Horizon 2020: possono partecipare solo le reti-soggetto

 Horizon 2020: possono partecipare solo le reti-soggetto

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[dropcap]A[/dropcap]rriva un altro importate riconoscimento per le reti di impresa, il nuovo strumento di aggregazione imprenditoriale che consente di creare forme di collaborazione tra le imprese basate sull’impegno comune di accrescere la capacità innovativa e la competitività delle singole imprese partecipanti e della rete nel suo complesso.

In base al comunicato diffuso da retimprese.it, le autorità comunitarie avrebbero chiarito che le cosiddette reti-contratto, vale a dire le reti di impresa senza soggettività giuridica,  rientrano tra le figure eleggibili per la partecipazione a Horizon 2020, il nuovo programma settennale di finanziamenti dell’Unione Europea destinato alla ricerca e all’innovazione.

Il Regolamento UE 1290/2013 ed il “Grant Manual, Section on Validation” stabiliscono le norme in materia di partecipazione e  diffusione nell’ambito del suddetto programma quadro di ricerca e innovazione 2014-2020.

Queste normative pongono due requisiti molto importanti per la partecipazione delle reti-contratto ad Horizon 2020:

  • i rappresentanti della rete devono avere la capacità di assumere impegni giuridici in  nome dell’entità che rappresentano;
  • i rappresentati della rete devono offrire garanzie per la tutela degli interessi finanziari  dell’Unione equivalenti a quelle offerte dalle persone giuridiche.

Secondo il comunicato in commento, per quanto riguarda i contratti di rete tali condizioni si considerano soddisfatte quando il contratto di rete autorizza l’organo comune ad agire ed assumere  obbligazioni in nome e per conto della stessa rete, intesa quale gruppo di  imprese partecipanti al contratto di rete stesso e non in nome delle  singole imprese.

Per quanto concerne la tutela degli interessi finanziari dell’Unione, si ritiene che lo stanziamento del fondo patrimoniale comune di rete a garanzia delle obbligazioni assunte dall’organo comune costituisca una valida garanzia. Inoltre, si ritiene che anche la durata del contratto sia un elemento sufficiente ad assicurare la protezione dell’interesse economico dell’Unione Europea, ma tale periodo deve essere  almeno equivalente alla durata del progetto.

Una breve analisi delle norme comunitarie sembrerebbe a prima vista confermare tale analisi.

In effetti, l’art. 131, paragrafo 2. del Regolamento UE n. 1290/2013 afferma che sono ammissibili le domande di sovvenzione presentate da:

  • persone giuridiche;

oppure

  • persone fisiche, se lo esigono la natura o le caratteristiche dell’azione o l’obiettivo perseguito dal richiedente.

Aggiunge la disposizione in commento che «Ai fini della lettera a) del primo comma, possono essere ammissibili le  domande di sovvenzione presentate da entità non aventi personalità giuridica  a norma del rispettivo diritto nazionale, purché i loro rappresentanti abbiano la capacità di assumere impegni giuridici in nome dell’entità e offrano garanzie per la tutela degli interessi finanziari dell’Unione equivalenti a quelle offerte dalle persone giuridiche».

In effetti, anche le istruzioni riportate in inglese, lingua ufficiale dell’Unione Europea, nella sezione “Validation” del “Grant Manual” esprimono gli stessi concetti appena riportati:
«1) III.4.2 Validation
2.1 Legal Entity (pag. 3)
“Legal entity” means any natural or legal person created and recognised as such under national law or international law, that has legal personality and that may, acting in its own name, exercise rights and be subject to obligations. If your organisation does not have legal personality, you may nevertheless be eligible to apply for a Horizon 2020 grant (as “entity without legal personality”), if you can prove that your organisation:
– has representatives who have the capacity to undertake legal obligations on its behalf and;
– can offer guarantees for protecting the EU’s financial interests equivalent to those offered by legal persons (i.e. it has the same financial and operational capacity than that of a legal person with legal personality) (. . .)».

Esaurita la breve analisi di quanto riportato da retimprese.it, si deve però aggiungere che la trasposizione di principi e norme comunitarie nell’ambito delle disposizioni italiane concernenti le reti di impresa presenti alcuni profili di difficoltà che vanno adeguatamente evidenziati.

