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I rapporti di lavoro nel II trimestre 2018

Nel secondo trimestre del 2018 si registrano 3 milioni e 117 mila attivazioni di contratti di lavoro al netto delle Trasformazioni a Tempo Indeterminato (da Tempo Determinato e da Apprendistato), in aumento di circa 138 mila attivazioni (pari a +4,6%) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Ad esse corrispondono circa 2 milioni e 281 mila lavoratori, in crescita di 75 mila unità (pari a +3,4%). Considerando anche le Trasformazioni a Tempo Indeterminato, pari a circa 129 mila, il numero complessivo di attivazioni di contratti di lavoro raggiunge circa 3 milioni 246 mila, in crescita del 5,6%, pari a 172 mila attivazioni in più rispetto al corrispondente periodo del 2017.

La crescita percentuale delle attivazioni interessa tutte le aree del Paese, con valori percentuali di crescita superiori nel Centro (+8,1%) rispetto al Nord (+5%) e al Mezzogiorno (+4,7%). Riguarda, inoltre, maggiormente gli uomini, sia a livello nazionale (+7,5%, a fronte del +3,4% registrato per le donne), che a livello di ripartizione geografica, in particolare nel Centro-Nord del Paese mentre nel Mezzogiorno il gap di genere risulta più contenuto.

Circa il 74% del totale delle attivazioni (2 milioni e 391 mila) è concentrato nel settore dei Servizi, per il quale si registra un aumento tendenziale pari al 4,5%. Per il settore dell’Industria, che assorbe il 13,6% delle attivazioni, il tasso di crescita è pari al 10,5%, nel cui ambito continua a crescere quello delle Costruzioni (+12,2%), in misura superiore rispetto all’Industria in senso stretto (+9,4%). Il settore dell’Agricoltura, infine, che pesa per il 12,8% delle attivazioni totali, fa registrare un incremento del 6,8%.

Le attivazioni dei contratti a Tempo Indeterminato, comprensive di circa 129 mila Trasformazioni (di cui circa 108 mila da Tempo Determinato e 21 mila da Apprendistato), determinano un complessivo flusso in entrata a Tempo Indeterminato pari a circa 527 mila, in crescita di oltre 43 mila attivazioni rispetto allo stesso periodo del 2017 (+9%), risultando superiore alle 485 mila cessazioni a Tempo Indeterminato (+42 mila). Alla crescita tendenziale dei contratti a Tempo Indeterminato osservata nel secondo trimestre del 2018 si associa un incremento anche delle attivazioni a Tempo Determinato (circa 133 mila, pari a +6,4%) e di quelle relative all’Apprendistato (+7 mila, pari al +6,7%), mentre si registra un calo lieve dei contratti di Collaborazione (-0,8%) e uno più sostenuto per la tipologia contrattuale Altro (-3,3%), concludendosi in questo modo un periodo di incremento tendenziale riconducibile all’accelerazione delle attivazioni dei contratti intermittenti, iniziato l’ultimo trimestre del 2016.

La crescita tendenziale dei lavoratori attivati risulta in misura percentuale superiore per i lavoratori over 54enni rispetto a quelli di età inferiore. Il numero di attivazioni pro-capite risulta pari a 1,37, in aumento rispetto al valore pari a 1,35 registrato nel secondo trimestre dell’anno precedente.

Nel secondo trimestre del 2018 si registrano 2 milioni e 775 mila cessazioni di contratti di lavoro, con un aumento del 10,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a +268 mila cessazioni; al numero di cessazioni osservate nel trimestre, si associano 1 milione e 969 mila lavoratori, con una variazione tendenziale del +10,7%, pari a +191 mila unità (Grafico 2).

La crescita tendenziale delle cessazioni e dei lavoratori cessati (entrambe +10,7%) risultano superiori rispetto a quella osservata per le attivazioni e per i lavoratori attivati (rispettivamente +4,6% e +3,4%).

Le cessazioni aumentano in misura maggiore nella componente maschile (+12,1%) rispetto a quella femminile (+9,3%). La crescita interessa tutte le ripartizioni, in particolare il Centro (+12,4%) e il Nord (+11,9%) rispetto al Mezzogiorno (+8,2%). Nel confronto, quest’ultimo presenta un gap di genere inferiore a quello della media nazionale (1 punto percentuale contro 2,8 punti).

Oltre il 76% delle cessazioni è concentrata nel settore dei Servizi con un incremento di 217 mila cessazioni su un totale di 268 mila e una variazione pari a +11,4% rispetto al secondo trimestre del 2017, superiore a quella registrata nel settore agricolo (+8,8%) e in quello industriale (+8,1%), dove la componente dell’Industria in senso stretto (+10,9%) cresce di più rispetto a quella delle Costruzioni (+4,3%).

I rapporti di lavoro cessati a Tempo Determinato registrano la crescita maggiore in termini assoluti (+194 mila unità su un totale di 268 mila, pari all’11,7%), mentre in termini percentuali gli incrementi maggiori sono quelli osservati in corrispondenza della tipologia Altro (+24,8%) e dell’Apprendistato (+19,6%); i con-tratti a Tempo Indeterminato (+7,9 mila unità, pari all’1,7%) e quelli di Collaborazione (+3 mila unità, pari al +2,9%) presentano variazioni positive inferiori.

Con riferimento alla durata effettiva dei rapporti di lavoro, quelli con durata compresa tra 91 e 365 giorni mostrano la più alta crescita tendenziale (+15,3%), seguiti da quelli con durata superiore a 365 giorni (+10,1%) e ai rapporti fino a 30 giorni (+9,8%).

Fra le cause di cessazione dei rapporti di lavoro, aumentano, rispetto al secondo trimestre del 2017, le Dimissioni (oltre 49 mila, pari a +13,8%), mentre prosegue la diminuzione dei Licenziamenti (-4 mila, pari a -2%) e delle cessazioni di attività (-3,5%).

Per quanto riguarda i rapporti di lavoro in somministrazione, nel secondo trimestre del 2018 sono stati registrati 614 mila attivazioni e 589 mila cessazioni, in lieve aumento, pari allo 0,1%, rispetto allo stesso trimestre del 2017.

Anche per questo trimestre, come per l’ultimo del 2017, bisogna registrare che i dati provenienti dalla regione Lazio devono essere considerati parziali a causa del malfunzionamento del sistema informatico di riferimento per le comunicazioni obbligatorie.
Redazione

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