IHS Markit PMI: a marzo la ripresa del manifatturiero acquista ulteriore vigore

Secondo gli ultimi dati PMI®, alla fine del primo trimestre aumenta lo slancio della ripresa del settore manifatturiero italiano. A marzo, sia la produzione che i nuovi ordini sono aumentati ai tassi più rapidi in oltre tre anni per via della maggiore domanda da parte dei clienti. Di conseguenza, le aziende campione hanno aumentato il ritmo di assunzione, mentre è rimasto elevato l’ottimismo sull’attività dei prossimi dodici mesi.

Tuttavia, l’allungamento dei tempi medi di consegna dei fornitori ha contribuito all’aumento della pressione inflazionistica, con l’ultima espansione dei costi che è stata la maggiore in quasi dieci anni.

L’Indice destagionalizzato PMI (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – a marzo ha registrato 59.8, in salita da 56.9 di febbraio e ha segnalato il maggiore miglioramento delle condizioni operative in 21 anni.

Tutti e cinque i sottoindici hanno favorito il rialzo del PMI di marzo, anche se le rapide crescite della produzione industriale e dei nuovi ordini hanno contribuito maggiormente.

A marzo i nuovi ordini sono aumentati al tasso maggiore da gennaio 2018, mentre l’ultima espansione della produzione è stata la maggiore il oltre tre anni. Le aziende campione hanno attribuito l’espansione all’incremento della domanda da parte dei clienti nazionali ed esteri, ma alcune hanno anche riportato l’accumulo di stoccaggio presso i clienti per via dei ritardi sulla fornitura.

L’Indice destagionalizzato dei Tempi medi di Consegna dei Fornitori di marzo è crollato ulteriormente al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0 mostrando certamente i ritardi maggiori nelle consegne da aprile 2020.

Secondo le aziende campione, la carenza di materiale e i problemi di natura logistica dovuti alla pandemia sono stati i motivi principali dell’allungamento dei tempi medi di consegna.

Allo stesso tempo, sono di nuovo aumentati i costi sostenuti dalle imprese manifatturiere, e l’inflazione di marzo è stata la maggiore in quasi dieci anni. Secondo i dati raccolti, l’ultima tornata di inflazione è attribuibile al prezzo più alto delle materie prime, al rialzo dei costi di fornitura e al maggiore costo dei trasporti. Le aziende campione, di conseguenza, hanno incrementato nuovamente a marzo i loro prezzi di vendita e al tasso maggiore in dieci anni.

Detto ciò, a marzo le imprese hanno acquistato beni ad un tasso più veloce nell’intento di aumentare i loro livelli di magazzino. L’attività di acquisto ha indicato a marzo il tasso più elevato di incremento da aprile 2003, anche se le giacenze degli acquisti sono diminuite per il secondo mese consecutivo. Allo stesso tempo, le giacenze dei prodotti finiti si sono contratte per il secondo mese consecutivo e al tasso maggiore dallo scorso ottobre per via delle maggiori vendite rispetto alla produzione.

I dati di marzo hanno inoltre evidenziato l’attuale pressione sulla capacità produttiva presso le aziende manifatturiere. Il livello del lavoro inevaso è aumentato per il terzo mese consecutivo e ad un tasso tra i più veloci mai registrati. Di conseguenza, alla fine del primo trimestre, le aziende intervistate hanno di nuovo assunto personale e al tasso maggiore da gennaio 2018.

Guardando ai prossimi mesi, le imprese manifatturiere italiane continuano a mostrarsi fiduciose di un aumento dell’attività durante i prossimi 12 mesi. Le prospettive positive sono rimaste storicamente elevate anche se in diminuzione rispetto al mese precedente. L’ottimismo è stato attribuito dalle aziende campione alle speranze di ulteriori miglioramenti della domanda da parte dei clienti e di una ripresa sostenuta non appena le restrizioni verranno allentate.

Commento

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato: “I dati di marzo hanno evidenziato l’ennesima accelerazione della ripresa del settore manifatturiero italiano. Sia la produzione che i nuovi ordini hanno registrato la maggiore espansione in oltre tre anni, e le aziende campione hanno riportato crescenti vendite e una migliore domanda da parte dei clienti. Di conseguenza, per far fronte alla maggiore mole di lavoro, le imprese manifatturiere hanno aggiunto ulteriore personale ed è rimasto elevato l’ottimismo. Le pressioni inflazionistiche però continuano ad aumentare, i costi di acquisto hanno indicato il più veloce incremento in quasi dieci anni, causando un tasso di inflazione dei prezzi alla vendita quasi record in quanto le aziende hanno cercato di mantenere i loro margini. La causa dell’aumento dei costi citata principalmente è legata ai ritardi nella catena di fornitura, i tempi medi di consegna, infatti, si sono allungati al livello maggiore dal picco pandemico di aprile scorso. Con il settore che ha mostrato una crescita sostanziale nel corso del primo trimestre, si può dire facilmente che la ripresa del settore manifatturiero è ben in corso. Se le condizioni della domanda rimangono elevate, anche in caso di ulteriori misure restrittive, probabilmente assisteremo ad una forte crescita nei prossimi mesi. I problemi che sta affrontando la catena di fornitura possibilmente intralceranno la crescita in corso, e le aziende già riportano i loro tentativi precauzionali di creazione di giacenze, ma qualsiasi altro ritardo o ritardi maggiori nelle consegne da aprile 2020”.

Redazione

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