IHS Markit PMI: a dicembre migliorano ulteriormente le condizioni operative del settore manifatturiero italiano

 IHS Markit PMI: a dicembre migliorano ulteriormente le condizioni operative del settore manifatturiero italiano

Gli ultimi dati PMI® hanno mostrato a dicembre un nuovo miglioramento delle condizioni del settore manifatturiero italiano, con la crescita della produzione in accelerazione per via del rinnovato aumento dei nuovi ordini ricevuti. Le imprese hanno inoltre continuato ad assumere personale ad un tasso incrementato moderatamente.

Le attuali misure restrittive anti Covid-19 a livello mondiale hanno continuato ad influenzare la catena di distribuzione, infatti i tempi medi di consegna si sono allungati al tasso maggiore da maggio. La carenza di materiale e i ritardi hanno ulteriormente spinto i prezzi al rialzo, aumentando quindi notevolmente i prezzi di acquisto.

L’Indice destagionalizzato PMI (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ha registrato a dicembre 52.8, in salita da 51.5 di novembre, e ha segnalato un moderato miglioramento dello stato di salute del settore.

Il fattore principale della ripresa è stata la settima ripresa mensile consecutiva della produzione, ad un tasso in accelerazione per via della migliore domanda in alcuni settori. Inoltre, è stato riportato un nuovo aumento del flusso di nuovi ordini, anche se il tasso di espansione è apparso in generale marginale.

L’allentamento delle restrizioni anti Covid-19 nei mercati chiave ha però causato un aumento della domanda estera.  Di conseguenza, dopo il leggero declino di novembre, le esportazioni sono aumentate notevolmente.

Detto ciò, a causa della maggiore esigenza produttiva, per il quarto mese consecutivo le aziende hanno assunto personale. Il tasso di creazione occupazionale è stato inoltre il più veloce in quasi due anni e mezzo.

Allo stesso tempo, a dicembre è diminuito ulteriormente il lavoro inevaso, ad un tasso che è stato generalmente modesto e il più lento da aprile.

Le misure restrittive anti Covid-19 sono state nel frattempo collegate all’ulteriore deterioramento dei tempi medi di consegna dei fornitori e a dicembre è stato riportato l’allungamento delle consegne maggiore da maggio.

I costi medi di dicembre sono di conseguenza di nuovo aumentati, con le aziende campione che hanno attribuito l’ultimo aumento alla carenza di prodotti, ai prezzi maggiori presso i fornitori e ai maggiori costi di materie prime e trasporti.

Allo stesso tempo, a dicembre è diminuito ulteriormente il lavoro inevaso, ad un tasso che è stato generalmente modesto e il più lento da aprile.

Le misure restrittive anti Covid-19 sono state nel frattempo collegate all’ulteriore deterioramento dei tempi medi di consegna dei fornitori e a dicembre è stato riportato l’allungamento delle consegne maggiore da maggio.

I costi medi di dicembre sono di conseguenza di nuovo aumentati, con le aziende campione che hanno attribuito l’ultimo aumento alla carenza di prodotti, ai prezzi maggiori presso i fornitori e ai maggiori costi di materie prime e trasporti.

Il tasso di inflazione è stato il maggiore da luglio 2018.

In risposta ai maggiori costi, per il secondo mese consecutivo sono aumentati i prezzi medi di fabbrica. Il tasso di aumento è accelerato al livello maggiore in due anni ma è rimasto modesto.

I dati di dicembre hanno inoltre sottolineato un rinnovato aumento dell’attività di acquisto causato dalla creazione delle giacenze da parte delle aziende in risposta alle maggiori vendite e alle previsioni di un incremento di domanda futura. Le giacenze degli acquisti, anche se leggermente, sono aumentate per la prima volta da giugno, mentre ancora una volta e a causa della puntualità delle consegne dei loro ordini, sono diminuite quelle dei prodotti finiti.

Guardando al futuro, a dicembre le aziende campione sono rimaste ottimiste prevedendo una maggiore attività per i prossimi 12 mesi. Il livello di ottimismo, infatti, è aumentato al livello maggiore in 3 mesi, ed è stato attribuito dalle aziende alle notizie positive sul vaccino, alle maggiori vendite e alla speranza di una forte ripresa economica.

Commento

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato: “In questa fine d’anno continua la ripresa del settore manifatturiero italiano, con la produzione in espansione per il settimo mese consecutivo. Anche se minimamente, i nuovi ordini sono ritornati a crescere, con l’aumento che però arriva maggiormente dalla domanda estera che ha indicato un forte incremento dopo il leggero calo di novembre. Le restrizioni anti Covid-19 hanno però continuato ad avere un impatto sulla catena di distribuzione, che ha registrato i maggiori ritardi da maggio. La carenza di materiale e il prezzo dei trasporti hanno fatto innalzare ancora una volta il carico dei costi, e le imprese manifatturiere hanno registrato il maggiore tasso di inflazione dei costi di acquisto da metà 2018. Detto ciò, conseguentemente  all’attuale  ripresa,  le aziende manifatturiere hanno mostrato il livello maggiore di ottimismo sulla produzione dei prossimi 12 mesi da agosto scorso, attribuendo le positive aspettative al miglioramento della domanda, alla forte ripresa economica post pandemica e alle buone notizie riguardanti il vaccino”.

Redazione

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