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IHS Markit Flash PMI® sull’Eurozona: il PMI di agosto indica un’espansione stabile ma l’ottimismo segna i valori minimi in due anni

I dati dell’indagine Flash PMI di agosto hanno indicato che l’economia dell’eurozona ha continuato a crescere, anche se il tasso di espansione è rimasto tra i più deboli dell’ultimo anno e mezzo. Le aspettative di crescita futura delle aziende sono intanto scivolate al valore più basso in quasi due anni.

Secondo la stima flash, basata su circa l’85% delle consuete risposte, l’Indice IHS Markit PMI Composito dell’Eurozona di agosto si è posizionato su 54.4, in leggero aumento rispetto a 54.3 di luglio.

L’incremento ha indicato un rialzo mensile della produzione, registrando il terzo valore più debole da gennaio 2017, fortemente inferiore ai livelli di espansione avutisi ad inizio anno.

Anche se i tassi di crescita siano leggermente migliorati sia nel manifatturiero che nel terziario, entrambi i settori hanno indicato alcuni tra i valori più deboli da almeno un anno e mezzo.

Allo stesso modo, la crescita dei nuovi ordini e aumentata marginalmente in entrambi i settori, segnando tuttavia i terzi valori più deboli da dicembre 2016. Particolarmente fiacchi sono stati i risultati del manifatturiero, dove le esportazioni hanno registrato il minor aumento mensile in due anni.

Il volume complessivo degli ordini ricevuti ma non ancora completati è continuato a salire, anche se al tasso più debole in 19 mesi. Se nel terziario le commesse inevase sono leggermente aumentate, nel manifatturiero hanno indicato incrementi marginali, i più bassi in poco più di tre anni.

Il minor accumulo di ordini non completati si può collegare al ridotto afflusso di nuovi ordini rispetto all’inizio dell’anno e la forte creazione occupazionale.

La crescita occupazionale ha registrato il valore più alto in sei mesi, avvicinandosi ancora una volta ai tassi record storici. Eppure, se gli organici del settore terziario hanno indicato i numeri più alti da ottobre 2007, la crescita degli impieghi del manifatturiero è scesa ai minimi in 17 mesi.

Le aspettative future sull’attività, si sono abbassate ai minimi in 23 mesi, segnando il valore più basso del manifatturiero in 34 mesi e in 21 mesi nel terziario. L’ottimismo ha subìto contraccolpi dovuti al rallentamento della domanda, all’aumento dei prezzi e le maggiori tensioni politiche.

I dati flash hanno inoltre indicato che la pressione sui prezzi è rimasta forte, rilevando in alcuni paesi aumenti salariali e costi maggiori del carburante, dei trasporti e delle materie prime. Tuttavia, anche se il tasso d’inflazione dei prezzi di acquisto e di vendita si è mantenuto tra i più alti degli ultimi sette anni, in entrambi i casi è diminuito ai minimi in tre mesi, rallentando sia nel manifatturiero che nel terziario.

La crescita è accelerata in Francia e Germania, rallentando però nel resto dell’eurozona.

Il tasso di crescita dell’economia del settore privato della Germania, è cresciuto al valore più rapido da febbraio, suggerendo come durante il terzo trimestre si osserverà ad una crescita più rapida rispetto al secondo. Tale ripresa è stata guidata dalla prestazione più forte del settore terziario. La produzione manifatturiera ha indicato gli stessi ritmi di aumento di luglio, ma la crescita delle esportazioni è scivolata al valore minore in più di due anni. la crescita occupazionale si è mantenuta vicina ai record tedeschi, ma il minor accumulo di ordini inevasi suggerisce che nei prossimi mesi i ritmi di assunzione si ridurranno.

Anche la Francia ha assistito ad un aumento della crescita, segnando il record in quattro mesi ed un’espansione maggiore sia nel manifatturiero che nel terziario. Tuttavia, anche se entrambi i settori hanno registrato un maggiore afflusso di ordini, i tassi di crescita si sono mantenuti nettamente al di sotto degli alti valori di inizio anno. Ciò è particolarmente evidente soprattutto per l’esportazione di beni, ed il terzo trimestre sembra al momento annunciare la più debole crescita della produzione dal 2016. Anche le aspettative sono nettamente diminuite in entrambi i settori, segnando il valore combinato più basso in 21 mesi. La creazione occupazionale è rimasta vivace, anche se preannuncia il più debole incremento in un anno.

In altri paesi dell’eurozona, i tassi di crescita di produzione e di nuovi ordini sono rallentati ai minimi in 22 mesi, con le aspettative future che hanno toccato i valori più bassi in cinque anni.

Commentando i dati PMI Flash, Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Analizzando i dati dell’indagine, pare che il tasso di crescita dell’economia dell’eurozona di agosto sia rimasto stabile, lasciando ben sperare che durante il terzo trimestre si potrebbe osservare una crescita del PIL uguale a quella avutasi nel secondo trimestre dello 0.4%. Infatti, l’indagine suggerisce che i dati ufficiali raccolti sinora potrebbero essere corretti leggermente al rialzo. Anche l’incremento occupazionale rimane positivamente elevato, dato questo che dovrebbe stimolare la spesa dei consumatori e aiutare a controbilanciare la continua debolezza delle esportazioni. Con gli indicatori dell’attività, del livello occupazionale e dei prezzi che sono rimasti elevati, l’indagine di agosto manda segnali duri ai responsabili delle politiche economiche della BCE. Detto ciò, gli indicatori che anticipano le tendenze suggeriscono che questo andamento potrebbe indebolirsi a fine estate. Sono comunque evidenti alcuni segnali allarmanti. L’analisi dei dati passati mostra che, per sostenere l’attuale produzione e la crescita occupazionale dei prossimi mesi, è necessaria una maggiore domanda, evento questo che probabilmente non si verificherà. Secondo le previsioni delle aziende campione circa l’attività futura, l’escalation delle preoccupazioni di natura politica, l’aumento dei prezzi e il recente rallentamento della crescita dei nuovi ordini hanno tutti contribuito ad alimentare le aspettative più pessimistiche in quasi due anni. Nel settore manifatturiero, conseguentemente al quasi stallo delle esportazioni dovuto alle preoccupazioni sulla guerra commerciale, l’ottimismo è apparso in discesa al valore minimo in quasi tre anni. Con il manifatturiero che nei prossimi mesi pare sia il settore più suscettibile ad un rallentamento di natura commerciale, tutte le speranze si pongono su una forte crescita del terziario. Tale settore, avvicinandoci all’autunno, dovrebbe sostenere la crescita economica, ma anche in questo caso, l’ottimismo è crollato al valore più basso in quasi due anni”.

Redazione

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