I consumatori ridurranno gli acquisti di Natale del 12,3%

 I consumatori ridurranno gli acquisti di Natale del 12,3%

Il periodo di alta stagione nel settore retail, che va dal Black Friday fino a Natale, quest’anno potrebbe essere caratterizzato da un potenziale calo della spesa di 43,2 miliardi di euro, a causa della complessa situazione socioeconomica.

È ciò che emerge dal rapporto congiunto di Packlink, una delle principali compagnie di soluzioni logistiche online, e Retails Economics, società di consulenza per la ricerca economica focalizzata sul settore dei consumatori e retail, presentato il 25 ottobre in occasione della 6a edizione dell’eCommerce Day lanciato da Packlink.

Lo studio, dal titolo Tendenze d’acquisto nell’alta stagione“, è stato condotto su oltre 8.000 intervistati, sia consumatori che rivenditori, di 8 diversi Paesi (tra cui Spagna, Germania, Francia, Italia e Regno Unito).

Quest’anno i consumatori europei ridurranno i loro acquisti natalizi del 13,8%, mentre gli italiani del 12,3% rispetto allo scorso anno, pari a 1,6 miliardi di euro in meno. Queste cifre significano una spesa fino a 11,7 miliardi di euro in meno in regali rispetto al 2021, con il Regno Unito che risulta il Paese a ridurre di più gli acquisti (22%) mentre la Germania quello a ridurli di meno (9,4%).

Anche le imprese e i consumatori saranno colpiti dall’aumento dei costi. Nove aziende su dieci (91,9%) prevedono di venire colpite dall’aumento dei costi durante l’alta stagione, mentre tre consumatori su cinque (58,0%) prevedono di tagliare la spesa per i prodotti non alimentari a causa dell’aumento del costo della vita.

“È logico che una delle prime misure adottate dai consumatori europei sia quella di risparmiare per contrastare l’aumento dei prezzi. Tuttavia, il settore rimane ottimista in termini di volume delle vendite e attività, anche se i cittadini opteranno per prodotti più economici”, afferma Noelia Lázaro, Direttore Marketing di Packlink.

L’inflazione, fattore principale nelle scelte d’acquisto dei consumatori 

Le cause principali di tale riduzione, secondo gli intervistati, sono l’aumento dell’inflazione (28,8%) e la crescente incertezza economica (18,3%). Inoltre, i fattori principali sono anche la mancanza di risparmio (11,6%) e la perdita di guadagno (11,5%). 

L’attuale crisi continuerà inoltre ad avere un impatto di oltre un quinto (23,35%) sul costo della vita degli intervistati. A questo proposito, in Italia 239 rivenditori intervistati indicano che molte aziende hanno già deciso di adottare misure per alleggerire le proprie spese. Alcune di queste misure vanno dall’aumento dei costi di consegna (34,7%) e dall’estensione del tempo necessario per ricevere il prodotto (26,2%), all’aumento delle promozioni (18,1%), all’eliminazione dei resi gratuiti (10,1%) e al blocco delle assunzioni di nuovi dipendenti (3,3%). 

Inoltre, secondo i dati dell’indagine, le categorie più a rischio di tagli sono: moda (26%), seguita da elettronica (22,3%), giocattoli (20,9%) e prodotti per la casa (19,8%). I prodotti per la salute e la bellezza (17,4%) e il bricolage e il giardinaggio (16,1%) spiccano come le categorie in cui verranno effettuati i tagli minori. Ciò comporterà cambiamenti nelle abitudini dei consumatori tra i canali offline e online nei prossimi mesi.

“L’inflazione sta costringendo gli utenti a rallentare i propri consumi e i profitti dei fornitori. Questa è una situazione che le piccole e medie imprese stanno già affrontando attraverso promozioni e un grande impegno per ottimizzare le proprie risorse e servizi disponibili”, sottolinea Noelia Lázaro, Direttore Marketing a Packlink. 

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