IHS Markit PMI® Composito Eurozona: all’inizio del 2020 l’economia dell’eurozona registra una crescita più forte

 IHS Markit PMI® Composito Eurozona: all’inizio del 2020 l’economia dell’eurozona registra una crescita più forte

Ad inizio 2020, l’Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita si è rafforzato per il secondo mese consecutivo. Salendo a 51.3 da 50.9 di dicembre e superando la recente stima flash, l’indice ha indicato un’espansione che, anche se modesta, ha toccato il valore più alto dallo scorso agosto.
A gennaio, è stata di nuovo l’economia terziaria a guidare l’espansione del settore privato, con una crescita però più debole rispetto al mese precedente.

La produzione manifatturiera ha continuato a contrarsi, estendendo l’attuale sequenza recessiva ad un anno. Il tasso di decremento registrato dall’indagine è stato tuttavia il più debole dallo scorso giugno.
Tutte le nazioni europee in cui vengono raccolti dati compositi PMI hanno registrato a gennaio un’espansione della produzione del settore privato. L’Irlanda è in vetta alla classifica, con il più rapido ritmo di crescita in quasi un anno. Negli altri paesi, l’espansione è stata solo modesta, anche se la Germania ha felicemente indicato la prestazione più forte in cinque mesi.
Francia e Spagna hanno indicato ritmi di crescita più lenti di dicembre, mentre l’Italia resta la nazione a segnare i risultati più deboli, nonostante abbia registrato la prima espansione in tre mesi.
A dare impulso a quest’ultima ripresa dell’attività dell’eurozona è stato il nuovo aumento del flusso di nuovi ordini che, seppur modesto, è stato il migliore in sette mesi.
Il commercio estero ha continuato ad influenzare il flusso dei nuovi ordini totali, in calo per il sedicesimo mese consecutivo. Il tasso di contrazione è stato tuttavia marginale ed il più debole dalla fine del 2018.
A gennaio, le aziende hanno continuato ad assumere personale, estendendo il periodo di espansione in corso a ben oltre cinque anni. La crescita, seppur migliorata, è stata modesta ed è rimasta nettamente inferiore alla media dell’attuale sequenza di espansione.
A gennaio, l’incremento dell’occupazione ha contribuito a mantenere sotto controllo il livello delle commesse in giacenza. Il lavoro inevaso ha continuato a diminuire, anche se solo marginalmente ed al tasso più debole degli ultimi 11 mesi.
I prezzi d’acquisto di gennaio sono di nuovo aumentati, registrando il tasso d’inflazione più rapido in otto mesi. Tale accelerazione è stata tuttavia molto inferiore al valore medio dell’indagine. A gennaio, si è anche registrato un aumento solo modesto dei prezzi di vendita, indicando un tasso d’inflazione invariato per il terzo mese consecutivo.
Con uno sguardo ai prossimi 12 mesi, a gennaio la fiducia sul futuro si è rafforzata registrando il valore più alto da settembre 2018. Tutte le nazioni, eccetto la Spagna, hanno indicato un miglioramento dell’ottimismo all’inizio di quest’anno. Le aziende irlandesi hanno riconfermato il più alto livello di ottimismo, seguite da quelle italiane. La fiducia tra le aziende tedesche è stata di nuovo la peggiore, anche se ha continuato a migliorare segnando un record in quasi un anno e mezzo.

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L’Indice PMI® IHS Markit dell’Attività Terziaria dell’eurozona di gennaio è leggermente diminuito registrando 52.5 da 52.8 di dicembre. L’indebolimento dell’espansione è dovuto alla più debole prestazione del terziario in Francia e Spagna. Tutte le altre nazioni hanno indicato una crescita maggiore rispetto a dicembre.
Nel mese di gennaio si è registrato un forte incremento dei nuovi ordini, con un livello di crescita invariato rispetto al record in quattro mesi di dicembre. In linea con il recente andamento, la crescita è stata frenata da un nuovo calo delle esportazioni, il diciassettesimo mensile consecutivo.

Nuovamente le aziende hanno assunto personale aggiuntivo, ad un livello leggermente più sostenuto rispetto allo scorso mese. La capacità operativa aggiuntiva ha permesso alla maggior parte delle aziende di gestire il carico di lavoro, visto che il volume delle commesse inevase è aumentato solo marginalmente.
All’inizio dell’anno, l’inflazione dei prezzi d’acquisto è accelerata toccando il valore più alto in nove mesi. I margini sono tuttavia rimasti sotto pressione con i prezzi di vendita di nuovo in aumento, ma solo marginalmente.
Infine, la fiducia* sul futuro ha indicato il valore più forte dallo scorso aprile. I livelli di ottimismo all’interno dell’eurozona nel mese di gennaio sono stati maggiori, ad eccezione della Spagna dove l’ottimismo è crollato al valore minimo in più di sei anni, già peraltro toccato in precedenza.
* Per stabilire la fiducia delle imprese (ottimismo), alle aziende viene chiesto se prevedono che la loro attività tra dodici mesi sia superiore, uguale o inferiore rispetto al mese corrente.
Clicca qui per saper come ottenere una stima del PIL con l’aiuto dei dati PMI (pagina in inglese).

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Il nuovo aumento dell’indice principale PMI, che ha registrato il valore più alto da agosto, rafforza la convinzione che l’economia dell’eurozona sembra trovarsi ad un punto di svolta. Anche se la crescita è rimasta sottotono, con l’indagine che segnala una crescita trimestrale del PIL appena inferiore allo 0.2%, il settore manifatturiero sembra finalmente essersi stabilizzato dopo la pesante recessione avutasi lo scorso anno. La crescita del terziario ha invece resistito con successo grazie soprattutto al migliorato mercato del lavoro. Anche la fiducia sulle prospettive future è fortemente migliorata dalla fine dello scorso anno, riuscendo a toccare il valore più alto in 16 mesi. I timori che la recessione del manifatturiero si propaghi nel terziario si sono perciò attenuati, contribuendo a loro volta a placare il rischio di recessione. Con il procedere di questo 2020 ci aspettiamo di assistere ad un progressivo aumento della crescita, visto che il basso livello d’inflazione, le buone condizioni del mercato del lavoro e l’affievolimento dei problemi finanziari offrono sostegno alla spesa dei consumatori, mentre le migliori condizioni del commercio globale agevolano il settore manifatturiero. C’è però da tener conto che il tasso di crescita è ancora debole e che le aziende mantengono uno stato di allerta sia per turbolenze già in essere che per quelle nuove. Anche se le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti si sono allentate, l’attenzione degli Stati Uniti è ora rivolta all’Europa, mettendo soprattutto in evidenza quanto il settore auto sia vulnerabile alla minaccia di nuovi dazi. Similmente, con l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Europa, i dialoghi commerciali provocheranno sicuramente incertezza nell’eurozona. Nello stesso tempo, il coronavirus di Wuhan rappresenta un nuovo potenziale ostacolo agli scambi economici e commerciali. Ci si aspetta dunque che l’eurozona eviterà la recessione nel 2020 ma farà fatica a mettere assieme una crescita dell’1.0%”.

Redazione

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