In occasione della Giornata Mondiale delle Micro, Piccole e Medie Imprese dello scorso 27 giugno, è emersa una delle sfide più decisive per il futuro del sistema produttivo italiano: la gestione del passaggio generazionale nelle imprese familiari.
Secondo le evidenze emerse raccolte dall’Istituto I-AER (Institute of Applied Economic Research) e Sole 24 Ore Business School su un campione di oltre 1.700 PMI familiari italiane, il 69% delle aziende sarà coinvolto entro i prossimi 60 mesi in processi di successione. Un dato che si intreccia con un’altra evidenza emersa dalle analisi condotte con il contributo di Sole 24 Ore Business School: il 69% delle PMI italiane dovrà reinventare modelli organizzativi, competenze e processi decisionali entro i prossimi cinque anni per restare competitivo in un contesto economico sempre più complesso.
In questo scenario, la vera sfida non riguarda esclusivamente l’adozione dell’intelligenza artificiale o delle nuove tecnologie, ma la capacità delle imprese di sviluppare competenze manageriali adeguate a governare il cambiamento.
La ricerca evidenzia inoltre che l’81% delle aziende non ha ancora formalizzato un percorso di successione, pur considerando spesso naturale che la guida dell’impresa venga affidata a una figura maschile. Parallelamente, il 93% delle PMI riconosce alle donne un ruolo centrale nella cultura e nelle relazioni aziendali, ma la loro presenza resta limitata nei processi decisionali strategici, finanziari e proprietari.
«L’Italia sta entrando nella più grande transizione proprietaria della propria storia recente e il vero tema non è la disponibilità di eredi, ma la capacità di valorizzare tutto il talento presente nelle organizzazioni», afferma Fabio Papa, Scientific Director dell’Istituto I-AER e coordinatore scientifico MBA Part Time di Sole 24 Ore Business School. «Le tecnologie saranno certamente un fattore abilitante, ma saranno leadership, competenze manageriali e qualità della governance a determinare chi riuscirà ad affrontare con successo i prossimi anni. In questo percorso, la formazione continua rappresenta uno strumento essenziale per preparare manager e imprenditori a guidare il cambiamento, sviluppando le competenze necessarie per gestire la complessità, favorire l’innovazione e accompagnare efficacemente i processi di change management».
Le analisi sviluppate da I-AER evidenziano come i modelli di leadership richiesti nel prossimo decennio saranno sempre più orientati alla gestione della complessità, del cambiamento, dell’innovazione e delle persone. In questo contesto, valorizzare il capitale manageriale femminile rappresenta una leva strategica per rafforzare competitività, resilienza e continuità industriale.
«Il rischio più grande», conclude Papa, «non è la mancanza di eredi, ma la mancata attivazione del talento disponibile. Le imprese che sapranno evolvere i propri modelli manageriali e di governance avranno maggiori probabilità di affrontare con successo sia la transizione generazionale sia la trasformazione economica e tecnologica che ci attende».
