HCOB PMI® Settore Edile Italiano: segnalata una crescita dei nuovi ordini dopo i tre mesi di calo

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Le imprese edili italiane hanno fatto fronte alla crescita dei nuovi ordini di febbraio con un leggero aumento dei livelli di attività, una notevole espansione occupazionale e un nuovo incremento dell’attività di acquisto. Il miglioramento dei nuovi ordini ricevuti è stato leggero e il più forte registrato dal luglio scorso. Le prospettive dell’attività dei prossimi 12 mesi sono cresciute, pur rimanendo contenute rispetto agli standard storici. Sul fronte dei prezzi, le imprese edili hanno nuovamente osservato pressioni crescenti sui costi, con il tasso di inflazione al massimo degli ultimi tre anni, con segnalazioni di aumento dei prezzi delle materie prime.

In salita dal 47.7 di gennaio, l’Indice HCOB PMI® del Settore Edile Italiano, che misura le variazioni mensili dell’attività totale del settore, attestandosi a febbraio a 50.4 è tornato a crescere.

Sebbene solo lieve, l’aumento della produzione edilizia segnalato dall’indice è stato il primo dall’ottobre scorso, ed è stato spesso collegato dalle aziende campione a un miglioramento degli ordini ricevuti e all’apertura di nuovi cantieri edili.

Dei tre sottosettori monitorati, l’attività edile residenziale e quella non residenziale sono aumentate rispetto ai livelli di inizio anno, ponendo fine alle tendenze di contrazione di tre mesi.

Anche se nel complesso solo leggermente, l’attività edilizia residenziale è aumentata al ritmo più veloce in oltre un anno, mentre la crescita dell’attività edile non residenziale ha raggiunto il livello massimo degli ultimi 11 mesi ed è stata modesta.

A febbraio, dopo aver segnalato a gennaio la sua prima espansione in cinque mesi, l’ingegneria civile invece si è contratta solidamente.

A febbraio, per la prima volta in quattro mesi, le imprese edili italiane hanno registrato un aumento dei nuovi ordini. Alcune aziende campione hanno riportato di avere vinto nuovi appalti e nuovi contratti, mentre altre hanno osservato un miglioramento generale dell’interesse dei clienti. L’espansione è stata la più forte dalla metà del 2025 e nel complesso moderata.

A febbraio, la tendenza di crescita del numero dei dipendenti si è estesa a un anno e mezzo, con le aziende che hanno riportato l’assunzione sia di personale con contratto indeterminato che temporaneo. Sebbene il tasso di creazione di posti di lavoro sia stato solo modesto e più debole rispetto all’inizio dell’anno, ha contrastato con la tendenza alla contrazione di lungo periodo.

Dopo tre mesi consecutivi di tagli delle spese, a febbraio è aumentata l’attività di acquisto dei beni, conseguentemente alla crescita degli ordini e dell’apertura di nuovi cantieri edili. Detto questo, il tasso di crescita è stato solo lieve.

I prezzi medi dei beni di febbraio sono stati nuovamente maggiori, in gran parte a causa della pressione al rialzo sulle materie prime. Il tasso di inflazione dei costi si è intensificato per il quinto mese consecutivo ed è stato il più alto in oltre tre anni. Anche le tariffe dei subappaltatori sono aumentate più rapidamente a febbraio.

Guardando al futuro, a febbraio le aziende edili italiane hanno riportato maggiore fiducia nelle loro previsioni di attività a 12 mesi. Quasi un quarto di aziende ha espresso ottimismo e, tra queste, alcune lo hanno collegato alle previsioni di crescita di nuovi ordini e contratti. Nel contesto storico dell’indagine però, tale è fiducia è stata contenuta.

Commento

Analizzando i dati PMI, Jonas Feldhusen, Junior Economist presso Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: “I dati che arrivano dal settore edile italiano sono incoraggianti. Dopo tre mesi consecutivi di calo dell’attività, l’indagine di febbraio è ritornata a espandersi, con uno slancio di crescita di carattere generale. Le aziende edili hanno riportato un miglioramento nel volume complessivo degli ordini e l’occupazione, seppure con un tasso leggermente più debole, ha continuato a crescere. A livello settoriale, rispetto al contesto storico, l’attività edile residenziale ha registrato una forte espansione, così come l’attività edile non residenziale. Solo l’ingegneria civile ha osservato a febbraio un nuovo declino. La positiva spinta della domanda osservata a febbraio ha influenzato l’attività di acquisto delle aziende, e per la prima volta in quattro mesi, infatti, le imprese edili hanno riportato un aumento degli acquisti di beni. Tuttavia, pare che ciò si sia trasformato quasi istantaneamente in problemi di natura logistica e tempi medi di consegna più lunghi. Parallelamente a ciò, si sono intensificate le pressioni sui costi. L’indice dei prezzi relativo è salito al livello più alto degli ultimi tre anni, rappresentando continue difficoltà della catena di distribuzione. Detto ciò, è importante citare che le attuali dinamiche dei costi restano molto distanti dall’aumento dei prezzi registrato intorno al 2022. L’aumento dell’attività non ha ancora fatto aumentare l’utilizzo dei subappaltatori nel settore edile italiano, e ciò potrebbe suggerire una maggiore cautela riguardo alle previsioni per i prossimi mesi. Se si stesse sviluppando una vera e propria crescita, l’utilizzo dei subappaltatori dovrebbe crescere e l’aumento delle tariffe degli stessi è il primo segnale del miglioramento della domanda. Con il recente scoppio della guerra in Medio Oriente, probabilmente sono evidenti nuovi ostacoli per il settore edile nell’Eurozona. All’inizio della settimana i rendimenti dei titoli BTP sono aumentati di circa 20 punti base, e le prospettive dei tassi al momento dipendono fortemente dagli sviluppi del conflitto, specialmente per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, che rappresenta una strettoia per l’approvvigionamento globale di petrolio e gas.”