IHS Markit PMI: a febbraio, l’Eurozona registra la crescita più forte in sei mesi

 IHS Markit PMI: a febbraio, l’Eurozona registra la crescita più forte in sei mesi

Rispetto all’ultima stima flash, l’Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita di febbraio con 51.6, è risultato invariato. Il valore finale ha quindi indicato un miglioramento da 51.3 di gennaio e la più forte espansione dell’economia del settore privato dell’eurozona degli ultimi sei mesi.

Il leggero rafforzamento della crescita è stato sostenuto dal rialzo forte e più stabile dell’attività del settore terziario, unito ad una contrazione più debole della produzione manifatturiera. Sebbene la manifattura abbia indicato la tredicesima contrazione mensile, quest’ultima ha registrato il ritmo di contrazione più lieve da maggio 2019.

Leggendo i dati nazionali di febbraio, tutti i paesi monitorati hanno indicato un’espansione e l’Irlanda, con forte distacco, ha segnato il tasso di crescita più elevato. Restano solidi i valori registrati in Francia e Spagna, con prestazioni migliori di gennaio in entrambi i paesi. Al contrario in Germania e in Italia, l’attuale debolezza del settore manifatturiero ha limitato la ripresa dell’attività generale, che ha registrato rialzi solo marginali.

Il livello dei nuovi ordini ricevuti dalle aziende appartenenti al settore privato dell’eurozona è aumentato per il terzo mese consecutivo. La crescita però, indebolita dalla contrazione delle esportazioni, è rimasta modesta. Sta di fatto che gli ultimi dati hanno mostrato la diciassettesima contrazione mensile consecutiva degli ordini esteri.

In linea con la tendenza iniziata a novembre 2014, i livelli occupazionali hanno continuato a salire. L’ultimo valore di crescita è stato tuttavia modesto e invariato rispetto a gennaio. Oltretutto, sebbene nell’intera regione siano stati registrati tassi di assunzione in crescita, i livelli sono stati differenti: dai trascurabili rialzi registrati in territorio tedesco ai forti aumenti francesi.

La creazione dei nuovi posti di lavoro ha reso le aziende capaci di gestire il carico di lavoro, come evidenziato dal calo di ordini inevasi per il dodicesimo mese consecutivo.

Allo stesso tempo, i dati sui prezzi hanno indicato un’altra forte crescita dei prezzi medi di acquisto. L’inflazione è stata ancora una volta alimentata dall’aumento delle spese relative all’occupazione del settore terziario mentre il manifatturiero ha di nuovo registrato una riduzione dei costi.

Le aziende hanno tuttavia faticato a trasferire l’aumento dei costi al cliente e nonostante i prezzi di vendita abbiano continuato a salire, lo hanno fatto solo in modo modesto.

I livelli di fiducia registrati a febbraio sull’attività futura sono stati poco inferiori al record in 16 mesi di gennaio. Dai commenti raccolti nei vari paesi dell’eurozona, sono emerse preoccupazioni sul potenziale impatto economico causato dal peggioramento dell’epidemia del Covid-19. Le aziende tedesche si sono di nuovo mostrate le meno ottimiste, mentre in Irlanda si sono registrati i livelli di fiducia più alti.

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A febbraio, l’Indice PMI® IHS Markit dell’Attività Terziaria dell’eurozona è salito a 52.6 da 52.5 del mese precedente, estendendo a più di sei anni e mezzo la sequenza di crescita. Quest’ultima espansione ha tuttavia registrato un andamento più lento rispetto alla media del periodo. Nei paesi dell’eurozona sono stati registrati tassi di incremento simili ad eccezione dell’Irlanda, la cui attività ha indicato un ritmo considerevole, il più forte in più di due anni.

Il flusso dei nuovi ordini a febbraio è fortemente aumentato, con un tasso di crescita mantenutosi quasi constante in questi ultimi tre mesi. Tale rialzo è stato alimentato dalla domanda interna, visto che le esportazioni hanno registrato il più forte calo degli ultimi cinque mesi.

Anche se il tasso di crescita occupazionale di febbraio è diminuito rispetto al mese precedente, le aziende terziarie hanno continuato ad assumere. Ciononostante, visto che gli ultimi dati hanno mostrato livelli di inevaso quasi invariati, la capacità operativa aggiuntiva ha contribuito nel mantenere il carico di ordini sotto controllo.

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione dei costi è rallentata rispetto a gennaio sebbene abbia continuato a superare quella relativa ai prezzi di vendita che a febbraio sono aumentati in modo modesto.

Infine, i livelli di fiducia sono rimasti stabili, indicando solo un leggero rallentamento rispetto al record in nove mesi di gennaio.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “L’economia dell’eurozona di febbraio ha mostrato capacità di tenuta di fronte ai disagi dovuti dall’insorgenza del coronavirus, ma analizzando più a fondo i dati raccolti si intravedono segnali di potenziali problemi nel prossimo futuro. Il tasso generale di espansione ha indicato una leggera ripresa, soprattutto legata all’aumento della domanda nazionale che ha alimentato l’attività dei servizi, accompagnata ai segnali di un rallentamento della recessione del mercato manifatturiero. Tuttavia, visto il calo della domanda dovuto al virus, gli ordini esteri sia di beni che di servizi sono in forte diminuzione, e l’allungamento generale dei tempi di consegna rappresenta una minaccia per la produzione futura. Nel settore terziario, un crescente numero di aziende registra una perdita di ordini legata all’epidemia, soprattutto in settori legati all’accoglienza, il trasporto ed il turismo ma anche in aree legate ai servizi finanziari. Ciò si traduce in un indebolimento della crescita sia della produzione che della domanda, e similmente la cautela a creare nuovi posti di lavoro ha relegato la creazione occupazionale ad un livello di crescita tra i più bassi in più di cinque anni. Anche le aspettative future hanno indicato una contrazione, dovuta largamente all’aumento delle minacce imposte dal virus. Se al momento i dati PMI di questo primo trimestre stanno segnalando una crescita dello 0.1-0.2% del PIL, i rischi di un potenziale indebolimento dell’economia di marzo appaiono evidenti”.

Redazione

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