IHS MARKIT PMI: a febbraio il settore manifatturiero italiano continua a contrarsi

 IHS MARKIT PMI: a febbraio il settore manifatturiero italiano continua a contrarsi
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A febbraio, per il diciassettesimo mese consecutivo e principalmente a causa della riduzione della produzione e dei nuovi ordini, peggiorano le condizioni operative del settore manifatturiero italiano. La produzione è diminuita ad uno dei tassi più veloci dell’attuale sequenza di contrazione di 19 mesi, mentre i nuovi ordini si sono contratti leggermente. Anche la domanda estera si è indebolita, con le esportazioni che sono diminuite per il decimo mese consecutivo. Allo stesso tempo, le aziende campione hanno ridotto nuovamente, ed a un tasso più veloce, la loro forza lavoro. Sul fronte dei prezzi invece, il carico dei costi è diminuito per via del prezzo più basso delle materie prime, mentre i prezzi di vendita sono calati al tasso maggiore da inizio 2015.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – è diminuito da 48.9 di gennaio e con il valore di 48.7 di febbraio ha segnalato il diciassettesimo mese consecutivo di peggioramento dello stato di salute del settore manifatturiero italiano. Nonostante accelerato rispetto a gennaio, il tasso di contrazione è risultato tra i più deboli dell’attuale sequenza di contrazione ed è risultato in generale moderato.

L’ulteriore crollo della produzione e dei nuovi ordini ha influito sulla prestazione generale del settore. La produzione è diminuita notevolmente ad uno dei tassi più veloci dell’attuale sequenza di riduzione di 19 mesi, con le aziende campione che hanno riportato deboli condizioni della domanda. Anche gli ordini ricevuti sono risultati inferiori, malgrado la riduzione sia stata tra le più deboli dallo scorso maggio.

A febbraio e per il decimo mese consecutivo diminuisce la domanda estera per beni manifatturieri italiani. Detto ciò, la riduzione è stata in generale lieve e la seconda più debole degli ultimi sei mesi.

Così come è stato il caso degli ultimi nove mesi, le imprese manifatturiere italiane hanno riportato a febbraio una riduzione della loro forza lavoro. I tagli riportati, pur risultando lievi, sono stati più veloci rispetto a gennaio e allo stesso tempo, continua a diminuire la pressione sulla capacità, con il lavoro inevaso che è calato per il ventitreesimo mese consecutivo. Le aziende campione hanno riportato come la minore esigenza produttiva ha permesso loro di ridurre gli ordini in fase di lavorazione.

Allo stesso tempo, così come successo in cinque mesi durante gli scorsi sei, diminuisce a febbraio la pressione sui costi. Le aziende hanno collegato la lieve riduzione ai minori costi per le materie prime. Durante l’ultima indagine il calo dei prezzi di acquisto è stato trasferito ai clienti finali, i prezzi di vendita infatti sono diminuiti e al tasso più veloce in più di cinque anni.

A causa delle minori vendite, l’attività di acquisto nel frattempo è diminuita per il ventesimo mese consecutivo ed a un tasso elevato. Le giacenze dei semilavorati e delle materie prime inoltre hanno riportato una contrazione, anche se il tasso di declino è stato il più debole dallo scorso ottobre.

Per concludere, a febbraio le imprese manifatturiere italiane sono rimaste ottimiste per quanto riguarda l’aumento dell’attività del prossimo anno. Tali prospettive, anche se leggermente più moderate rispetto a gennaio, sono state attribuite alle previsioni di migliori condizioni della domanda.

COMMENTO

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit che elabora il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “L’indagine PMI di febbraio ha sottolineato l’ennesima prestazione deludente del settore manifatturiero italiano, con le condizioni operative in peggioramento per il diciassettesimo mese consecutivo. La produzione è diminuita ad uno dei tassi più veloci dell’attuale sequenza di contrazione di 19 mesi, mentre i nuovi ordini hanno continuato a riportare crolli e i tagli occupazionali sono aumentati più velocemente. Sul fronte dei prezzi, quelli di acquisto sono diminuiti lievemente e le aziende del settore lo hanno attribuito al declino delle materie prime. Alla luce della riduzione dei costi e delle pressioni competitive, le aziende hanno diminuito le loro tariffe al tasso più veloce da gennaio 2015. Con il declino annuale del 3.4%, dello scorso dicembre, gli ultimi dati ufficiali hanno evidenziato la contrazione della produzione manifatturiera maggiore da fine 2018. I dati PMI di gennaio e febbraio hanno indicato l’ennesima riduzione che potenzialmente potrebbe avere un’entità maggiore, con nessun segnale di un’imminente ripresa”.

Redazione

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