IHS Markit PMI: a maggio ennesima contrazione dell’economia manifatturiera dell’europea

 IHS Markit PMI: a maggio ennesima contrazione dell’economia manifatturiera dell’europea

A maggio rimane confinata in territorio di contrazione l’economia manifatturiera dell’eurozona. Dopo le dovute destagionalizzazioni, l’Indice finale IHS Markit PMI®, del Manifatturiero dell’Eurozona ha registrato un valore al di sotto della soglia neutra di non cambiamento di 50.0 per il quarto mese consecutivo, raggiungendo lo stesso valore della precedente stima flash, di 47.7. Tale valore è stato leggermente in discesa da quello di aprile di 47.9 e vicino al livello più basso in quasi sei anni registrato a marzo.

Analizzando i sotto settori, la debolezza rimane principalmente evidente in quello dei beni intermedi e di investimento. In entrambi i casi, i tassi di peggioramento sono risultati ancora una volta elevati e in netto contrasto con la constante e modesta crescita del sotto settore dei beni di consumo. L’aumento di maggio allunga la sequenza ininterrotta di crescita del sotto settore dei beni di consumo a cinque anni e mezzo.

Tra le nazioni monitorate, la Germania ha continuato a fare i conti con il peggiore deterioramento delle condizioni operative manifatturiere, con il rispettivo PMI ancora una volta in forte contrazione. Allo stesso tempo l’Austria ha osservato il peggioramento dello stato di salute dell’economia manifatturiera più elevato in più di quattro anni.

Anche se di poco, pure il PMI dell’Italia è rimasto al di sotto di 50.0, mentre una crescita marginale è stata riportata in Francia e in Spagna. La Grecia è rimasta la nazione a riportare le migliori prestazioni in termini di espansione manifatturiera.

Classifica PMI® Manifatturiero per paese di maggio

Grecia 54.5 minimo su 3 mesi
Paesi Bassi 52.2 massimo su 2 mesi
Francia 50.6 (flash: 50.6)  massimo su 3 mesi
Spagna 50.2 minimo su 3 mesi
Italia 49.5 massimo su 8 mesi
Austria 47.8 minimo su 50 mesi
Germania 44.3 (flash: 44.3) minimo su 2 mesi

La scarsa performance manifatturiera del settore è stata ancora strettamente collegata al peggioramento del livello dei nuovi ordini. Per l’ottavo mese consecutivo gli ultimi dati hanno ancora una volta mostrato una contrazione dei nuovi ordini. Le aziende campione hanno riportato il crollo della domanda interna e, così come sottolineato dell’ennesimo, forte ma più lento, crollo delle esportazioni, anche di quella estera.

L’ultima contrazione dei nuovi ordini ha inevitabilmente avuto un impatto sulla produzione, che è diminuita a maggio per il quarto mese consecutivo. Ad ogni modo, con un tasso di contrazione che è rimasto modesto, e più lento di quello dei nuovi ordini, le imprese campione hanno ancora una volta smaltito il loro lavoro inevaso. L’indagine di maggio infatti ha segnalato la nona contrazione consecutiva degli ordini in fase di lavorazione.

La continua presenza di eccesso di capacità produttiva ha avuto un impatto sul livello occupazionale. Dopo 56 mesi di continua espansione, a maggio è stato riportato un netto crollo del personale. La contrazione marginale è stata prettamente centrata in Germania, dove tagli del personale sono stati segnalati per il terzo mese consecutivo. Anche in Spagna è stata registrata una contrazione del numero dei dipendenti e nelle altre nazioni la crescita occupazione ha avuto una tendenza di crescita marginale ad eccezione della Grecia, dove una forte crescita occupazione è stata registrata di nuovo.

L’indagine di maggio ha mostrato ulteriori segnali di allentamento delle pressioni sulla catena di fornitura, infatti i tempi medi di consegna dei fornitori si sono accorciati al tasso maggiore da metà 2009. I tempi delle consegne sono ormai migliorati per tre mesi consecutivi, in linea con la contrazione dell’attività di acquisto tra le imprese manifatturiere. L’ultima indagine ha mostrato come l’attività’ di acquisto sia diminuita per il sesto mese consecutivo in quanto le aziende campione, laddove possibile, hanno preferito utilizzare le giacenze esistenti.

Sul fronte dei prezzi, crollando al livello più basso da agosto 2016, a maggio diminuisce l’inflazione sui costi. Così come segnalato dal modesto aumento dei prezzi di vendita, le imprese campione hanno deciso di passare ai clienti i maggiori costi operativi.

Per concludere, pur rimanendo ben al di sotto della media a lungo termine, migliora al livello maggiore in tre mesi l’ottimismo delle imprese campione. Inoltre, totale pessimismo è stato osservato in Austria e Germania, mentre Francia e Spagna hanno registrato un livello di ottimismo più basso rispetto al mese precedente. In contrasto, l’Italia ha riportato un livello di ottimismo particolarmente elevato rispetto ad aprile.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Continua a contrarsi a maggio il settore manifatturiero della zona euro, ciò suggerisce come tale diminuzione agirà da traino in un senso più ampio durante il secondo trimestre. Il quarto mese consecutivo di crollo della produzione e l’ulteriore declino dei nuovi ordini ha sottolineato come il settore rimane nel suo momento più difficile dal 2013. Le imprese del settore sono più caute circa le loro spese, tagliando quindi i costi e le assunzioni. Gli acquisti, le giacenze e i livelli occupazionali sono in contrazione a causa delle preoccupazioni delle imprese manifatturiere su una possibile riduzione della domanda. Detto ciò, nonostante l’indice PMI principale di maggio sia diminuito, sono stati riportati tassi di declino per la produzione e nuovi ordini più lenti. Il rapporto anticipatore delle tendenze ordini/giacenze ha aumentato valore per il secondo mese consecutivo sino a raggiungere il valore più alto in sei mesi. Tale miglioramento è di buon auspicio che la contrazione di giugno sarà moderata. Ad ogni modo, le guerre commerciali, il crollo della domanda del settore automobilistico, la Brexit e le incertezze geopolitiche globali rimangono i rischi comunemente citati che potrebbero influenzare le aspettative future. Inoltre, tali fattori potrebbero potenzialmente intralciare qualsiasi tipo di stabilizzazione del settore manifatturiero”.

Redazione

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