HCOB PMI®: ordini in calo al tasso maggiore in cinque mesi per l’edilizia italiana

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La tendenza di declino osservata nel settore dell’edilizia italiana verso la fine del 2025 è ancora presente nel nuovo anno, con i dati di gennaio che mostrano riduzioni più rapide dell’attività, dei nuovi ordini e degli acquisti. In tutti e tre i casi le contrazioni sono state le più forti da agosto scorso e generalmente moderate.

Per quanto riguarda i prezzi, anche se quelli d’acquisto sono aumentati appena, il tasso d’inflazione è rimasto al di sotto della media. Le previsioni per i prossimi dodici mesi sono apparse meno ottimiste, nonostante l’incremento dell’occupazione.

L’Indice HCOB PMI® del Settore Edile Italiano, che misura le variazioni mensili dell’attività totale del settore, con il 47.7 di gennaio è sceso ancora dal 47.9 di dicembre.

Riflettendo i modesti volumi di nuovi ordini, la contrazione della produzione edilizia in Italia è stata la terza consecutiva su base mensile. Alcuni partecipanti all’indagine hanno anche parlato del maltempo che ha limitato la capacità di lavorare nei cantieri.

Un maggiore e sostanzioso calo dell’edilizia residenziale ha pesato sul valore finale dell’indice. Questo sottosettore è stato quindi il peggiore per il terzo mese consecutivo. Il settore dell’edilizia non residenziale è sceso di nuovo ma solo di poco, mentre quello dell’ingegneria civile è stato l’unico a registrare un rialzo.

I volumi degli ordini sono diminuiti a inizio d’anno, anche se si è trattato di un calo moderato e il secondo maggiore in oltre un anno, dopo quello di agosto 2025. Secondo le prove aneddotiche, la domanda nel settore edilizio è affondata sotto il peso degli alti livelli di incertezza.

I tagli ai volumi degli acquisti hanno continuato a inizio anno poiché la domanda di materiali è diminuita conseguentemente ai minori volumi degli ordini. Gli ultimi dati hanno tuttavia indicato un lieve incremento delle pressioni sui costi affrontati dalle aziende edili italiane. Nella parte qualitative dell’indagine sono stati riportati prezzi più cari delle materie prime e incrementi dei costi energetici, nonché l’impatto del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM). Tuttavia il tasso d’inflazione, benché netto, era al di sotto della media.

Dove sono stati registrati acquisti, si è anche parlato di nuovo di tempi di consegna più lunghi, anche se i ritardi pare fossero lievi.

Per quanto riguarda la forza lavoro, l’occupazione netta nel settore edile è aumentata per il diciassettesimo mese consecutivo. Nonostante la debolezza delle vendite, il tasso di creazione di posti lavoro è stato il maggiore da giugno scorso, poiché le aziende hanno mostrato di preferire personale permanente piuttosto che dare lavoro in subappaltato.

Con l’aspettativa di maggiori volumi di lavoro in arrivo, le aziende edili italiane in media prevedono incrementi delle attività nel corso dei prossimi dodici mesi, anche se solo il 25% delle aziende ha espresso ottimismo contro il 20% di pessimisti, a causa dell’incertezza creata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Commento

Analizzando i dati PMI, Nils Müller, Junior Economist presso Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: “Il settore edile italiano ha iniziato il 2026 così come aveva concluso il 2025, ovvero bloccato in contrazione. L’indice PMI HCOB per l’edilizia in Italia è scivolato a 47.7 a gennaio dal 47.9 del mese precedente, segnando il terzo mese consecutivo di cali. Anche se questi sono stati solo lievi, riflettono il crescere delle pressioni sulle attività, nuovi ordini e volumi degli acquisti. Le condizioni climatiche avverse hanno anche limitato la capacità delle aziende di lavorare nei cantieri, aggravandone il calo di attività, e i partecipanti all’indagine hanno anche notato che le forti incertezze continuano ad far diminuire l’interesse dei clienti nel contrattare nuovi lavori. Un netto calo nel sottosettore dell’edilizia residenziale, che con uno dei peggiori valori dal 2020 è rimasto in coda alla classifica e con un grosso margine, ha di nuovo pesato sul valore finale dell’indice principale. L’edilizia non residenziale si è contratta, anche se di poco e con valori simili a quelli degli ultimi mesi. L’ingegneria civile ha dato l’unico barlume di speranza a gennaio, con il primo incremento in cinque mesi, anche se la ripresa è stata minima e insufficiente a controbilanciare la debolezza del settore. Nonostante i deboli programmi di vendita e ridotti volumi degli acquisti, la tendenza dell’occupazione ha sorprendentemente resistito, con un’accelerazione delle assunzioni al livello massimo in sette mesi, poiché le aziende hanno dato priorità all’assunzione di personale con contratti permanenti per sostenere il carico di lavoro ed essere pronte all’afflusso di nuove commesse nei prossimi mesi. I costi sono aumentati al tasso più rapido in otto mesi, spinti dai prezzi più alti delle materie prime e dell’energia, e dall’impatto del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere, anche se l’inflazione è rimasta al di sotto della media di lungo termine. La fiducia rispetto alle prospettive per i prossimi 12 mesi è rimasta positiva anche se è scivolata ancora al di sotto della media storica. La scadenza a breve del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stata menzionata più volte come fonte di incertezza, moderando le aspettative, anche se l’interesse da parte dei clienti e le domande di preventivi hanno offerto un cauto barlume di ottimismo.”