I millennials e il mondo del lavoro: approcci e logiche di un mondo che cambia

 I millennials e il mondo del lavoro: approcci e logiche di un mondo che cambia

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[dropcap]P[/dropcap]arlando di millennials (o generazione Y) parliamo di quella fascia della società nata fra gli anni 80 e il primo decennio degli anni 2000. Una fascia, questa, che ancora non trova una collocazione ben definita a causa di abitudini e logiche diverse dalle precedenti.

La caratteristica principale di questa fascia è la forte vicinanza alla comunicazione e ai media in generale, senza escludere quelli digitali. Se vogliamo fare un confronto con la generazione precedente definita “baby boomers”, questo è l’aspetto che risalta maggiormente.

Gli esponenti di questa generazione rappresentano il futuro e non solo, possono diventare risorse strategiche e importanti per diversi brand. Uno anzi due sono i punti fondamentali per riuscire ad attrarre anche un solo giovane di questa generazione. Punto primo: i millennials sono fortemente attratti dai nuovi media ma chi vi lavora, per studio o per esperienza, conosce anche le logiche dei media più tradizionali. Teniamo a mente che molti budget permettono l’integrazione fra queste due ere comunicative. Un secondo punto è la forte spinta motivazionale a lavorare in team sia in presenza e sia via web – pensiamo a strumenti come le mail aziendali e Skype -, ma attenzione all’approccio: sempre più spesso vi è la necessità di moderare queste alternative di dialogo perché il messaggio tende a restare dentro le mura dello strumento. È preferibile, invece, scrivere come il parlato senza tralasciare sfumature importanti e riportare tutto su carta o meglio per iscritto.

Lavorare in questa modalità non è impossibile come si pensa, il progetto Nomadi digitali ci dimostra come si possa lavorare con il web ed un pc pur trovandosi dall’altra parte del mondo.

Ma torniamo a noi, in Italia. Numerose sono le ricerche che dimostrano l’impatto dei millennials sulle aziende. Basti pensare alla forte propensione all’uso dell’IT in mobilità e alla volontà di aggiornarsi continuamente. Chi si occupa “dei conti” aziendali, ma non soltanto, vedrà almeno un vantaggio come una diversa allocazione di alcune voci di costo. Assieme a processi produttivi più snelli.

Che cosa possono fare le aziende? Sicuramente il primo passo è comprendere la vera natura di questa nuova generazione per riuscire a motivarla. Certo è un aspetto: la classica vita da ufficio poco si addice a questi giovani. Il tutto supportato da vere intenzioni perché i millennials non si fidano mica tanto delle promesse fatte dagli uffici marketing delle aziende. Conoscono fin troppo bene le logiche che si nascondono dietro e conoscono bene il proprio potere “contrattuale”, se così lo vogliamo chiamare. Si fidano maggiormente delle persone che conoscono.

Uno spunto utile per le imprese arriva da Mauro Solimene, amministratore delegato di CA Technologies Italia: «Le aziende devono essere in grado di accogliere, agevolare, incanalare l’inedita forma di energia e la capacità innovativa dei millennials per poter far leva sul loro potenziale».

In quanto detto ci vedete tante parole ma pochi fatti? Perfetto! Noi ben accogliamo la sfida e vi faremo, almeno questo il nostro impegno, capire la logica della prossima e nuova generazione e delle nuove professioni digitali che con essa sono nate dando la parola a un esperto che di professioni digitali se ne intende!

Non faremo nomi, diremo soltanto che con il prossimo articolo daremo vita a una sorta di rubrica “L’esperto risponde” per dare qualche input utile. Preparate le domande e non nascondetevi 😉

Ecco un ulteriore motivo per rimanere collegati con questo giornale.

A presto.

Elena Mazzali
Transmedia Web Editor & Content Curator

Elena Mazzali

1 Comment

  • Considerando la marea di idioti che infestano le aziende, buona fortuna

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