IHS MARKIT PMI: ad inizio del quarto trimestre l’attività edile in Italia ritorna a contrarsi

 IHS MARKIT PMI: ad inizio del quarto trimestre l’attività edile in Italia ritorna a contrarsi

Gli ultimi dati PMI® hanno segnalato un arresto per il settore edile italiano. L’attività totale è diminuita per la prima volta da aprile, ed è stata riportata una contrazione generale in tutti e tre i sottosettori a causa della crescita notevolmente minore dei nuovi ordini ricevuti. Sono peggiorate le interruzioni sulla catena di distribuzione, con i relativi tempi medi di consegna che si sono allungati al tasso maggiore da maggio per via delle carenze di materiali e i crescenti problemi di natura logistica derivati dalla pandemia da Covid-19.

L’indice principale dell’indagine è l’IHS Markit PMI sul settore edilizio italiano, un indice di diffusione destagionalizzato che monitora i cambiamenti del volume totale delle attività edili rispetto al mese precedente.

L’Indice Totale dell’Attività Edile è diminuito da 51.2 di settembre, ha raggiunto a ottobre un valore al di sotto della soglia neutra di non cambiamento di 50.0 con 48.1 segnalando una rinnovata contrazione del settore edile italiano. Le aziende campione hanno attribuito il crollo alla pandemia da Covid-19, con un tasso di declino che però è stato leggero e di minore entità rispetto a quelli osservati a marzo e aprile.

A livello settoriale la riduzione è stata generale, ma l’attività edile non residenziale ha registrato la contrazione più veloce, mentre la contrazione dell’attività edile residenziale è risultata la più debole.

L’incremento molto più lento dei nuovi ordini ricevuti ha inoltre avuto un impatto sul risultato del settore a ottobre. Laddove è stata registrata un’espansione, è stata attribuita agli schemi governativi dell’ecobonus e del superbonus. Alcune aziende hanno però riportato deboli vendite per via del Covid-19.

Le aziende edili hanno allo stesso tempo ridotto ad ottobre i loro acquisti. Anche se leggermente, l’attività di acquisto è diminuita per la prima volta da luglio. Carenze di materiale e ritardi sui trasporti hanno causato l’ennesimo allungamento dei tempi medi di consegna dei fornitori, con l’ultimo deterioramento che però è stato il maggiore in cinque mesi.

Le aziende campione hanno allo stesso tempo collegato   la carenza di materiale, aumenti di prezzi per carburanti    e materiale plastico, e maggiori costi del personale all’ennesimo incremento dell’inflazione dei costi. I prezzi di acquisto sono aumentati ad un tasso più veloce rispetto a settembre e sono risultati in generale elevati. Ad ottobre, è inoltre aumentato il costo per i subappaltatori. Il forte tasso di inflazione è stato il più veloce da settembre 2008.

Malgrado le minori esigenze di attività, per la prima volta da giugno il livello occupazionale del settore edile italiano è aumentato. Il tasso di creazione occupazionale è stato tuttavia minimo con alcune aziende che hanno notato ulteriori utilizzi di cassa integrazione e di licenziamenti a causa delle vendite minori. Allo stesso tempo, le aziende edili hanno riportato l’ennesimo declino dell’utilizzo dei subappaltatori.

Guardando avanti, le previsioni sull’attività nei prossimi 12 mesi rimangono ad ottobre ottimistiche. Le imprese edili hanno in gran parte attribuito le loro aspettative positive agli schemi governativi dell’ecobonus e del superbonus. L’ottimismo è risultato elevato nel contesto della media storica malgrado sia diminuito leggermente da settembre.

Commento

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit ha affermato: “Il settore edile in Italia ha iniziato il quarto trimestre in uno stato decisamente indebolito. I dati di ottobre hanno evidenziato un nuovo declino dell’attività edile totale a causa del ritardo della partenza di progetti per via della crescente incertezza, con declini generali riportati in tutti e tre i sottosettori monitorati. I nuovi ordini ricevuti sono aumentati ma ad un tasso di gran lunga più debole rispetto a quello di settembre. Detto ciò, gli schemi governativi dell’ecobonus e dell’superbonus hanno fornito la fonte principale di ottimismo nel settore. La previsione a dodici mesi è rimasta elevata, anche se l’ottimismo è diminuito leggermente nel corso del mese. Le restrizioni per far fronte alla pandemia però sono risultate più severe per via della “seconda ondata” di casi da covid-19 in Italia e in Europa, con la possibilità di aumenti di restrizioni a livello nazionale. Le nuove misure di contenimento freneranno ulteriormente la domanda e. se le limitazioni attuate faranno chiudere i cantieri edili, la già debole ripresa probabilmente si arresterà almeno sino a quando le restrizioni non si allenteranno”.

Redazione

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