Il passaggio che desta più perplessità riguarda la condizione per essere ammessi ai bandi Horizon 2020 come reti-contratto, laddove si specifica che i rappresentanti di queste ultime «abbiano la capacità di assumere impegni giuridici in nome dell’entità», vale a dire in nome della stessa rete-contratto.

Il punto è che la rete-contratto, per come è stata modellata dal legislatore italiano, si basa in linea di massima su un rapporto di mandato con rappresentanza diretta tra le imprese in rete (mandanti)  e l’organo comune (mandatario). Quest’ultimo, come stabilito dall’art. 3, comma 4 – ter, D.L. n. 5/2009 e s.m.i., è «incaricato di gestire, in nome e per conto del partecipanti l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso». Dunque “in nome e per conto dei partecipanti” e non in nome della rete.

Per converso, anche nel caso del contratto di rete è certamente possibile per l’organo comune assumere impegni giuridici direttamente in nome e per conto dell’ente rete di imprese, ma questo vale nel particolare modello di rete-soggetto e, ci sentiamo di dire, solo in tale modello.

In altri termini, il legislatore italiano in materia di contratto di rete ha costruito un sistema con due modelli, la rete – soggetto e la rete-contratto: la prima è un’organizzazione che ha acquisito autonoma soggettività civile e tributaria, ragion per cui gli atti posti in essere dall’organo comune vengono direttamente compiuti dalla rete entificata e a questa imputati, in modo non dissimile rispetto a quanto avviene per le società; la rete-contratto è un patto di aggregazione tra più imprenditori che non gode di alcuna autonomia soggettiva e che, in linea di massima, prevede la titolarità pro – quota in capo a ciascuna impresa in rete degli atti (vendite, acquisti, ecc.) posti in essere dall’organo comune in funzione di mandatario della rete stessa.

Ritenere, come sembra fare il comunicato in commento, che si possa inserire nell’atto istitutivo di una rete – contratto una clausola mediante la quale i retisti possano ricondurre gli effetti degli atti giuridici conclusi dall’organo comune direttamente alla rete-contratto, rende superflua la figura della rete-soggetto ed infrange la dualità rete entificata / rete-contratto, dualità universalmente accettata e, soprattutto, posta dal legislatore con modalità tali da far pensare che essa non sia nella disponibilità delle parti.

Ad una diversa conclusione potrebbe portare quanto è dato leggere al secondo periodo della lettera e) del citato comma 4 – ter del D.L. n. 5/2009 e s.m.i.: «L’organo comune agisce in rappresentanza della rete, quando essa acquista soggettività giuridica e, in assenza della soggettività, degli imprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto, salvo che sia diversamente disposto nello stesso…».  Tuttavia, la clausola del «salvo che sia diversamente disposto nello stesso…» non sembra potersi applicare nel senso appena descritto, vale a dire nel senso di consentire all’organo comune di una rete-contratto (senza soggettività) di agire in rappresentanza diretta della rete, e ciò per almeno le seguenti due ragioni:

  • in linea generale, ci si chiede come sia possibile riferire in via diretta obblighi, diritti e doveri ad un soggetto (rete  – contratto) che non esiste nell’ordinamento giuridico;
  • su un piano più specifico, si ribadisce che conferire al rappresentante di una rete-contratto la capacità di assumere impegni giuridici in nome dell’entità rete, significa, di fatto, creare un ibrido di “rete – soggetto e contratto” in un unico ente, ibrido che non sembra possibile configurare allo stato attuale della disciplina in materia di contratto di rete e che apparirebbe, in ogni caso, strutturalmente molto ambiguo.

In conclusione, la partecipazione ai bandi di Horizon 2020, diversamente da quanto annunciato e in base al diritto dell’Unione Europea, sembrerebbe possibile solo alle reti-soggetto, in quanto enti dotati di una propria autonomia giuridica, e non alle reti-contratto, almeno fino a quando non arriveranno nuovi chiarimenti sul punto.

Studio Legale e Tributario Garaffa & Manenti
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