IHS Markit Flash PMI: all’inizio del 2020 la crescita dell’eurozona resta debole

 IHS Markit Flash PMI: all’inizio del 2020 la crescita dell’eurozona resta debole

I dati flash del PMI di gennaio hanno indicato che l’economia dell’eurozona non è riuscita ad aumentare il ritmo di crescita all’inizio del 2020. L’attività economica ha registrato lo stesso lieve livello di espansione avutosi a dicembre 2019, mantenendo deboli i valori di crescita dei nuovi ordini.

L’analisi approfondita dei dati ha mostrato che la crescita dell’attività terziaria è leggermente diminuita, mentre il settore manifatturiero ha indicato valori quasi stabili. La crescita combinata delle due maggiori economie dell’eurozona, ovvero Francia e Germania, è aumentata ma è stata controbilanciata dalla quasi stagnazione del resto dell’area euro.

Il PMI® flash IHS Markit Composito dell’Eurozona di gennaio è rimasto invariato a 50.9, indicando di nuovo la debole espansione dell’attività all’interno dell’economia dell’eurozona. Fin dall’inizio dell’ultimo trimestre del 2019, il tasso di espansione è rimasto pressoché stabile, registrando il valore più debole in circa sei anni e mezzo.

Ancora una volta, l’espansione si è concentrata sul settore terziario, che però ha assistito ad un aumento dell’attività leggermente più debole di dicembre. Allo stesso tempo, la produzione manifatturiera è rimasta in zona contrazione, registrando però un tasso di declino più moderato che ha indicato il valore più debole degli ultimi cinque mesi.

L’attuale indebolimento della crescita della produzione riflette l’assenza di slancio del flusso dei nuovi ordini, aumentati a gennaio per il secondo mese consecutivo, ma il cui tasso di espansione si è mantenuto marginale. In questo inizio d’anno, i nuovi ordini manifatturieri, con il relativo ritmo di contrazione rallentato al valore più debole da novembre 2018, hanno dato segnali vicini alla stabilità. La stessa situazione va riportata anche agli ordini esteri, compreso il commercio all’interno dell’eurozona.

Se a gennaio il tasso di crescita della produzione e dei nuovi ordini è rimasto debole, le aziende si sono mostrate maggiormente fiduciose in merito all’attività futura. L’ottimismo ha toccato il valore più alto in 16 mesi, grazie soprattutto al quinto miglioramento mensile consecutivo delle aziende manifatturiere, alcune delle quali hanno indicato che la parte peggiore della recente fase di recessione è passata.

La fiducia posta nella produzione futura ha incoraggiato le aziende ad assumere nuovo personale nel mese di gennaio. Il tasso di creazione occupazionale ha registrato un’accelerazione rispetto a dicembre, mantenendosi però debole a causa dei nuovi tagli al personale avutisi nel settore manifatturiero. L’aumento della capacità operativa ha reso le aziende ancora una volta capaci di erodere il livello degli ordini inevasi di gennaio.

Il tasso di inflazione dei prezzi di acquisto è accelerato ed ha toccato il valore più alto in otto mesi, mantenendosi tuttavia debole. A loro volta, le aziende hanno aumentato i prezzi di vendita ad un ritmo pressoché in linea con quelli avutisi nella seconda metà del 2019.

I prezzi di acquisto del settore terziario hanno indicato un incremento forte e accelerato, mentre nel manifatturiero si è mantenuta l’attuale sequenza di contrazione che dura da otto mesi.

Le due maggiori economie dell’eurozona hanno registrato un inizio anno positivo, registrando una crescita della produzione composita che ha toccato il valore più alto in cinque mesi. La Germania in particolare, grazie al primo incremento dei nuovi ordini da giugno scorso, ha mostrato segnali di ripresa indicando la seconda crescita della produzione generale mensile consecutiva. La maggiore espansione dell’attività terziaria e la minore contrazione della produzione manifatturiera hanno entrambe contribuito al miglioramento del quadro economico.

A gennaio, l’economia della Francia ha continuato ad indicare una prestazione forte con il decimo aumento mensile consecutivo della produzione e dei nuovi ordini. Tuttavia, visto l’indebolimento della crescita del settore terziario, i tassi di espansione hanno indicato valori meno forti.

Il resto dell’eurozona ha mostrato segnali di indebolimento. La crescita della produzione è diminuita segnando i valori minimi in sei anni e mezzo e mostrando che l’attività economica al di fuori del territorio tedesco e francese è vicina alla stagnazione. Infatti, il volume dei nuovi ordini è rimasto invariato e le aziende hanno registrato un aumento solo marginale dei posti di lavoro.

Commento

Commentando i dati PMI Flash, Andrew Harker, Associate Director presso IHS Markit ha dichiarato: “A gennaio a cambiare è stato solo l’anno in quanto la performance dell’economia dell’eurozona è rimasta sicuramente familiare. La crescita della produzione è rimasta invariata rispetto al modesto tasso osservato a dicembre. Tale dato ha mostrato un’economia che ancora una volta non è riuscita a registrare una ripresa dell’espansione. La mancanza di crescita dell’economia si è verificata nonostante alcuni fattori positivi. Il settore dei servizi è rimasto in territorio di espansione, mentre pare che il peggio della contrazione manifatturiera sia ormai passato, evolvendosi sempre più verso la stabilizzazione. Francia e Germania hanno continuato a crescere, mentre l’ottimismo dell’area della moneta unica è balzato al livello più alto in 16 mesi. Nelle altre nazioni, la debolezza resta invece evidente. I nuovi ordini sono rimasti invariati e la crescita dell’attività economica è rallentata sino alla quasi stagnazione.
Generalmente parlando, uno scenario più stabile sia della crescita che dell’inflazione, probabilmente rassicurerà la Banca centrale europea nel mantenere al momento invariata la politica monetaria, avviando però un riesame della strategia da seguire”.

Redazione

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