IHS Markit PMI: ad ottobre, la crescita manifatturiera crolla al valore più basso in 26 mesi

 IHS Markit PMI: ad ottobre, la crescita manifatturiera crolla al valore più basso in 26 mesi

Continua durante l’inizio del quarto trimestre l’attuale rallentamento della crescita dell’economia manifatturiera dell’eurozona.

Diminuendo per il terzo mese consecutivo e rimanendo ben al di sotto del valore record osservato ad inizio anno, l’Indice IHS Markit PMI® Settore Manifatturiero Eurozona, è diminuito ad ottobre a 52.0, rispetto a 53.2 di settembre ed è risultato quasi invariato rispetto alla precedente stima flash di 52.1.

Tutti e tre i sotto settori hanno registrato un rallentamento della crescita. I produttori dei beni intermedi hanno sofferto la contrazione peggiore di produzione, nuovi ordini ed esportazioni. Quelli dei beni di consumo hanno mostrato qualche resistenza, registrando infatti forti crescite sia della produzione che dei nuovi ordini.

Una crescita manifatturiera più lenta è stata registrata ad ottobre nella maggior parte dell’area della moneta unica.

In particolare, l’Italia è crollata in territorio di contrazione, registrando l’indice PMI più lento in quasi quattro anni. La crescita in Germania è stata la più debole in quasi due anni e mezzo, mentre Francia e Spagna hanno registrato solo modeste crescite dell’attività manifatturiera.

Classifica PMI® Manifatturiero per Paese di ottobre

Paesi Bassi

57.1

minimo su 21 mesi

Irlanda

54.9

minimo su 7 mesi

Austria

53.8

minimo su 25 mesi

Grecia

53.1

minimo su 6 mesi

Germania

52.2 (flash: 52.3)

minimo su 29 mesi

Spagna

51.8

massimo su 2 mesi

Francia

51.2 (flash: 51.2)

minimo su 25 mesi

Italia

49.2

minimo su 46 mesi

Di contro, i Paesi Bassi hanno continuato a registrare una crescita record anche se, come negli altri casi, l’espansione è stata la più bassa in 21 mesi. Irlanda, Austria e Grecia hanno continuato a riportare forti, ma più lenti, tassi di espansione.

Il deterioramento della crescita generale è stato strettamente collegato al peggioramento dei nuovi ordini a livello globale. Sebbene solo marginale, il crollo netto dei nuovi ordini è stato il primo registrato dall’indagine da novembre 2014 ed è stato prettamente attribuito all’indebolimento del ciclo commerciale globale. Ciò è stato evidenziato dal primo declino delle esportazioni, incluso il commercio intra eurozona, da metà 2013. Analizzando le singole nazioni, esportazioni più basse sono state riportate in Austria, Francia, Germania e Italia con un notevole rallentamento osservato nei Paesi Bassi e in Irlanda.

Nonostante il crollo dei nuovi ordini, il settore manifatturiero ha registrato ad ottobre un netto aumento della produzione. Detto ciò, la crescita è stata modesta ed è risultata la più debole da dicembre 2014. Un eccesso produttivo conseguentemente ai maggiori ordini ricevuti ha causato un leggero aumento delle giacenze e una piccola riduzione del livello di lavoro inevaso.

Ad ottobre, il livello occupazionale è cresciuto notevolmente pur continuando a rallentare, raggiungendo la crescita più debole registrata dall’indagine da dicembre 2016. Sebbene tutte le nazioni coperte dall’indagine hanno registrato maggiori livelli occupazionali, i tassi di crescita variano notevolmente. Austria, Germania e Paesi bassi hanno continuato a registrare la crescita netta maggiore, in contrasto in Francia si è registrata una stagnazione generale. Crescite modeste sono state riportate in Italia e Spagna.

Allo stesso tempo, a causa dell’incremento dei costi di energia, prodotti alimentari, carburanti e metalli, si intensifica la pressione dei prezzi di acquisto. Gli ultimi dati hanno mostrato un’accelerazione dell’inflazione dei prezzi di acquisto rispetto a settembre sino a raggiungere un livello cospicuo. In risposta a ciò, laddove possibile, sono stati aumentati i prezzi di vendita, con un aumento che, sebbene il più basso in 14 mesi, è stato storicamente elevato.

Per concludere, ad ottobre sprofonda al livello più basso dalla fine del 2012 il livello di ottimismo. Le imprese manifatturiere hanno espresso diffuse preoccupazioni circa gli sviluppi delle politiche protezionistiche sul commercio globale, sulle possibili tariffe più alte e sulle attuali incertezze politiche. Tutte le nazioni hanno registrato un ottimismo minore, con i manifatturieri della Germania che hanno registrato un netto pessimismo per la prima volta in quattro anni.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Ad inizio del quarto trimestre, si intensificano le preoccupazioni dei manifatturieri dell’eurozona. L’indice PMI diminuisce al livello più basso da agosto 2016, segnalando un ulteriore rallentamento del tasso di espansione. I nuovi ordini si contraggono per la prima volta in quasi quattro anni a causa dell’accentuarsi delle difficoltà commerciali. Per la prima volta in più di cinque anni diminuiscono le esportazioni. L’indagine inoltre mostra una possibile ulteriore contrazione del settore manifatturiero durante il quarto trimestre, a meno che la tendenza non cambi durante i prossimi mesi. Ad ogni modo, con il secondo mese consecutivo di diminuzione del lavoro inevaso e l’ottimismo che crolla al livello più basso in quasi sei anni, è probabile che la situazione tenda a inclinarsi al ribasso durante l’approssimarsi della fine dell’anno. Anche se è evidente che il settore automobilistico ancora una volta ad ottobre abbia trascinato di nuovo il settore manifatturiero al ribasso a causa delle maggiori difficoltà create dalla nuove normative circa le emissioni, pare che i problemi del settore sono generali. La crescente avversione al rischio, legata a sua volta alle preoccupazioni circa il clima economico globale, le preoccupazioni circa la guerra commerciale, le incertezze politiche e l’aumento dei prezzi che pare stia avendo un impatto su una vasta gamma di beni. La contrazione maggiore della produzione e degli ordini è stata osservata nel sotto settore dei beni intermedi, che include i fornitori di beni ad altre aziende manifatturiere. La combinazione delle minori giacenze, il peggioramento del livello degli ordini e il crollo dell’ottimismo aggiungerà timori su come l’ago della bilancia tenderà al ribasso piuttosto che essere generalmente equilibrato come indicato dalla BCE”.

Redazione

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