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IHS Markit PMI Composito Eurozona: si aggrava la crisi del manifatturiero e provoca un indebolimento della crescita dell’eurozona

L’Indice Composito IHS Markit PMI® della Produzione è scivolato sempre più verso il punto di non cambiamento di 50.0 a luglio. Invariato rispetto al risultato flash che l’ha preceduto di 51.5, il livello ha mostrato una lieve crescita e un livello inferiore ai massimi su sette mesi di giugno di 52.2.

L’indice principale ha continuato a celare differenze notevoli tra i risultati del settore manifatturiero e quelli del terziario. Mentre le attività in quest’ultimo sono aumentate ad un tasso sostenuto anche se leggermente più lento, c’è stato un crollo notevole e accelerato della produzione manifatturiera. Gli ultimi dati hanno mostrato che la produzione di beni è scesa per il sesto mese consecutivo e al livello massimo da aprile 2013.

L’esempio più chiaro di queste tendenze è stato visto in Germania dove un’economia manifatturiera in rapido deterioramento è stata quasi completamente controbilanciata da una crescita robusta del settore dei servizi. Gli ultimi dati compositi hanno mostrato che l’economia tedesca si sta espandendo ai minimi in oltre sei anni.

All’Italia non è andata molto meglio che alla Germania, nonostante la crescita sia un po’ migliorata e abbia raggiunto il livello massimo in quattro mesi. Una crescita modesta è stata osservata in Spagna ma si è trattato comunque della più debole in quasi sei anni.

I risultati migliori sono stati osservati in Francia, anche se pure qui si è visto un tasso d’espansione relativamente debole e molto al di sotto del trend stabilito.

Classifica del PMI Composito per Paese:

Francia 51.9 (flash: 51.7) minimo in 2 mesi
Spagna 51.7 minimo in 68 mesi
Italia 51.0 massimo in 4 mesi
Germania 50.9 (flash: 51.4) minimo in 73 mesi

La continua debolezza della domanda ha continuato a pesare sui risultati dell’economia totale della zona euro. I nuovi ordini ricevuti dal settore privato sono aumentati appena sotto la pressione di un’altra forte riduzione degli ordini ricevuti dal manifatturiero.

Le aziende sono di nuovo riuscite a tenere gli ordini inevasi sotto controllo, come mostrato da una nuova contrazione dei livelli di questo indice. A luglio c’è stata la quinta contrazione consecutiva, nonché la maggiore da aprile, di commesse inevase.

Le aziende sono riuscite a sostenere il carico di lavoro grazie a un altro aumento dell’occupazione, mantenendo un trend iniziato nel novembre 2014 anche se, a causa dei minori incrementi di nuovi ordini e attività, la crescita del personale è stata la minore da aprile 2016.

Le assunzioni sono anche state minime visto il periodo di minore ottimismo rispetto al futuro. Gli ultimi dati mostrano che la fiducia era ai minimi in quasi cinque anni, e che le aziende tedesche erano di gran lunga le meno ottimiste rispetto agli sviluppi dei prossimi dodici mesi.

Nel frattempo, le pressioni inflazionistiche hanno continuato a diminuire. Trascinati dalla diminuzione dei prezzi d’acquisto nel manifatturiero, i costi operativi sono aumentati al tasso minimo da settembre 2016. Allo stesso modo i prezzi alla vendita sono aumentati appena ed al tasso più debole in 32 mesi.

Servizi

L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona di luglio ha mostrato un solido incremento delle attività che ha portato l’attuale periodo di crescita a sei anni. Tuttavia, l’indice ha indicato un tasso d’espansione leggermente più lento, scendendo a 53.2 da 53.6 di giugno.

Le quattro maggiori economie, tranne l’Italia, hanno registrato incrementi più lenti delle attività terziarie a luglio. La Germania ha continuato a riportare la crescita maggiore, mentre l’Italia, nonostante non abbia seguito il trend generale di ribasso, ha di nuovo registrato l’incremento minore delle attività.

I nuovi ordini ricevuti hanno continuato ad aumentare ad un tasso sostenuto, anche se più lento, mentre le aziende hanno registrato un incremento netto di volume di lavoro inevaso, il terzo consecutivo su base mensile. Sono stati aggiunti altri lavori e, nonostante il tasso di crescita sia rallentato fino ai minimi da marzo, l’incremento netto è rimasto notevole rispetto alla media storica. La Germania era di nuovo in testa per livelli di assunzioni, anche se la crescita si è ridotta ai minimi in sei mesi.

Sul fronte dei costi, gli incrementi dei costi salariali hanno condotto ad un altro forte incremento dei costi operativi generali nel settore terziario dell’area dell’euro. Benché le tariffe di vendita siano state aumentate a un tasso notevole, l’incremento è rimasto molto più basso di quello dei costi d’acquisto.

Infine, la fiducia rispetto alle prospettive degli affari si è rafforzata raggiungendo i massimi in tre mesi. C’è stata una notevole ripresa di fiducia tra le aziende terziarie francesi, mentre quelle italiane erano le più ottimiste in assoluto. Le aziende terziarie tedesche hanno invece registrato il minore livello di fiducia dalla fine del 2014.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Il settore dei servizi ha continuato a sostenere l’espansione dell’economia della zona euro all’inizio del terzo trimestre, ma ci sono segnali che l’entità della crisi manifatturiera stia cominciando ad essere sovrastante. Le preoccupazioni sulla guerra commerciale, il rallentamento della crescita economica, la diminuzione della domanda di apparecchiature professionali, il crollo delle vendite di automobili e le inquietudini geopolitiche come la Brexit sono in testa alla lista dei problemi che fanno piombare la produzione manifatturiera al tasso più rapido in oltre sei anni. Mentre il settore dei servizi ha aiutato a controbilanciare la crisi del manifatturiero, la crescita è anche scesa nel terziario a luglio, il che significa che il tasso generale d’espansione del PIL suggerito dai PMI è scivolato a 0.1%. La fonte principale di espansione al momento sembra essere la base clienti che è a suo turno incoraggiata dalla forza relativa del mercato del lavoro. Comunque, l’indagine di luglio indica i minori incrementi di posti lavoro il oltre tre anni, il che suggerisce che questo motore di crescita sta anche perdendo vigore e potrebbe aggiungere un altro ostacolo all’economia nei mesi entranti”.

Redazione

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