IHS Markit PMI: continua la modesta crescita del settore manifatturiero dell’eurozona

 IHS Markit PMI: continua la modesta crescita del settore manifatturiero dell’eurozona

Ad agosto, il settore manifatturiero dell’eurozona continua a recuperare terreno malgrado le severe restrizioni imposte per arginare il contagio da Covid-19. Produzione e nuovi ordini sono aumentati a tassi elevati, mantenendo l’Indice IHS Markit PMI del Settore Manifatturiero dell’Eurozona al di sopra della soglia di non cambiamento di 50.0 per il secondo mese consecutivo. L’indice principale ha raggiunto 51.7 ad agosto, invariato rispetto alla stima flash che l’ha preceduto, e quasi uguale al 51.8 di luglio.

La crescita è stata nuovamente generale, con tutti e tre i sottosettori che hanno registrato un miglioramento delle condizioni operative rispetto al mese precedente. Il sottosettore dei beni di consumo è stato quello che ancora una volta ha riportato i risultati migliori, registrando un forte tasso di espansione. Crescite relativamente modeste sono state registrate dai sottosettori dei beni intermedi e di investimento.

I dati a livello nazionale hanno mostrato qualche tendenza divergente nelle performance manifatturiere. L’Italia ha guidato la crescita, registrando le condizioni operative migliori in oltre 2 anni. Irlanda, Paesi Bassi e Germania, dove la crescita ha colpito il picco in 22 mesi, hanno registrato condizioni operative più positive rispetto a luglio, l’Austria invece ha registrato una crescita modesta.

Stagnano invece le condizioni operative in Spagna e Francia, mentre in Grecia è stato riportato il sesto peggioramento consecutivo su base mensile.

Classifica PMI® Manifatturiero per paese di agosto

Italia 53.1 massimo in 26 mesi
Irlanda 52.3 minimo in 2 mesi
Paesi Bassi 52.3 massimo in 6 mesi
Germania 52.2 (flash: 53.0) massimo in 22 mesi
Austria 51.0 minimo in 2 mesi
Spagna 49.9 minimo in 2 mesi
Francia 49.8 (flash: 49.0) minimo in 3 mesi
Grecia 49.4 massimo in 2 mesi

Per il secondo mese consecutivo ad agosto e sino a raggiungere il livello più alto in oltre 2 anni, è stata registrata una crescita della produzione manifatturiera dell’eurozona. Germania, Italia e Irlanda hanno registrato le crescite maggiori.

Anche i nuovi ordini sono aumentati per il secondo mese consecutivo, con un incremento ancora elevato anche se in leggera diminuzione rispetto al valore record in quasi due anni e mezzo di luglio. Il mercato nazionale è stato ancora una volta il traino dei nuovi ordini generali, mentre le esportazioni, incluso il commercio intra eurozona, hanno continuato ad aumentare ma ad un tasso relativamente modesto. Per incentivare la crescita dei nuovi ordini manifatturieri, le imprese manifatturiere hanno continuato ad utilizzare le giacenze dei prodotti finiti, che di conseguenza sono diminuite al tasso maggiore da inizio 2010.

Gli ennesimi aumenti dei nuovi ordini hanno causato ad agosto il primo, ma leggero, aumento del lavoro inevaso in due anni. Detto ciò, le imprese manifatturiere hanno continuato a ridurre notevolmente il livello degli organici. Gli ultimi dati hanno mostrato che il personale è stato ridotto per il sedicesimo mese consecutivo ma al tasso più lento da marzo, con i tagli occupazionali maggiori registrati in Germania.

Le imprese manifatturiere, qualora possibile, hanno continuato ad utilizzare le giacenze esistenti per la produzione. L’attività di acquisto ha subìto una lieve variazione mensile e le giacenze delle materie prime e dei semilavorati sono diminuite al tasso maggiore da gennaio. Ciò è stato in parte causato dai ritardi nella consegna dei beni. I tempi medi di consegna si sono allungati per il settimo mese consecutivo ma al tasso più debole della sequenza.

I dati dei prezzi hanno mostrato un lievissimo cambiamento dei prezzi di acquisto sostenuti dai manifatturieri. Le contrazioni dei prezzi in Austria e Germania sono state controbilanciate dall’inflazione riportata nel resto della regione.

Le pressioni competitive hanno causato il quattordicesimo mese consecutivo di crollo dei prezzi di vendita. L’ultima contrazione però è stata minima e la più debole registrata negli ultimi dodici mesi.

Per concludere, ad agosto aumenta l’ottimismo per quanto riguarda l’attività futura, raggiungendo il livello massimo in oltre due anni. Le aziende infatti sono rimaste fiduciose che l’attuale ripresa dell’attività economica dall’impatto della pandemia continuerà. Le imprese manifatturiere italiane sono risultate le più ottimiste, di contro quelle francesi hanno espresso l’ottimismo minore.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit, analizzando i dati finali PMI del manifatturiero dell’eurozona ha dichiarato: “Ad agosto la produzione manifatturiera dell’eurozona è nuovamente in forte aumento, fornendo ulteriori segnali di notevole ripresa durante il terzo trimestre dopo il collasso osservato durante l’apice della pandemia da Covid-19 nel secondo trimestre. Le previsioni della produzione per i prossimi dodici mesi inoltre sono aumentate al livello maggiore in oltre due anni, diventano infatti più rosee rispetto alla visione pessimistica osservata ad inizio anno. È necessario tuttavia essere cauti nel valutare la probabile tendenza della produzione poiché, finora, sarebbe stata una sorpresa non osservare una ripresa della produzione e dell’ottimismo. Quello che desta preoccupazione è che la crescita dei nuovi ordini di agosto è diminuita leggermente, indicando che le aziende si stanno preparando ad un indebolimento a breve termine della domanda. Il fattore chiave dell’ultima indagine degno di nota è la cautela delle aziende sui costi e le spese: in particolare, in relazione agli investimenti e alle assunzioni per via delle preoccupazioni sull’entità della domanda futura e sull’incertezza sul corso della pandemia. I produttori di beni di investimento relativi ad impianti e macchinari hanno riportato la crescita degli ordini più debole, registrando tra le più diffuse perdite occupazionali dalla crisi finanziaria globale. Mentre il crollo occupazionale è stato guidato dalla Germania, le aziende della Francia, Spagna e Austria hanno riportato un’accelerazione dei tagli occupazionali con un ritorno di crescita di licenziamenti osservata in Irlanda. Tale situazione manda segnali preoccupanti su come parecchie aziende hanno mostrato maggiori timori sul loro futuro a breve termine. In sintesi, il settore manifatturiero è al momento stato favorito da un’ondata di domanda repressa ma con una capacità produttiva ridotta. I dati dei prossimi mesi saranno quindi importantissimi nel valutare la sostenibilità della ripresa”.

Redazione

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