IHS Markit Flash PMI: a settembre si intensifica la contrazione manifatturiera, portando l’eurozona vicina allo stallo

 IHS Markit Flash PMI: a settembre si intensifica la contrazione manifatturiera, portando l’eurozona vicina allo stallo

L’economia dell’eurozona si è avvicinata a livelli di stagnazione alla fine del terzo trimestre, con il più rapido crollo della domanda di beni e servizi in oltre sei anni. Al peggioramento della recessione manifatturiera, che ha indicato la più forte flessione della produzione dal 2012, si è aggiunta l’espansione più lenta del settore terziario. Nel frattempo, calano sia la crescita occupazionale che la pressione dei prezzi e la fiducia sulle prospettive future è rimasta ai livelli più bassi in sette anni.

Secondo la stima dei dati flash, l’Indice PMI® IHS Markit Composito dell’Eurozona, da 51.9 di agosto, è sceso a settembre a 50.4, indicando la più debole espansione della produzione manifatturiera e terziaria da giugno 2013. Il peggioramento è stato causato dal primo crollo dei nuovi ordini di beni e servizi da gennaio scorso, segnando la contrazione più netta da giugno 2013.

Con la carenza di nuovi ordini, le aziende hanno investito le loro forze lavoro sulle commesse inevase, riducendo l’accumulo degli ordini in giacenza per il nono mese sui dieci scorsi. Tale contrazione è stata la più rilevante da novembre 2014 ed ha evidenziato il crescente aumento della

capacità produttiva inutilizzata.

Il deterioramento dell’attuale situazione economica è andato di pari passo all’attuale pessimismo sulle prospettive future.

Le aspettative per l’anno a venire sono rimaste ancorate ad uno dei livelli più bassi dal 2012, accennando solo un lieve rialzo dallo scorso agosto. L’indagine ha messo in risalto le attuali preoccupazioni in merito alle guerre commerciali e alle ansie geopolitiche, soprattutto Brexit, esasperando i timori di un peggioramento delle prospettive di crescita economica e delle condizioni future della domanda, sia a livello nazionale che globale.

Con il crollo dei nuovi ordini e la fiducia sprofondata quasi ai valori minimi in sette anni, il mese di settembre mostra una crescente reticenza ad assumere nuovo personale. I livelli occupazionali hanno mostrato il più lento ritmo di crescita da gennaio 2015, con il terzo rallentamento mensile consecutivo del tasso di assunzione.

Anche la pressione dei prezzi è rallentata. I prezzi medi di vendita di beni e servizi sono a malapena aumentati, indicando il rialzo minore da ottobre 2016, mentre l’inflazione dei prezzi di acquisto è crollata al valore minimo da agosto 2016.

Il deterioramento avutosi a settembre è dovuto al peggioramento della recessione del settore manifatturiero, con la produzione in calo per l’ottavo mese consecutivo ed al ritmo più rapido da dicembre 2012. Gli ordini di beni hanno indicato il crollo più netto da luglio 2012, spinti da una nuova considerevole contrazione delle esportazioni, incluse quelle all’interno dell’eurozona, suggerendo un prossimo e più forte declino nel quarto trimestre.

La fiducia per il prossimo anno del settore manifatturiero è scivolata ai minimi dal 2012, contribuendo ad un nuovo taglio dei posti di lavoro, il più consistente da aprile 2013. Il crollo della domanda si è affiancato all’ulteriore pressione al ribasso dei prezzi di acquisto, che ha indicato la più forte contrazione da aprile 2016 e ha causato una delle maggiori riduzioni dei prezzi di vendita in tre anni e mezzo.

La principale evoluzione avutasi nei mesi recenti è che la fase di deterioramento ha varcato i confini del manifatturiero. Con l’eccezione della debole crescita di inizio anno, legata in parte ai disagi delle proteste avutesi in Francia, l’espansione del settore terziario di settembre è stata la minore da dicembre 2014.

Anche i nuovi ordini destinati ai servizi sono diminuiti, riducendosi al secondo valore più basso dal 2014, e le aspettative di crescita futura sono rimaste tra le peggiori dal 2013. Allo stesso tempo, l’incremento occupazionale è stato il secondo minore da dicembre 2016.

A livello nazionale, in Germania la produzione ha indicato la prima contrazione da aprile 2013 ed al tasso più netto da ottobre 2012. La crescita dei servizi è scesa ai livelli più deboli di quest’anno, mentre il manifatturiero ha subìto il secondo calo più consistente della produzione da giugno 2009. Gli altri indici suggeriscono che a breve termine ci sarà un’altra contrazione: calo record in sette anni dei nuovi ordini compositi e il minore livello di crescita occupazionale in sei anni, vicino alla stagnazione.

Nel frattempo, in Francia, visto che gli ordini esteri sono tornati a peggiorare, i livelli di crescita della produzione e dei nuovi ordini sono scesi ai minimi in quattro mesi. L’espansione del settore terziario è scesa al valore più debole da maggio, mentre la produzione di beni è crollata per l’ottavo mese sui dodici passati, anche se il calo è stato solo marginale.

Anche nel resto dell’eurozona la crescita si è indebolita, segnando i minimi da novembre 2013. Il settore manifatturiero, in flessione per il quarto mese consecutivo, ha segnato il crollo della produzione più cospicuo da maggio 2013, mentre la crescita dell’attività terziaria è rallentata, toccando i valori minimi degli ultimi quattro mesi.

Commento

Commentando i dati PMI Flash, Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “L’economia dell’eurozona è vicina allo stallo, con l’inasprimento della contrazione manifatturiera che mostra mostra di allargarsi sempre di più al settore dei servizi. I dati dell’indagine indicano che il PIL del terzo trimestre dovrebbe aumentare di appena lo 0.1%, con un indebolimento verso la fine del trimestre. Il settore industriale va di male in peggio, soffrendo la contrazione maggiore dal 2012. Detto ciò, la tendenza che desta ulteriori preoccupazioni è l’allargamento del malessere al settore dei servizi, il cui tasso di crescita è rallentato segnando uno dei valori più deboli dal 2014. L’indagine ci suggerisce quanto siano incombenti i rischi di una contrazione dell’economia nei prossimi mesi. Ancora più evidente è che i nuovi ordini per beni e servizi stanno già crollando al tasso più veloce da metà 2013, suggerendo quindi che le aziende proveranno sempre più a ridurre la produzione, a meno che la domanda non riprenda. Inoltre, è stato riportato un ridimensionamento delle assunzioni, diminuite infatti al livello più basso da inizio 2015. Il peggioramento del mercato del lavoro si aggiunge al rischio di tagli della spesa da parte delle famiglie. Il quadro generale di un’economia che si accinge a scivolare verso il declino è evidente dall’ulteriore peggioramento del potere decisionale sui prezzi delle aziende. A settembre, i prezzi medi di vendita di beni e servizi hanno infatti riportato a malapena aumenti. Con dati come questi, aumenteranno le pressioni sulla BCE per aggiungere ulteriori stimoli a quelli appena varati”.

Redazione

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