I consumi di alta gamma in Russia: ripresa dal 2017

 I consumi di alta gamma in Russia: ripresa dal 2017

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[dropcap]”L[/dropcap]e incognite del mercato russo di alta gamma”, il convegno organizzato da Fondazione Altagamma, ha fotografato lo scenario macro-economico Russo dove pesano gli effetti della crisi in Crimea, indicatori economici non brillanti e i prezzi d’affitto per il retail tra i più alti d’Europa. Nel 2017 si prevedono i primi effetti positivi dell’ingresso della Russia nel WTO.

Secondo Armando Branchini, vice presidente di Fondazione Altagamma, «più della crisi politica, destinata a passare, saranno le fragilità strutturali dell’economia russa a condizionare i consumi di alta gamma ancora per molti anni. Si prevede un miglioramento nel 2017, quando sarà effettiva la riduzione dei dazi sulle categorie di prodotto più coinvolte nell’alto di gamma. La base attuale dei consumatori di alta gamma non dovrebbe ridurre la sua capacità di spesa, ma l’incognita sarà se la platea di consumatori russi si amplierà o meno».

Dal punto di vista economico emerge una fragilità strutturale dell’economia russa che, eccezione fatta per il settore energetico, mostra un grado di produttività in tutti gli altri settori che la avvicinano più alle economie dei Paesi Emergenti più che a quelli maturi, come si evince dai questi dati:

  • l’inflazione per il 2014 si prevede elevata (6,5%);
  • il PIL non è previsto crescere nel 2014 (la Banca Centrale di Russia stima per il 2015/2016 un +1,7%);
  • nelle ultime settimane, in conseguenza della vicende in Crimea, il rublo risulta inoltre fortemente indebolito;
  • a fronte di ciò si prevede nel breve la più consistente esportazione di capitali degli ultimi anni.

Per quanto riguarda il consumo di beni personali di alta gamma

  • Il mercato russo è il decimo mercato al mondo e il quinto in Europa, con € 5,8 mld nel 2013 (e crescita del 5% sul 2012), ma con una previsione di calo tra il -4% e il -6% per il 2014. Estendendo il perimetro alle altre categorie di prodotti e servizi di lusso, si arriva € 7,5 mld nel 2013, anche qui con un calo previsto per l’anno in corso di circa il 4%-6%.
  • Mosca è la prima città per consumi, con il 59% del totale, San Pietroburgo la seconda con il 16%.
  • Le nuove restrizioni del Governo russo sugli acquisti online dall’estero (la soglia per il duty-free sarà abbassata da €1.000 a €150) dovrebbero favorire nell’immediato futuro il consumo interno.
  • La Russia ha di gran lunga i prezzi di affitto al metro quadro per il retail più alti d’Europa.
  • Il mercato automotive è in calo, ma non quello di alta gamma, che registra invece il segno opposto.
  • Il consumo dei cittadini russi nell’Unione Europea nei primi 5 mesi del 2014 è drasticamente calato rispetto allo stesso periodo 2013. Secondo Global Blue si tratta del -12,8% in Italia e in Francia, del -15,8% in Germania e del -20,1% in Gran Bretagna. Un calo particolarmente pesante soprattutto per l’Italia, che vede nei cittadini russi la prima nazionalità per acquisti.

Redazione

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