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IHS Markit Flash PMI: con il calo del manifatturiero, la crescita dell’eurozona resta debole

Nel mese di febbraio, nonostante la leggera accelerazione della produzione del settore privato, il tasso di espansione dell’eurozona è rimasto debole. A pesare sulla prestazione economica complessiva è stato peraltro il settore manifatturiero, scivolato in zona contrazione durante il mese.

Dalla lettura dei dati preliminari ‘flash’, l’Indice IHS Markit PMI® Composito dell’Eurozona di febbraio ha indicato 51.4, in rialzo rispetto a 51.0 di gennaio e segnando il valore più alto in tre mesi. L’indice viene solitamente calcolato in base all’85% circa delle risposte mensili totali e, nonostante l’accelerazione rispetto al valore minimo in cinque anni e mezzo di gennaio, il tasso di espansione si è mantenuto modesto.

La crescita generale è dovuta al terziario, settore in cui l’attività è accelerata segnando il valore più rapido in tre mesi, registrando uno scenario migliore in Germania ed un consolidamento in Francia. C’è pero da aggiungere che la produzione manifatturiera dell’eurozona ha indicato la prima contrazione da giugno 2013.

Se l’attività economica ha indicato un tasso di crescita più rapido, si sono comunque mantenuti segnali di indebolimento della domanda, visto il calo dei nuovi ordini per il secondo mese consecutivo. È nel settore manifatturiero che si è accentrata principalmente la causa dell’indebolimento della produzione e dei nuovi ordini, indicando questi ultimi il calo più accentuato in quasi sei anni, con inoltre una contrazione delle esportazioni più rapida di gennaio.

A febbraio, l’occupazione ha mantenuto un tenore positivo, nonostante la riduzione sia dei nuovi ordini che del lavoro inevaso. Le assunzioni hanno indicato un forte incremento, maggiore rispetto a gennaio segnando valori più rapidi nel settore terziario e mantenendosi stazionarie nel manifatturiero.

Anche i dati sulla fiducia sono stati positivi, indicando il più alto valore di ottimismo in quattro mesi sulle prospettive di attività nei prossimi 12 mesi. Tuttavia, nel settore manifatturiero, l’ottimismo si è affievolito.

Nel frattempo, a metà del primo trimestre, le pressioni inflazionistiche sembrano affievolirsi. Si è registrato un indebolimento dell’inflazione dei prezzi d’acquisto per il quarto mese consecutivo che ha segnato il valore più debole in un anno e mezzo. Anche i prezzi di vendita hanno indicato il più lento incremento in 18 mesi. Entrambi i settori hanno registrato valori inflazionistici più deboli.

La differenza tra le prestazioni di febbraio del manifatturiero e del terziario si è mostrata più evidente in Germania, dove, grazie allo slancio dei nuovi ordini, il terziario ha registrato un aumento dell’attività forte ed accelerato. Viceversa, la manifattura è scesa in zona contrazione, segnando il primo calo della produzione in quasi sei anni e un netto decremento dei nuovi ordini. Le aziende monitorate hanno fatto continui riferimenti alla crisi del settore automobilistico.

Nonostante i riferimenti delle aziende intervistate ai persistenti disagi provocati dalle proteste dei ‘gilet gialli’, in Francia si sono avvertiti segnali di stabilizzazione. Il settore dei servizi ha indicato un calo solo marginale, mentre la produzione manifatturiera è rimasta stazionaria dopo due mesi di contrazione.

Al di fuori delle due maggiori economie, la crescita della produzione è stata solo modesta, decelerando per il secondo mese consecutivo e toccando il valore più debole da novembre 2013. Sono rallentati i tassi di espansione del manifatturiero e dei servizi.

Commento

Commentando i dati PMI Flash, Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “L’economia dell’eurozona di febbraio è rimasta vicina alla stagnazione. Nel corso del mese, il PMI flash ha indicato solo un leggerissimo rialzo, continuando a registrare uno dei tassi di espansione più deboli dal 2014. I dati dell’indagine ci suggeriscono che è improbabile che nel primo trimestre il PIL superi lo 0.1% di crescita. La Germania si prepara a crescere dello 0.2%, grazie al supporto del settore terziario, ma la Francia sembra destinata alla stagnazione o addirittura ad una leggera contrazione. Nel frattempo, il resto della regione, sta vivendo il suo periodo peggiore da fine 2013, con una crescita a febbraio scivolata quasi in zona stagnazione. Ci sono stati anche segnali di sollievo, con alcune aziende che hanno intensificato i preparativi prima dell’evento Brexit, mentre in Francia le proteste dei ‘gilet gialli’ si sono attenuate. Tuttavia, il quadro generale mostra un più modesto contesto economico rispetto all’anno scorso. L’indebolimento degli ordini è collegato alla combinazione di difficoltà e timori crescenti, comprese le preoccupazioni derivate dal protezionismo commerciale globale, Brexit, la crisi del settore auto, le maggiori incertezze politiche e l’inquietudine di fronte alle più ampie prospettive economiche future. La crescente avversione al rischio ha dunque fatto crollare la domanda, gli investimenti e la propensione all’acquisto. Tale indebolimento è dovuto principalmente al manifatturiero, cha ha attualmente registrato la sua prima contrazione da metà 2013. Ed il tasso di contrazione del settore dedicato alla produzione dei beni sembra destinato a peggiorare nei prossimi mesi, visto che gli ordini acquisiti deminuiscono sempre di più. In molte nazioni e soprattutto in Germania, la forte domanda locale ha continuato a supportare la crescita del settore terziario e a controbilanciare la flessione del settore manifatturiero. Tuttavia, il tasso generale di crescita del settore terziario ha mantenuto uno stato quasi agonizzante rispetto a quanto abbiamo assistito in buona parte dell’anno scorso. Nel frattempo, conseguentemente all’indebolimento della domanda, le pressioni sui prezzi continuano ad attenuarsi”.

Redazione

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