HCOB PMI®: l’attività del settore edile italiano si è quasi bloccata con la crescita della domanda che rimane relativamente contenuta

 HCOB PMI®: l’attività del settore edile italiano si è quasi bloccata con la crescita della domanda che rimane relativamente contenuta

Secondo i risultati dell’indagine PMI® di marzo, sì è appena mantenuta la crescita del settore edile italiano. Nonostante sia l’attività che i nuovi ordini abbiano riportato solo lievi tassi di espansione, l’ottimismo ha preso vigore e la crescita occupazionale è stata sostenuta. Detto questo, le aziende edili in Italia hanno tagliato le loro spese riducendo la loro attività di acquisto. Allo stesso tempo, a marzo si è indebolita l’inflazione dei prezzi di acquisto.

L’Indice HCOB PMI® Settore Edile Italiano (Purchasing Managers’ IndexTM), che misura le variazioni su base mensile dell’attività totale del settore, a marzo ha raggiunto 50.3, mantenendo quindi lo stesso minimo tasso di crescita di febbraio. Alcune aziende campione hanno collegato l’espansione al maggiore interesse scaturito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

A livello settoriale, quello dell’edilizia non residenziale, che a marzo è stato l’unico ad aver riportato una crescita dell’attività, ha spinto la crescita generale ma ad un tasso mensile solo leggero. Analizzando gli altri sottosettori si evince che, a fine del primo trimestre, l’attività edile residenziale ha osservato un leggero declino, segnando il secondo calo mensile consecutivo. Nel frattempo, il settore dell’ingegneria civile si è contratto per la prima volta in quattro mesi. Pur piazzando il sottosettore in coda alla classifica, il tasso di contrazione è stato solo modesto.

A marzo, la debole crescita generale è stata strettamente collegata alle condizioni della domanda. Pur segnalando un miglioramento marginale, l’afflusso dei nuovi ordini presso le aziende edili italiane della fine del primo trimestre continua a crescere. Detto questo, il tasso di espansione è accelerato lievemente rispetto a febbraio e laddove un aumento è stato registrato è stato attribuito dalle aziende all’aggiudicazione di nuovi contratti.

Con una crescita solo marginale dell’attività e dei nuovi ordini, a marzo, le imprese edili italiane sono risultate restie all’acquisto di altri beni. Il livello dell’attività degli acquisti è diminuito per la prima volta dallo scorso agosto, e le aziende campione lo hanno maggiormente attribuito ai minori ordini. Il ritmo di contrazione però è stato solo modesto.

Con la minore domanda di beni, la pressione sui costi di fine trimestre è calata al livello minimo in otto mesi. Il tasso di inflazione dei prezzi di acquisto è stato debole rispetto alla media a lungo termine, ma in generale ancora elevato. Alcune aziende hanno attribuito la maggiore inflazione al prezzo più elevato delle materie prime e all’incremento dei costi di spedizione dovuto alle interruzioni nel Mar Rosso.

A marzo, i problemi sulla catena di fornitura sono stati evidenti nei tempi medi di consegna dei fornitori del settore edile italiano, che ancora una volta sono stati più lunghi a causa della maggiore pressione riportata dei fornitori. In aggiunta, il deterioramento della prestazione dei fornitori è stato rapido e maggiore rispetto a febbraio.

Qualche notizia positiva è emersa a marzo in merito al livello occupazionale, con le imprese edili in Italia che hanno continuato ad assumere personale ad un livello elevato e simile a quello del mese precedente. Tale creazione occupazione estende l’attuale sequenza di crescita a quasi un anno e mezzo.

Per concludere, l’ottimismo sull’attività del prossimo anno è stato il maggiore dallo scorso agosto, con le aziende che prevedono un aumento dei nuovi appalti e dei nuovi ordini generali.

Commento

Analizzando i dati PMI, Dr Tariq Kamal Chaudhry Economist presso Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: “Il settore edile italiano ha evitato la contrazione. L’HCOB PMI di marzo per il settore edile italiano è riuscito a mantenere il valore di 50.3 del mese precedente, resistendo quindi alla tendenza al ribasso osservata dal settore nelle altre nazioni europee, causata dagli alti tassi d’interesse e dall’inflazione. Il settore edile in Italia ha mostrato andamenti diversi. Mentre quello dell’edilizia non residenziale è stato l’unico sottosettore a riportare una crescita, l’Indice dell’Attività Residenziale è aumentato dal mese precedente e ha mostrato un declino più debole. Con il suo ritorno in contrazione e con un calo mensile considerevole dell’indice, il sottosettore dell’ingegneria civile è stato quello a riportare il risultato peggiore. Le aziende edili italiane hanno continuato ad avere difficoltà con i prezzi elevati. A marzo, i loro costi di acquisto infatti hanno continuato a crescere, anche se ad un tasso più lento rispetto al mese scorso e registrando la crescita meno veloce da luglio 2023. Il campione d’indagine ha riportato che sia la carenza di materie prime che i problemi riscontrati sulle rotte marittime del Mar Rosso hanno influenzato i prezzi. Nonostante le incertezze, è stato riportato ottimismo per il futuro. Le aziende edili italiane hanno osservato un leggero aumento degli ordini rispetto al mese scorso, e ciò ha supportato la situazione occupazionale. Le previsioni sull’attività futura di marzo hanno inoltre raggiunto un valore superiore alla media storica. La stima a brevissimo tempo HCOB è in linea con l’ottimismo dei PMI del primo trimestre, che prevede una crescita di circa il 3.5%.”

Immagine di freepik 

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