IHS Markit PMI: a febbraio si rafforza ulteriormente la crescita manifatturiera in Italia

 IHS Markit PMI: a febbraio si rafforza ulteriormente la crescita manifatturiera in Italia

Secondo gli ultimi dati PMI®, dopo la robusta prestazione di gennaio, il settore manifatturiero italiano migliora ulteriormente, con un tasso di crescita in forte accelerazione. La produzione manifatturiera e i nuovi ordini sono cresciuti ai tassi maggiori in tre anni per via del sostenuto aumento della domanda riportato dalle aziende intervistate. I produttori manifatturieri hanno di conseguenza assunto più personale a livelli mai osservati da metà 2018, mentre rimangono storicamente elevate le previsioni sull’attività dell’anno prossimo.

Detto ciò, continua però ad intensificarsi la pressione sui costi, e gli attuali problemi sulla catena di distribuzione e la carenza di materiale hanno causato il più veloce tasso di inflazione in quasi dieci anni.

L’Indice destagionalizzato PMI (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – è aumentato a febbraio al livello maggiore in 37 mesi posizionandosi su 56.9, in salita da 55.1 di gennaio, e ha segnalato un elevato miglioramento dello stato di salute del settore manifatturiero italiano.

Il motivo principale della continua ripresa è stata la crescita più veloce dei nuovi ordini e della produzione, aumentati per entrambi i parametri al livello più veloce da febbraio 2018. Secondo le aziende campione, l’allentamento delle restrizioni anti Covid-19 ha favorito lo sblocco della domanda latente, causando quindi l’aumento delle vendite sia nazionali che estere.

Senza ombra di dubbio, gli ordini provenienti dall’estero sono aumentati a febbraio e per il terzo mese consecutivo, con l’ultimo aumento che è stato in generale elevato e il più veloce da dicembre 2017.

Le aziende produttrici italiane hanno allo stesso tempo registrato a febbraio l’ennesimo incremento della loro attività di acquisto, ad un tasso di crescita risultato il maggiore da gennaio 2018. Nonostante ciò, le giacenze presso i magazzini sono diminuite, con le esigenze della produzione nettamente superiori rispetto agli acquisti e con l’adempimento delle vendite affidato, qualora possibile, all’utilizzo delle giacenze esistenti.

Detto questo, l’incremento della domanda di materie prime di febbraio ha aggiunto pressioni sulla catena di distribuzione. I tempi medi di consegna dei fornitori si sono allungati al tasso maggiore dallo scorso aprile con le aziende campione che l’hanno attribuito alle restrizioni da Covid-19, alla carenza di materiale e a problemi di natura logistica.

Sul fronte dei prezzi, le aziende campione hanno collegato l’ennesima tornata di inflazione dei costi di febbraio alla carenza di materie prime e agli aumenti di prezzi da parte dei fornitori. I costi di acquisto sono inoltre aumentati al tasso più veloce da aprile 2011 e in generale è risultato piuttosto rapido. Anche i prezzi medi di vendita delle imprese manifatturiere italiane sono aumentati, con i dati raccolti che l’hanno collegato agli sforzi di mantenere i margini e di passare i maggiori costi ai clienti finali. Il tasso di inflazione delle tariffe è stato il maggiore in tre anni.

Le aziende manifatturiere hanno allo stesso tempo registrato il secondo aumento consecutivo degli ordini in fase di lavorazione, attribuendolo alle maggiori vendite e alla carenza di alcuni componenti. Conseguentemente alla crescente pressione sulla capacità, le aziende manifatturiere hanno assunto ulteriore personale e al tasso più veloce da metà 2018.

Per concludere, a febbraio le aziende sono rimaste positive in merito alla loro attività per l’anno prossimo, con l’ottimismo attribuito alle migliori condizioni della domanda e alla speranza di allentamenti delle misure anti Covid-19.

Commento

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato: “A febbraio, il settore manifatturiero italiano ha registrato ancora una volta forti risultati. La crescita della produzione e dei nuovi ordini è stata sostenuta e la maggiore in tre anni per via dell’ennesima ripresa delle condizioni della domanda. Le imprese campione hanno di conseguenza assunto ulteriore personale al tasso più veloce da giugno 2018, aumento questo che riflette le forti previsioni di aumento della produzione per i prossimi 12 mesi. L’ottimismo riportato è stato attribuito alla speranza di una rapida fine delle restrizioni legate al Covid-19 e alla crescita delle vendite. Allo stato attuale, le preoccupazioni principali sono le interruzioni sulla catena di fornitura e l’aumento dei costi. I tempi medi di consegna si sono allungati al tasso maggiore in dieci mesi, mentre l’inflazione dei costi di acquisto ha raggiunto il livello maggiore da aprile 2011. La forte domanda ha però permesso alle aziende di passare gli incrementi dei costi ai clienti finali ad un tasso maggiore”.

Redazione

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