultata ancora forte, nonostante le segnalazioni di costi più elevati delle materie prime (acciaio, alluminio e legno).

Infine, condizioni di domanda più deboli e pressioni sui costi più lievi hanno spinto le aziende campione ad abbassare a dicembre i propri prezzi di vendita, a un tasso di sconto che però è risultato solo frazionale.

Commento

Analizzando i dati PMI, Nils Müller, Junior Economist, presso Hamburg Commercial Bank, ha riportato: “L’anno si è concluso con un ritorno alla contrazione del manifatturiero italiano, con l’HCOB PMI Manifatturiero di dicembre sceso notevolmente a 47.9 rispetto al 50.6 di novembre. L’ultimo valore segna il maggiore deterioramento delle condizioni operative da marzo e pone bruscamente fine al breve scatto di crescita osservato a novembre. La crisi è stata dovuta principalmente a un nuovo calo della produzione e dei nuovi ordini, entrambi contratti al ritmo più rapido degli ultimi nove mesi. La debolezza è stata generale, con i produttori di beni di consumo che hanno registrato il calo più marcato, mentre le difficoltà nei settori dell’acciaio e automobilistico hanno fornito un evidente ostacolo. Anche gli ordini esteri sono diminuiti, ma a un ritmo modesto rispetto a inizio anno, confermando che la ripresa di novembre è stata di breve durata. In risposta alle vendite contenute, le aziende hanno ridotto la produzione e l’occupazione, segnando esattamente un trimestre di perdita di posti di lavoro. Le aziende hanno anche ridotto gli acquisti e le scorte dei beni per adattarsi alle minori esigenze di produzione. Sul fronte dei costi, una domanda più debole ha contribuito ad alleviare le pressioni inflazionistiche, con la crescita dei prezzi dei beni in calo rispetto al massimo in tre anni di novembre. Questo ha permesso ai produttori di offrire lievi sconti con riduzioni dei prezzi minime. Nonostante lo scenario difficile, l’ottimismo è migliorato marginalmente, supportato dai piani per il lancio di nuovi prodotti e dall’espansione del mercato nel 2026. Nel complesso, i dati di dicembre confermano difficoltà continue per l’economia manifatturiera italiana, con una domanda interna ed esterna contenuta che probabilmente peserà sulle prestazioni a breve termine, anche se le aziende guardano al futuro con cauto ottimismo.”

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