IHS Markit PMI: contrazione al tasso più veloce da maggio 2013 delle condizioni operative del settore manifatturiero italiano

 IHS Markit PMI: contrazione al tasso più veloce da maggio 2013 delle condizioni operative del settore manifatturiero italiano

Continua a febbraio la crisi del settore manifatturiero italiano con ulteriori riduzioni di produzione e nuovi ordini. I livelli di nuovi ordini totali si sono contratti al tasso più rapido da maggio 2013, mentre la produzione manifatturiera è scesa per il settimo mese consecutivo. La fiducia delle aziende nel frattempo è migliorata ai massimi in cinque mesi grazie a speranze di ricovero della domanda interna.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra dà un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ha registrato 47.7 a febbraio indicando un altro peggioramento. In discesa dal 47.8 all’inizio del 2019, l’indice si è attestato al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0 per il quinto mese consecutivo e al livello totale minimo da maggio 2013.

Le tendenze deboli sia di produzione che nuovi ordini hanno pesato sul risultato del PMI, infatti gli ultimi dati hanno mostrato una contrazione della produzione che, anche se meno seria del record in cinque anni e mezzo di gennaio, è stata netta e la settima consecutiva su base mensile.

I produttori manifatturieri italiani hanno detto che l’ulteriore peggioramento delle condizioni della domanda interna ha continuato a incidere sulle commesse ricevute. Il livello totale di nuove vendite è diminuito per il settimo mese consecutivo ed al tasso più rapido da maggio 2013. Nonostante ciò i partecipanti all’indagine hanno registrato un incremento delle vendite destinate all’estero a febbraio grazie ad una maggiore domanda dal Regno Unito e Germania.

Nonostante le riduzioni osservate dei livelli di produzione e nuovi ordini totali, i manifatturieri italiani hanno incrementato la forza lavoro. Anche se marginale, l’incremento della manodopera ha contrastato le riduzioni di inizio anno e le aziende hanno attribuito questo a speranze di recupero della domanda interna. Nel frattempo i lavori inevasi sono diminuiti per l’undicesimo mese consecutivo.

Gli inventari di prodotti finiti sono diminuiti per il secondo mese consecutivo ad un tasso solido ed il più rapido in 14 mesi.

Di conseguenza alle continue contrazioni di produzione e nuovi ordini, le aziende manifatturiere italiane hanno contratto i livelli degli acquisti per l’ottavo mese consecutivo, ad un tasso netto e il maggiore in tre mesi. L’indebolimento della pressione sulla catena di fornitura ha contribuito ad un secondo mese di miglioramento della performance dei venditori, con i tempi di consegna raccorciati in media al tasso più veloce in 29 mesi.

Nel frattempo i recenti dati sui prezzi mostrano che i costi sono saliti ad una tasso più rapido questo mese, a causa soprattutto degli aumenti dei prezzi delle materie prime. I prezzi alla vendita sono anche aumentati poiché alcune aziende hanno cercato di trasferire sui clienti gli aumenti dei costi.

Per concludere, la fiducia per i prossimi dodici mesi tra le aziende manifatturiere italiane è migliorata al massimo in cinque mesi e questo è stato attribuito tra l’altro al lanci di nuovi prodotti e ad un recupero della condizioni che circondano la domanda.

COMMENTO

Amritpal Virdee, Economist di IHS Markit che elabora il report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “Gli ultimi dati PMI hanno indicato il quinto mese consecutivo di peggioramento delle condizioni degli affari all’interno del settore manifatturiero italiano. Particolarmente gravi appaiono i tassi della produzione e dei nuovi ordini totali che a febbraio si sono ambedue ridotti per il settimo mese consecutivo. Anche gli acquisti, i lavori inevasi e le scorte di fattori produttivi e di prodotti finiti sono tutti diminuiti nel corso del mese. Punti positivi sono stati il lieve incremento degli ordini dall’estero e dei livelli di personale, ma anche della fiducia delle aziende salita ai massimi in cinque mesi. Tutto ciò non è di buon auspicio per i risultati del settore manifatturiero italiano per il primo trimestre e oltre, specialmente se si osservano rallentamenti in mercati chiave per le esportazioni come la Gran Bretagna e la Germania”.

Redazione

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